Ragazzi che dire… L’arte, quella vera, ci lascia sempre senza parole e senza fiato. Questi quadri sono dipinti da due ragazzi, due fratelli, Amir e Vishka, di origine iraniana, ma ormai insediati stabilmente a Guardia Sanframondi, in provincia di Benevento.
Facciamoli conoscere… Condividete il video e andate a fargli visita… Ne saranno felicissimi
Per Franco Battiato
Franco Battiato era un pazzo: era convinto che il cane di casa fosse la reincarnazione di suo padre, e il gatto di sua madre. Franco Battiato era un genio. Un giorno raccontò, sorridendo: «Ho passato gli anni 70 a fare vocalizzi ed esperimenti. Poi ho deciso di avere successo. Mi sono chiuso un mese in un garage a Milano, e ne sono uscito con “La voce del padrone”».
Forse il disco più bello, certo quello di maggior successo mai inciso da un cantautore. Franco Battiato era uomo di una rettitudine assoluta. Molto severo con i potenti e con la politica. Provò anche a farla, da assessore; ma capì presto che non era per lui. Disse che se a Catania avessero rieletto un sindaco che non stimava, avrebbe lasciato la città; e così fece. «Però il nostro giornale ti tratta sempre bene» gli obiettò uno scrittore. Lui rispose: «E tu credi che io sia così miserabile da giudicare le persone non per come sono, ma per come si comportano nei miei confronti?». È stato il più colto e il più profondo tra i musicisti italiani. Pensava che i grandi artisti si parlassero tra loro, in varie forme. Ti faceva ascoltare l’Adagio di Telemann e La canzone dell’amore perduto di De André e diceva: «Senti? Sono uguali. Ma Fabrizio non ha copiato; ha ripreso un discorso interrotto. De André è stato anche un bravo astrologo». Astrologo? «Dilettante. Ma di grande acume».
Aldo Cazzullo
Franco Battiato 23 marzo 1945 – 18 maggio 2021
Ti ricorderemo sempre Maestro.❤️

Foto che sembrano moderne
Lousiana 1863 – Gordon nacque schiavo.
Riuscì a fuggire da una piantagione della Louisiana nel 1863 e a guadagnare la libertà raggiungendo un accampamento dell’Unione a Baton Rouge, sempre in Louisiana, dove poi si arruolò.
Gordon divenne famoso in quanto soggetto di una serie di fotografie ritraenti per la maggior parte la sua schiena completamente ricoperta da cicatrici, frutto di tutte le frustate che aveva ricevuto nella sua vita da schiavo.

Le origini del Calore
Curiosità
Fiume Calore, origine del nome
La caratteristica del fiume Calore che segna il destino della nostra Città e la particolarità della temperatura delle sue acque che nell’entrare nella provincia sannita assume un grado di calore più alto in confronto di quello delle acque del fiume Tammaro e del fiume Sabato. Al punto che il popolo, un tempo, credette nella natura termale di queste acque e in esse faceva la cura dei dolori reumatici. Quindi a questo fiume dalle calde acque fu dato il nome di “Calore”.

Ps: “La reale etimologia sembra legata alla radice indoeuropea *kel- nella variante *kal- o forse *kwal-, con il significato di “macchiato”, “sporco” nel senso lato di “fangoso” (radice che è stata erroneamente interpretata da studiosi locali nella prima metà del Seicento e a cavallo tra Ottocento e Novecento come legata al significato di “scorrere”, “fluire”), poi passato in latino, forse attraverso il greco κάω come calor e in italiano come calore.”
Borghese e la polemica Irpina sulla maccaronara
Che Alessandro Borghese sia in Irpinia non è più un mistero. Sappiamo che stanno girando un episodio di 4 Ristoranti, e sappiamo anche quali sono i Ristoranti: Cacciafumo a Montella, Anima a Nusco, Palazzo Vittoli a Castelfranci e Pater Familias a Paternopoli.
Alessandro ha scritto sul suo profilo: L’Irpinia, terra di leggende, miti, con oltre 50 castelli è un territorio prosperoso dell’Appennino campano. Racconta la forza e la fierezza di chi ha saputo sempre risollevarsi. La verde Irpinia rappresenta uno dei bacini idrici più grandi d’Europa, una terra che vanta oltre a importanti IGP, come la castagna di Montella, una grande tradizione enologica, qui hanno origine le tre DOCG: Fiano di Avellino, il Taurasi e il Greco di Tufo. Panorami mozzafiato si aprono lungo i sentieri della catena del Partenio, sono 7 i siti archeologici presenti in Irpinia veri e propri musei a cielo aperto. Materie prime eccellenti, ricette storiche, come la tipica “Sfrittuliata”, la “Maccaronara” con le sue origini ancora contese, i cavatelli, le matasse e poi e le zuppe di verdure e legumi!
Quello che invece ci lascia sempre basiti sono le polemiche, anche interne al popolo irpino: perchè ha scelto quei luoghi, quei ristoranti, la maccaronara non ci rappresenta….e nemmeno la sfrittuliata.
Calma: ha scelto la parte più genuina, tipica e anche esteticamente più bella della provincia irpina. In quei luoghi la sfrittuliata e la maccaronara sono di casa, da sempre, e quindi le polemiche sono, come al solito, sterili. Se e quando andrà in altre parti dell’irpinia, parlerà di altre prelibatezze tipiche, magari dei cecatiell col pulieio. Chissa.
La foto è di questa mattina a Paternopoli.
PS: io faccio il tifo per il Pater Familias Ristorante, non solo per la qualità, ma anche perchè Francesco è un amico.
In bocca al lupo!

Maggio 2023
Pensatela come volete, ma, qua a Paternopoli, abbiamo acceso la fornacella per cuocere la fagiolata e per riscaldarci!

Grazie Chiara
Con Chiara se ne va un pezzo importante della nostra città, della nostra identità e della nostra cultura. Mi ricordo quando, qualche anno fa, facemmo la sperimentazione di parlare di Finanza Etica attraverso la visione di film che trattassero tale argomento, salvo, poi, accorgerci, che di film sulla finanza etica non ne esistevano. Quindi, decidemmo di procedere per contrapposizione: proiettiamo i film sulla finanza sporca, non etica, e poi apriamo un dibattito sulla finanza etica, che deve, necessariamente, essere l’opposto di quello che vediamo nei film. E così, facemmo, con una rassegna in cui si guardavano film sulla finanza aggressiva (i titoli si sprecano), e parlando poi di eticità della finanza. La rassegna andò avanti per qualche mese e fu ripetuta anche l’anno successivo. L’idea piacque a tal punto, che Banca Etica la fece propria, inaugurando subito dopo, una rassegna cinematografica sulla finanza etica, che si svolge ancora con cadenza annuale.
Nel nostro piccolo, abbiamo contribuito a lanciare dei messaggi positivi, anche in quella direzione.
Grazie!

Una giornata memorabile!
La giornata è di quelle memorabili. Mi trovavo a Rocca, intendo Rocca San Felice, in questa domenica uggiosa, di nebbia e di scirocco, quando mi sento chiamare: sei Giuseppe?
Si, sono io….sempre che non cerchi un altro Giuseppe.
No, no…. Cerco proprio il Giuseppe che ha scritto quel libro….
Si, sono io allora, a prescindere dal titolo.
Chiacchieriamo, mi invita a casa sua, sgranocchiamo noccioline e leggiamo dei passi da questi due libri.
Mi confida di essere una Dianara, e mi fornisce il mio profilo caratteriale, vedendomi dominato dal Dio Dioniso (Bacco per i romani).
E come se non bastasse, prima di andar via mi dona un pezzo di quel famoso Carmasciano, di cui tanto parlo nel mio libro.
Lo fa mio cugino, mi confida, ed è freschissimo… Lo preferisco a quello stagionato.
Poi l’ho assaggiato ed era il formaggio più buono che avessi mai mangiato!
Grazie, Lucia!




La storia di una piazza che non era una piazza. (Da una storia vera)
A Benevento c’è una piazza che tutti chiamano di Santa Maria anche se si chiama di Cardinal Pacca. Non è davvero una piazza perché è in realtà uno spazio vuoto che c’è nel bel mezzo della città antica. Il vuoto fu fatto da tante bombe che caddero dal cielo durante una guerra.
Prima delle bombe in quel posto c’erano delle vecchie case e un vecchissimo monastero. Sotto al monastero e alle case che furono distrutte dalle bombe ci sono cose ancora più vecchie perché in quel posto c’era una città romana.
Tanti anni sono passati da quando caddero quelle bombe. Da allora a piazza Santa Maria che si chiama in realtà piazza del Cardinal Pacca ci hanno messo un parcheggio.
Però è brutto sapere che sotto a quel parcheggio ci sono tante cose così antiche e preziose che nessuno può vedere. La gente ha sempre pensato che sarebbe bello trasformare quel parcheggio in un posto dove poter passeggiare e vedere quel che resta di quegli antichi palazzi.
Un giorno arrivò un sindaco che insieme ai suoi amici decise che quella piazza che non era una piazza ma uno spazio vuoto non era bella. Il sindaco andò a chiedere tanti soldi per poter aggiustare quella piazza. Però il sindaco e i suoi amici non avevano mai studiato e non sapevano nulla della storia della città romana con sopra il monastero antico che fu distrutto dalle bombe.
Il sindaco che non sapeva queste cose pensò che quello era solo un parcheggio per automobili e decise di farne qualcosa di più importante. Si sforzò molto e ci pensò per giorni e giorni. Alla fine pensò di aver avuto l’idea giusta e decise di trasformare il parcheggio per automobili in parcheggio per autobus. Gli autobus sono più grossi e più belli delle automotibili e al sindaco piacevano le cose più grosse e più belle.
Il sindaco disse ai suoi amici che voleva un parcheggio più grosso in quella piazza che non era una piazza ma era un vuoto. Gli amici del sindaco che non avevano studiato e non sapevano nulla andarono a scavare in quella piazza per costruire un parcheggio grande e bello.
Gli amici del sindaco iniziarono a scavare e fecero un mucchio di terra in mezzo alla piazza che tutti chiamavano di Santa Maria. Scavarono per un giorno intero e poi si dovettero fermare. Sotto alla terra c’era qualcosa di duro.
Che sopresa e che meraviglia fu per gli amici del sindaco. Avevano trovato muri e pavimenti sotto alla terra che avevano tolto dal centro della piazza che non era una piazza e che tutti continuavano a chiamare di Santa Maria anche se in realtà era la piazza di Cardinal Pacca.
Gli amici del sindaco tornarono dal sindaco per dirgli che erano sorpresi e stupiti da questo ritrovamento. Anche il sindaco rimase stupito nello scoprire che qualcuno aveva nascoscto al centro di un parcheggio un pezzo di un monastero del novecento dopo Cristo.
Questa storia non ha un lieto fine e non ha una morale. Questa è solo la storia di un monastero e di una città romana che furono trovati là dove erano sempre stati da un sindaco che non sapeva mai niente. (Antonio Furno)



Il crimine più grande
I crimini che sta commettendo la Russia sono inenarrabili. Uno dei reati più gravi di cui si sono macchiati è quello di aver deportato migliaia e migliaia di bambini ucraini, portandoli in Russia, con l’intento di russificarli. Sono reati gravissimi, equiparabili solo a quelli fatti dai nazisti prima e durante la seconda guerra mondiale.
Qui ascoltiamo una chiamata di una mamma che riesce a rintracciare la propria bambina.
A voi l’ardua sentenza!