Calendario dall’Impero Romano

✨✨✨19 gennaio ✨✨✨
✨✨✨FORNICALIA ✨✨✨

🔥FESTA IN ONORE DELLA DEA FORNIX🔥

✨In nome della Dea Fornace, si cuoceva e si offriva la mola salsa alla Dea e il pane alla gente.

✨La festa si protraeva nelle varie zone dell’Urbe fino a fine gennaio.

✨L’usanza di donare il pane si ripeteva anche per la feste di Cerere.

✨Sembra che anticamente avvenissero anche accoppiamenti in nome della divinità.

🔥🔥🔥✨LA DEA DEL FUOCO✨🔥🔥🔥

✨Nel III millennio a.c. gli Egiziani inventarono un forno costituito da mattoni d’argilla disposti a forma di cilindro, alla cui base si accendeva il fuoco che veniva coperto da una lastra di pietra, sopra cui si sistemavano dei pani.
✨Gli etruschi vi ponevano sopra invece delle pietre delle piastre tonde di argilla cotta.
✨I Greci crearono il forno a cupola e successivamente la camera unica.

In epoca romana si migliorò ancora la costruzione dei forni a cupola.
✨Grazie a Numa Pompilio venne introdotta una festa propiziatoria in onore della DEA FORNACE, protettrice dei forni per il pane.✨✨
✨Il forno costruito con mattoni pieni che si riscaldavano molto lentamente e si raffreddavano con altrettanta lentezza permetteva dopo aver cotto il pane, di cucinare arrosti, verdure e dolci.

🔥Fornace (dal latino FORNAX) era dunque la Dea del forno in cui si cuoce il pane.
✨In suo nome si festeggiavano le Fornicalia (✨19,20 e 21 gennaio), feste di ringraziamento per la tostatura del farro nei forni dei panificatori, infatti nel periodo più arcaico in territorio romano si coltivava il farro, solo successivamente si coltivò il grano, che era più nutriente e di sapore migliore.

✨La divinità sarebbe di origine, secondo alcuni umbro-sabina, perché il latino fornax sarebbe di origine sabina.

✨Mentre anticamente si abbrustoliva il cereale all’aria aperta ovvero in mezzo alle capanne, accendendo dei fuochi, accadeva che a volte si raccoglieva solo cenere o addirittura si appiccava fuoco alla capanna.
✨ L’invenzione dei forni pose fine a tali inconvenienti.

Mola salsa🔽

romanoimpero

Lettera da una boomer

Forse le VENTENNI di oggi non hanno mai pensato, che noi della mia generazione ormai nonne:
Indossavamo minigonne cortissime, pantaloni aderenti, stivali alti, e non portavamo il reggiseno..
Ascoltavamo Led Zeppelin, Who, Beatles, Rolling
Stones, Jimi Hendrix e Janis Joplin
“Cavalcavamo” su Mini Cooper e su moto
fighissime
fumato tabacco, bevuto gintonics e whisky..
Andavamo a festival musicali in mezzo al fango, magari ballando tra la folla
Vivevamo giornate lunghissime, perché non avevamo internet, smartphone, social, e della tv ce ne fregava assai poco..

“Sappiatelo: non sarete mai fighe come lo era vostra nonna. Qualcuno ve lo doveva pur dire”.
— Una Nonna

Finalmente è tornato a casa

Sono commosso: dopo circa 1 anno mezzo dal giorno in cui hanno rubato il mio account, sono riuscito, grazie ad un’anima buona che lavora per Meta, a rimettere le mani sul mio profilo. Era il 23 Novembre del 2021, si il giorno del terremoto, quando un hacker, presumibilmente turco, mi rubò l’account, chiedendomi, poi, insistentemente un riscatto in bitcoin. Riuscii a non cedere e lasciai andare il mio account storico. Tutto questo fino a quando Alfredo, un genio del Sud che lavora per Meta a Londra, è comparso sulla mia strada ed ha fatto il miracolo. Per questo, e non solo per questo, gliene sono infinitamente grato.
L’account ovviamente è stato violentato in tutto: non ci sono più foto e non ci sono più storie. I follower sono scesi da 56 mila a 42mila, insomma è debilitato, ma è tornato a casa e questo è quello che conta.
La prima foto che pubblico è questa, perché rappresenta il viaggio, ed è l’incipit del nuovo percorso che ho intrapreso e che porterà tante belle novità.
Stay tuned!
Ora lo smacco più grande è se cominciate a seguirmi. Cercate CURARO su instagram e cliccate su Segui!
Seguite, seguite, seguite…. Diamo uno schiaffo morale all’hacker turco!
Grazie

Sant’Antonio Abate

Oggi la Chiesa celebra Sant’Antonio Abate, da non confondere con Sant’Antonio da Padova.

“Sant’Antonio Abate tene ‘o puorco” diceva Bellavista.

” Sant’Antuoni, maschere e suoni”.
E il modo per indicare l’inizio del Carnevale a suon di tarantella in tutta l’Irpinia, partendo da Montemarano, patria del Carnevale e della tarantella.
Ed eccole qui, amici e amiche dell’Accademia della Tarantella Montemaranese, sprezzanti del cattivo tempo, questa mattina ad annunciare la ‘lieta novella’: abballanno abballanno, accunzi accunzi’, hanno ‘scetato’ il paese e fatto irruzione nelle case , fino alle contrade più lontano, dove magari , qualcuno non più giovane, non potrà raggiungere il centro del paese per ascoltare le note della tradizionale tarantella e aspettano con gioia l’arrivo dei suonatori e delle maschere.

Mentre in città ‘chioveva a scafunno’, là – gente allegra , il ciel li aiuta –
È proprio il caso di dirlo.

  • Sant’Antuono s’annomoraie ro puorco –
    L’amore è cieco, per intenderci.
  • ‘O fuoco ‘e Sant’Antonio –
    Al secolo Herpes Zoster, che brucia come le fiamme del demonio che lo aveva tentato, curato dai monaci antoniani col grasso dei maiali, per il cui allevamento il Papa fece una dispensa: all’epoca i suini venivano visti dai Cristiani come beste immonde.
  • Se festeggi Sant’Antuono, tutto l’anno ‘o passi bbuono –

Noi ci vogliamo credere.

E ricordate che le nostre radici ci sosterranno solo se ce ne prenderemo cura.
E che la leggerezza non è sinonimo di superficialità.
Anzi.

Una giornata qualsiasi di pioggia

Oggi è stata una giornata di allerta meteo, ma ciò non limitato il calore e l’accoglienza della nostra casa.
Ida, non ha potuto fare la consueta passeggiata, ed ha dovuto accontentarsi di stare alla finestra.
Il Soffio sul Mulino si trova a Sturno, a pochi km dall’uscita dell’autostrada di Grottaminarda.
393 9302873

La Lollo è immortale

Nella mia città, su di un muro scrostato, c’è un bellissimo omaggio alla Lollo nazionale!

4 ruote per terre di bellezze

Continua in maniera proficua il progetto che mira a tenere accesi accesi i riflettori sulle aree interne della Campania. Cambia il mezzo di locomozione, che da bicicletta si è trasformato in una più comoda 500 a gas, che risponde al nome di Celestina.

Resta intatta la genuinità del progetto che si propone di far conoscere i piccoli borghi della dorsale appenninica centro meridionale, anche, e soprattutto, attraverso la voce di chi ancora li abita e li tiene in vita.

E’ una sorta di esperimento sociale in itinere, che vuole utilizzare la forza dei nuovi mezzi di comunicazione, per raccontare la bellezza della nostra terra, forte ed antica.

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https://www.facebook.com/quattroruoteperterredibellezza

E da oggi abbiamo anche il nostro nuovo logo, bellissimo, come sempre.

Musica in Storia di un Presidente che si credeva un topo

C’è una dialettica che sottende all’intera narrazione della mia opera, che spesso non viene presa in considerazione, ma che, al contrario, è parte integrante del racconto e , anzi, sottende all’intera vicenda umana del protagonista, Andrea.

Si tratta dell’aspetto musicale, ossia della presenza assidua e costante della musica all’interno del racconto. Non si tratta di una questione secondaria o di un di più rispetto alla poetica d’insieme, quanto piuttosto della sottile armonia che mette insieme tutti i personaggi e le vicende del racconto. 

Vi faccio una rapida carrellata delle melodie presenti nel libro, con l’augurio che possiate ascoltarle e che possano portarvi completamente nelle rarefatte atmosfere del romanzo.

Sinfonia n.8 in Sol, op.88:3 di Dvorak che ascolta Andrea quando diventa un topo

Take Me Somewhere Nice dei Mogwai e la falena e la candela

Casa solitaria di murolo 

Avion travel 

Battiamo …ndu vadduni di scammacca 

Jazz Suite n. 2:  6. Walter 2 di Dimitri Shostakovich che ascolta Roberta nel laboratorio

Notturno numero 4 di John Field 

Non è neve, ma cos’è?

Quest’anno la neve la vediamo sotto forma di brina bianca sui tetti dei palazzi di fronte.
E chest è!