Carife, il paese che resiste alla memoria

Sale la vista quando si alzano le terre d’altura, quando si giunge sulla cima del monte da cui si gode di una vista ampia, come aquila, che dall’alto cerca la sua preda, la individua per tuffarsi infine in picchiata per ghermirla. Le terre alte sono il nido in cui vivono rapaci mitologici, che tanto hannoContinua a leggere “Carife, il paese che resiste alla memoria”

Sole a picco tra Scampitella e il Formicoso

Sono tanti i punti in cui l’Irpinia diventa Daunia. Uno di questi l’ho superato oggi, e l’ho superato in prossimità di Scampitella. A Scampitella ci si arriva in fretta percorrendo la Napoli Bari in direzione di Bari ed uscendo a Vallata. Bisogna superare l’intero promontorio che domina la valle Ufita, fino a sbucarne alle spalle,Continua a leggere “Sole a picco tra Scampitella e il Formicoso”

La mia Russia è stata l’Irpinia

Sin da ragazzo mi sono sempre sentito, in qualche maniera difficile da spiegare, russo. Non russo per appartenenza geografica, naturalmente, e neppure per una qualche fascinazione politica. Mi riferisco a qualcosa di molto più profondo e probabilmente molto più antico: alla sensazione di appartenere intimamente a una Russia ancestrale, contadina, fatta di villaggi, boschi, fiumi,Continua a leggere “La mia Russia è stata l’Irpinia”

La barca di Aldebaran

Che non avessi mai avuto un rapporto idilliaco con il mare era cosa risaputa. Lo si capiva da due elementi importanti: il primo era che il destino, o forse le forze superiori, mi avessero fatto nascere lontano dal mare, il secondo era che il mio editore, un po’ di tempo fa, mi aveva convocato perContinua a leggere “La barca di Aldebaran”

Dal Grano all’algoritmo

Nella casa di mio nonno, c’era una stanza in cui si conservava il grano. Era una stanza semplice, fatta di mura in pietra, dove le stesse erano tenute insieme dalla calce messa in bella vista. Li, in grossi sacchi di iuta si conservava il grano, il raccolto che doveva servire allafamiglia per l’intero anno, leContinua a leggere “Dal Grano all’algoritmo”

Il Castello di Gesualdo e la tornanza

Ho parcheggiato all’imbocco di via del Corso. La via è insolitamente piena di auto parcheggiate. Una colonna di auto, che pare infinita, sistemate ordinatamente sul lato sinistro della via. Mi incammino a piedi, osservando le abitazioni che si affacciano su di essa. Quelle in pietra locale, si alternano a quelle in cemento armato, di piùContinua a leggere “Il Castello di Gesualdo e la tornanza”

Trevico

La strada in salita è faticosa e celestina deve sudare sette camicie per arrivare fino in cima. In compenso, la strada è larga e non la percorre nessuno in senso opposto. Questo mi permette di alleggerirla con qualche zig zag che ne addolcisce la pendenza. Però, in compenso, come spesso accade, quando arrivo in cima,Continua a leggere “Trevico”

Paternopoli

Un ritorno a Paternopoli, paese d’origine in Alta Irpinia. Il terremoto dell’80, la piazza di mio nonno, il senso di comunità nei piccoli borghi del Sud Italia.

Lo Surco re l’Angelo

La prima volta che vidi il solco avevo otto anni, era il 1973 e il solco già veniva tracciato da oltre mille anni. Pensai che qualcuno avesse ferito la terra con una lama lunga chilometri, che l’avesse tagliata come se fosse un pezzo di carne tenera. Mio nonno mi prese per il collo della giaccaContinua a leggere “Lo Surco re l’Angelo”

Ti ho vista nel vicolo

“Ti ho vista laggiù, è inutile che ti nascondi. Il tempo delle stupide rincorse contro il tempo è finito. É terminata la guerra e siamo sopravvissuti. Non è cosa da poco. Ora vieni qui. Non ho più voglia di giocare. Dammi la mano e camminiamo insieme.”Lei si voltò, si passò la mano sopra al vestito,Continua a leggere “Ti ho vista nel vicolo”