I miei Racconti dall’Irpinia in diretta

Ieri sera abbiamo fatto una bella diretta su YouTube, sul canale “insieme per Avellino e L’Irpinia”. Lascio qui il link per chi si fosse persa l’intervista e volesse rivederla. Un grazie ancora agli amici splendidi, Pasquale Luca Nacca e Rosa Bianco.
Buona visione.

Che cos’è lo yoga?

“Alcuni pensano che lo Yoga sia una religione. Altri pensano che sia per la vitalità e la salute. Altri ancora pensano che sia per sviluppare la personalità. In verità si tratta di malintesi. […] Yoga è l’unione della coscienza dell’unità individuale con la Coscienza Infinita. Questo è tutto quel che vuol dire. Secondo gli insegnamenti classici, che lo si sappia o meno, il Sé potenziale è infinito. E di fatto ogni mente umana appartiene all’Infinito e alla Creatività. Ma nelle azioni pratiche è limitata. Così si rendono necessarie delle conoscenze tecniche con cui l’uomo possa espandere le proprie facoltà mentali per raggiungere quell’equilibrio necessario per controllare la struttura fisica e avere esperienza del suo Sé infinito. Questo è, in parole povere, tutto quel che vuol dire Yoga.
In questa nostra vita c’è un gran bisogno di yoga …”

Yogi Bhajan, il Maestro della tradizione del kundalini yoga.

Yogi Bhajan, il Maestro della tradizione del kundalini yoga.

Fervono i preparativi

L’inaffondabile, scritto in una terra lontana dal mare, sta prendendo il largo. A fine febbraio, in concomitanza del Festival di Sanremo, sarò ospite di Casa Sanremo, per presentare il mio libro, all’interno della manifestazione “Sanremo Writers”. I preparativi fervono, ma intanto prendo energia dalla mia terra.
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Per chi se ne va

Chi, come noi, si occupa della cura delle persone, sa bene quanto ogni singola persona sia importante per il benessere dell’intera comunità. Questo senso è più sentito soprattutto nelle piccole comunità, nei piccoli paesi, dove ogni persona che se ne va, porta via con sé un pezzo di memoria collettiva. La memoria collettiva è quella che dà coesione alla comunità.
Ma il nostro compito è di assistere le persone nell’ultimo pezzo di strada, e la nostra missione è di stare vicino a loro, e di preservarne quel pezzo di memoria collettiva che essi stessi rappresentavano. Così, ogni volta che un pezzettino se ne va, cresce il nostro dovere di conservare tutte le tessere di quell’immenso mosaico che è la vita. Ciao nonno Saverio.

Letture dal Bosco Winter Edition

Perchè c’è bisogno di un’Edizione Invernale del Festival Internazionale “Letture dal Bosco”?

La scorsa edizione, la numero tre, che si è svolta, come di consueto, a Lago Laceno, ha messo in campo diverse novità, che hanno segnato un notevole passo in avanti nell’organizzazione del Festival. Accanto alla consueta gara di lettura, che, da sempre, è stato il fulcro della manifestazione, e che si è svolta nel bosco della Piana dei Vaccari nella terza domenica di Luglio, è sorta l’esigenza di premiare una serie di persone e di associazioni, che tengono alta l’attenzione sul mondo della cultura e su quello dell’ambiente e del suo rispetto. Come ben sapete, ormai, la manifestazione si prefigge proprio di coniugare i due aspetti, che devono essere le colonne portanti nell’educazione di ogni essere umano, e cioè la cultura, che noi decliniamo nella forma della letteratura, e la Natura, che decliniamo nel rispetto dell’ambiente in cui viviamo. Abbiamo distribuito premi ad eminenti personaggi appartenenti ad entrambi i gruppi appena elencati. Tre di essi, però, sono rimasti fuori, perchè impossibilitati ad essere presenti a Lago Laceno. Da qui l’esigenza di una versione invernale del Festival, che si svolgerà in una foresta umana, e cioè a Napoli, presso la Libreria Raffaello, il 31 Gennaio alle ore 17.00. In questa versione invernale premieremo il Gruppo di Lettura di Napoli, il Prof. Antonio Trillicoso, il Magifico Rettore dell’Università Giustino Fortunato Prof. Giuseppe Acocella. Ad essi si aggiunge un premio speciale per la Professoressa e Critica Letteraria Rosa Bianco, per il suo enorme impegno nella diffusione della cultura letteraria legata ai territori delle aree interne della Campania. La serata sarà presentata dall’eccellente Grazia Caruso, e vedrà la partecipazione dei soci dell’Associazione Ver Sacrum. Saranno presenti gli autori dei libri che saranno letti durante la serata e che costituirà il fulcro della gara tipica del Festival. Avremo con noi la nostra addetta stampa Maria Baldares. Ovviamente sarò presente io, ideatore del Festival.

E’ giusto sottolineare che la vera forza dell’evento sono le persone che vorranno aggregarsi a questa bellissima manifestazione, per fare delle letture o, semplicemente, per ascoltare e trascorrere un pomeriggio in compagnia. L’ingresso è gratuito ed auspichiamo una forte presenza di persone intenzionate a gridare il loro amore per la cultura e per la natura.

La statuetta

La statuetta, dove la metto?

Novità bollono in pentola

Sono giorni di lavoro febbrile per preparare tutto il necessario per la mia partecipazione a Sanremo Writers, in concomitanza con il più famoso e blasonato Festival di Sanremo. È una cosa immensa pensare che la mia scrittura, nello specifico il mio libro “L’inaffondabile“, sia arrivato fino a lì, e che tra poco farò parte anche io del grande circo di Sanremo. ❤️
Intanto vi ricordo che martedì 13 gennaio, alle 20.30, sarò in diretta sul canale YouTube “Insieme per Avellino e L’Irpinia”, che sarà condiviso su diverse pagine della piattaforma Facebook. Sarò in compagnia del padrone di casa, il dott. Pasquale Luca Nacca e della prof. Rosa Bianco per parlare ancora dei miei “Racconti dall’Irpinia”.

La coda

(Suggerimento per la lettura: schiaccia play sul brano in basso e leggi sul brano, cercando di seguire il ritmo, partendo dal punto in cui comincia la melodia)

Solevamo passeggiare in campagna tenendoci per mano, specialmente dopo il pranzo. Tua madre ci osservava dalla finestra e sorrideva della nostra ingenuità. L’aria respirava la rugiada del mattino e le nostre dita si intrecciavano sotto al disco dorato del sole. Il cane ci seguiva scodinzolante; dal manto bianco sporco, ai peli arruffati e torti sotto l’addome, tutto ci parlava di vita. L’aria profumava di primavera e giovane umanità, che fioriva in uno con le rose di stagione, con i boccioli della rosa canina, con le foglie delle viti, che raccoglievamo per il pranzo. Ti piaceva avvolgerle attorno al riso, mentre con lo sguardo mi ammiccavi, come le idee che correvano veloci nella tua mente leggera. La strada era sempre lì ad attenderci tra un campo di grano ed uno di fave. Si faceva avanti la nostra curiosità, come i papaveri nelle semine da fieno, come i fiori rossi delle fave e le teste girate dei girasoli. L’armonia del creato si tagliava dentro a un clima di sabbia. Poi tu mi dicesti basta, ma io non me ne accorsi. Il cane non era più con me, ma scodinzolava a un nuovo padrone. La strada restava immobile, ferma nei ricordi, così come nella realtà. Io invece no. Nei miei voli pindarici continuavo a cercare il rumore dei tuoi passi accanto ai miei, quel mezzo passo avanti quando eri impaziente, quel mezzo passo indietro quando volevi rallentare ed ascoltare, e capire. Continuai a passeggiare per la stessa strada, seguito solo dalla mia ombra e dal rumore dei passi che ritornavano spesso nella mia testa. Ogni quattordici passi solevo fare un giro di valzer solitario, tra i campi di papaveri e le balle del fieno appena tagliato. Si spandeva nell’aria l’odore della sulla e degli steli di avena appena tagliati. Passavo ogni giorno davanti a quella finestra, dalla quale tua madre un tempo ci osservava. Ora è sempre chiusa, nera come un pugno in un occhio. Camminai così ancora molti giorni, fino a quando la mia mano non si intrecciò di nuovo con un’altra mano, e il cane scodinzolante, girando intorno, dava approvazione, ululando agli astri della sera. 

Il tempo che passa

Ho un’ansia dentro, che mi consuma come una candela. Sento di dover combattere una lotta contro il tempo, per ottenere in premio il nulla. Sentite anche voi quest’ansia impellente di fare le cose? Quell’ansia che ti fa sentire il tempo che ti sta col fiato sul collo, come se ci si dovesse muovere in gran fretta per vincere la sfida contro il tempo. Lo sentite?

Al Trianon con Gennaro Vallifuoco

Ieri sono stato al teatro Trianon di Napoli, per una serata in memoria di Roberto De Simone. Serata nella serata, c’è stata l’inaugurazione della mostra del pittore irpino Gennaro Vallifuoco, che per trent’anni ha collaborato, come scenografo, con Roberto De Simone. Questo in basso è il mio articolo per il Corriere dell’Irpinia.