Una bella recensione sul Topo

Oggi il Topo è arrivato su Punto Magazine!

Il famoso GRANO TURCO

In Turchia ancora nessun accordo per lo sblocco del grano Ucraino.

Due donne, un unico destino

Si chiama Clementine Pacmogda, è una scrittrice nata in Burkina Faso, che vive in provincia di Parma, molto impegnata, soprattutto in Toscana, per iniziative contro il razzismo. Ieri, dopo aver tenuto una lezione a degli adolescenti, due di loro, di 15 e 16 anni l’hanno avvicinata, offrendole un regalo. Lei lo ha accettato: si trattava di una fotografia pornografica e di una svastica.

Lei si chiama Valerie, 16 anni, nata e vissuta in Ucraina. Doveva andare al ballo di fine dell’anno scolastico. Aveva già comprato il vestito. Poi la guerra ha distrutto la sua scuola, i suoi legami, i suoi sogni. Nonostante tutto, lei ha deciso di indossare l’abito e di farsi fotografare in mezzo alle macerie.

Cosa c’entrano queste due storie, in apparenza cosi lontane e distanti?

C’entrano che si tratta di due storie figlie della stessa mamma: il razzismo, la xenofobia, il nazismo, l’affermazione del pensiero unico. Chiamatelo come volete, ma dove prevale il razzismo, il fascismo, il nazismo, si arriva sempre a cose che non dovrebbero mai accadere e non dovrebbero nemmeno essere pensate.

Gli Eroi non hanno segni distintivi

Gli eroi, quelli veri non hanno razza, o sesso o altri segni distintivi, perché spesso, eroi, si diventa per caso. Però non so se è un caso che Rahhal Amarri, di nazionalità Marocchina, gestore di un lido in quello che era uno dei posti più belli d’Italia, devastato poi dalla camorra, all’interno del Villaggio Coppola, a Castel Voltuno, si sia trovato li, o magari è stato il destino a metterlo in quel posto in quel giorno. I due bambini italiani ora sono salvi. Non sappiamo chi sono, perché la madre, ben ha pensato, appena sono stati portati in salvo, di scappare via. Si perché un genitore, in un mare agitato, non doveva proprio far tuffare i figli di 6 ed 8 anni. Ma sappiamo bene che sono zone disagiate, dove le regole, spesso, diventano superflue. Rahhal le regole le ha rispettate, e ha scambiato la sua vita con quella dei due ragazzi. Il mare ha voluto il suo tributo di vite umane. Ora il mare è calmo.

Signore e Signori: The Queen

Forse non ci crederete, forse resterete stupiti, ma dopo il Giubileo la regina, The Queen, si è ritirata a vita privata. Ha preso un appartamento a Bari vecchia e ora comincia a vivere.

Il Procuratore Palmer ed il piroscafo Buford

Quando sono davvero disperato, guardo questa foto. In quel giorno del 1919, il Procuratore Generale degli Stati Uniti, Palmer, caricó 249 simpatizzanti bloscevichi a bordo del piroscafo Buford, e li mandò tutti in Russia.

I Talk. Come suk arabi. Pataccari.

Kpetnh: significa cretino in russo.
Giletti è andato a Mosca a fare la figura del cretino.
È stato un confronto fra la gigante e il bambino.
Maria Sacharova, portavoce di Lavrov, ha sbeffeggiato Giletti.
E il gilettismo, che corrisponde, più o meno, al gruberismo, al Florismo, al travaglismo, al palombellismo, che sono fra il cretinismo e il cinismo mediatico.
Più o meno cretini, più o meno cinici.

La Sacharova ha detto che i paesi europei non hanno alcuna autorità morale per confrontarsi con la Russia, che l’Europa non esiste politicamente, che siamo tutti succubi degli americani, che il loro nemico è la “collettività occidentale”, che la guerra in Ucraina l’hanno iniziata gli ucraini 8 anni fa, che i russi sono portatori di aiuti e solidarietà, in Ucraina, in Siria, in Libia, nel Mali.
Che gli occidentali hanno attaccato la Russia, che non rispettano gli accordi, ect ect
La propaganda peggiore e più falsa e più perfida e più cinica.
Che i Talk italiani, caso unico in Occidente, portano in scena ogni giorno.
Giletti? Giletti le dava ragione su tutto. Su tutto.

Lei lo frustava e lui acconsentiva.
Sei un bambino! Ragioni come un bambino!
Non capisci! Non capisci!
E lui le dava ragione. Su tutto.
Non capiva, non capiva.

Però adesso smettetela dai… diceva Giletti.
Le do ragione sul passato, ma adesso accontentatevi del Donbass, dai.
La distruzione delle città, le morti, dai, si noi siamo colpevoli, molto colpevoli, moltissimo, ma dai, la guerra no, dai.

Lei le rideva in faccia, sei un bambino, non capisci. Cazzotti in faccia e ovunque.
Colpi di scudiscio. Ovunque.
Perché? La Sacharova nemmeno riconosceva la dignità, a Giletti, di un collaboratore di propaganda.
Le è sembrato proprio cretino.
E ha infierito.

Poi Giletti si collega con lo studio e Sallusti gli dice che deve vergognarsi, che la trasmissione gli faceva schifo, che era una totale sottomissione alla peggiore propaganda russa.
Mentre Giletti lo ascoltava in mezzo al conduttore del principale Talk di propaganda russa e ad un ucraino che sosterrà poi che è scappato dall’Ucraina perché non gli consentivano di combattere la corruzione.
È come dire che è andato a Corleone perché ad Isernia non gli consentivano di combattere la mafia.
Sallusti se ne va, dicendo che rinuncia al compenso concordato.
Giletti forse coglie la figura di m….e si sente male. Poi si sente di nuovo bene. Soccorso dal principale propagandista russo.
Che però continua a ridergli in faccia.

L’apoteosi.
La Russia fa una gran fatica in Ucraina ma ha affondato i Talk italiani. Inconsapevolmente.
Li ha svelati per quelli che sono.
Fabbriche di soldi per giornalisti affamati di soldi. Che con cinismo efferato spacciano per informazione un mercato delle vacche, suk arabi, bancarelle di patacche, di simboli falsi, di etichette rubate.
Giornalisti che si invitano fra loro, che promuovono un falso dibattito, su posizioni già prese, con compensi da prendere, per un teatrino già definito, con parti già assegnate.
Una suburra. Maleodorante. Putrescente.

(di Sergio Pizzolante)

Non ci crederete, ma è tutto vero. Legge il mio libro…

Non ci crederete, ma sta cercando il topo proprio all’interno del mio libro.

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https://www.mondadoristore.it/Storia-presidente-che-si-Giuseppe-Tecce/eai978883281401/?utm_source=googleshopping&utm_medium=listing&utm_campaign=cpc&gclid=Cj0KCQjwqPGUBhDwARIsANNwjV5s10QOpRmuRbXgPmgQwBTbKi2IuBLqH3yMX6187y_j2hF0XbHSYdAaAjrkEALw_wcB&gclsrc=aw.ds

I “vini sopravvissuti”


Dopo l’attacco missilistico russo il grande complesso logistico dell’ azienda GoodWine vicino a Kiev è stato completamente distrutto. Il valore della merce era di 15 milioni di euro. Tuttavia, alcuni dei prodotti sono risultati particolarmente resistenti. Si tratta dell’ 1-2% dal totale e tra i “vini con una storia” ci sono anche quelli italiani:
🇮🇹 Palazzo della Torre
🇮🇹 Stropa di Monte Dall’Ora
🇫🇷 Luberon La Ciboise Blanc
🇪🇦 Cerro Anon Gran Reserva
Incredibile, ma è sopravvissuta anche la famosa porcellana britannica Wedgwood.
GoodWine ha messo in vendita i prodotti con questa storia, Con uno sconto, nonostante che avessero valore per un’ asta.
“Quello che c’è sulla porcellana non è sporco. Queste sono ustioni. Queste sono ferite. Queste sono cicatrici. Non puoi lavarti o fingere che non esistano. Siamo tutti un po’ come quel Wedgwood – la guerra ci ha cambiati, ma non ci ha reso meno preziosi “, – ha scritto Natalia Yemchenko, direttrice delle comunicazioni di SCM, sulla sua pagina Facebook, ricevendo in regalo delle porcellane devastate dalla guerra.
(di Yana Vitsinska)

https://biz.nv.ua/ukr/markets/goodwine-prodaye-vino-i-posud-zi-spalenogo-skladu-pid-chas-viyni-jih-kupuyut-novini-ukrajini-50247491.html