Lo sguardo si abbassa, quando vince il silenzio, quando l’arte si spegne per far posto al vuoto. Un uomo cammina con passo sicuro, verso un precipizio, il cui limite pare franare sotto ai miei piedi. Mi affaccio e mi accorgo che è impossibile scorgerne il fondo, perché, forse, il fondo non esiste. Resto lì perplesso per molto tempo. La mano destra al mento, accarezza la barba, morbida, dai bei riflessi dorati. L’uomo che camminava con passo sicuro non c’è più. Qualcuno dice che si sia buttato di sotto, ma io l’ho visto volare. L’ho visto con i miei occhi staccarsi dal terreno, fermarsi per un attimo a guardare giù, con uno sguardo commiserevole, e poi prendere il volo verso l’alto, verso altre dimensioni. È diventato un puntino nel cielo, fino a scomparire del tutto, ma la gente continua a dire di averlo visto lanciarsi giù, verso il fondo senza fine. Ma quest’ultimo e il cielo infinito sono la stessa cosa, basta saper capovolgere l’immagine.








