Potete pensarla come volete, ma quando li troverò in circolazione, me li mangerò.
D’altronde ho mangiato di molto peggio, tipo i panini del Mc Donald… Per non parlare poi delle loro patatine fritte.
Gli insetti di sicuro saranno più naturali.

Dalla scrittura scaturirà l'intero Mondo!
Potete pensarla come volete, ma quando li troverò in circolazione, me li mangerò.
D’altronde ho mangiato di molto peggio, tipo i panini del Mc Donald… Per non parlare poi delle loro patatine fritte.
Gli insetti di sicuro saranno più naturali.

Statua magica di Pa-Maj: si tratta di una statua (vorrei aggiungere l’aggettivo “pazzesca”, ma forse non si addice troppo alla divulgazione storica) ricoperta di immagini di divinità e con inciso uno scongiuro contro il veleno di serpente e scorpione.
Nello scongiuro, il nome del committente (Pa-Maj) sostituisce quello del dio Horus, a cui era tradizionalmente demandato il detto compito. Così facendo il proprietario della statua era evocato deificato.
La statua era sita in un luogo pubblico, in modo che il popolo potesse dei supposti poteri taumaturgici.
Museo Archeologico di Napoli, Collezione Borgia.

Parliamo di cose serie: ma una finestra così, la tenete o no?
È poesia pura!

Questo libro è sempre più pieno di meraviglie, per me. Ad esempio quello che è scritto al punto 17 è un po il mio morto, ma Marco Aurelio lo aveva scritto 2000 anni fa. Diciamo che è un motto che è mai morto!


Quando la natura decide che deve essere una buona giornata, indipendentemente dalle condizioni meteo!

Il Mulino della Signora, ristorante-resort di Sturno, ormai di casa a…Casa Sanremo, la kermesse che fa da contorno al Festival e gestita da Gruppo Eventi di Vincenzo Russolillo. La brigata di cucina del lussuoso resort di Gianfranco Testa anche quest’anno, infatti, porterà i sapori irpini alla ribalta nazionale.Fino all’11 febbraio, al Palafiori di Sanremo, struttura che accoglie gli artisti e lo staff impegnati all’Ariston, la chef Maria Carmela Tarantino e il sous chef Vito De Luca delizieranno gli ospiti durante le pause-pranzo del Festival, giunto alla 73esima edizione, e saranno nuovamente tra i protagonisti del cooking show L’Italia in Vetrina, format televisivo con collegamenti da tutte le regioni per raccontare le eccellenze gastronomiche nazionali. La gestione degli ospiti ai tavoli sarà affidata all’immancabile maître storico e Direttore de Il Mulino, Lucio Cammisa, affiancato da Rosa Pavese (foto e info anche sul sito ufficiale: https://www.casasanremo.it/roof/.Il) più atteso viaggio nel mondo dello spettacolo farà quindi tappa ancora una volta, grazie a Il Mulino della Signora, nel territorio irpino, facendo conoscere prodotti e piatti tipici. Grande in questo senso l’impegno del titolare della struttura di Sturno, Gianfranco Testa, che, dopo aver ottenuto riconoscimenti e premi per i suoi oli extravergine di oliva di qualità superiore Ravece, Papaloia e Marinese, non si è fermato e, attraverso la sua luxury country house, continua a promuovere il made in Irpinia, mosso da uno spirito imprenditoriale che mette al primo posto l’interesse generale, nella convinzione che la conoscenza delle bellezze paesaggistiche, storiche e architettoniche, nonché delle peculiarità enogastronomiche dei luoghi rappresenti la ricetta giusta per dare nuova vitalità e opportunità di sviluppo a terre dalle grandi potenzialità.Alla brigata di cucina dell’agro-resort di Sturno la responsabilità, dunque, di conquistare non solo il palato, ma anche i cuori degli spettatori, attraverso racconti e preparazioni incentrate sull’esclusività della ridente Irpinia


VECCHIO INCANTESIMO
“Sarebbe giusto avere la regola di recitare questo incantesimo tre volte al giorno, perché dà un supporto divino molto potente.
Gli DEI SONO PROTEZIONE E DALLA PROTEZIONE NASCE LA FORZA, E DALLA FORZA NASCE L’INTELLIGENZA, E DALL’ INTELLIGENZA NASCE LA CONOSCENZA, E DALLA CONOSCENZA NASCE LA VERITÀ, E DALLA VERITÀ NASCE LA GIUSTIZIA, E DALLA GIUSTIZIA NASCE L’ AMORE, E DALL’ AMORE NASCE L’AMORE PER GLI DEI, E NELL’AMORE DEGLI DEI NASCE L’AMORE DI TUTTO IL VIVENTE”
La cimaruta, o cimmaruta, è un amuleto molto potente, dalle origini antiche, secondo alcuni addirittura etruche. Come ci suggerisce il nome, questo pendente è l’evoluzione dell’usanza diffusa di portare rametti, o foglie, di ruta addosso per proteggersi. Questo amuleto d’argento rappresenta appunto un rametto di ruta a tre o a cinque bracci (i numeri sono importanti e simbolici), alle cui estremità si trovano diversi simboli, come la mezzaluna, il fiore a 5 petali (di ruta o verbena), la manofica, o cornuta, il ferro di cavallo, la chiave, la rana, il cuore, il serpente, il pesce e l’uccello (colomba o gallo). Questo ciondolo era consacrato a Diana/Ecate, ciò è evidente dalla scelta della ruta, dal metallo utilizzato (argento, metallo lunare), dal numero dei rami (originariamente 3, numero sacro, ancora una volta legato alla Luna, ma anche il 5 ci ricorda Venere, la Stella di Diana Lucifera, Madonna Oriente) e dai simboli utilizzati: la falce di Luna (Diana), il serpente (simbolo di Proserpina e di Ecate), la chiave (simbolo di Ecate e di Jana come custode del passaggio, guardiana dei cancelli), il coltello (simbolo di Ecate e del dardo di Diana Venatrix), il fiore di verbena (ricorda il numero 5 del pianeta Venere ed era il fiore delle fate, sacro a Diana come Regina della Fate), la rana (animale sacro a Diana/Ecate), il gallo (il guardiano vigile, l’annunciatore dell’alba, colui che allontana le tenebre, ma è anche annunciatore di morte). La colomba, il cuore e il pesce sono probabili aggiunte cattoliche che rimandano al Cristo e allo Spirito Santo; anche il ferro di cavallo, la manofica, o la mano cornuta sono simboli scaramantici posteriori. La funzione di questo amuleto è essenzialmente protettiva contro malocchio e fatture, era usanza appenderla sulla culla dei bambini per tenere lontani i malefici, forse in ricordo delle donne che si rivolgevano a Diana per tutelare i neonati e portare a buon fine i parti.

Sarebbe interessante capire come si è evoluta questa popolazione, che era l’ultima popolazione occidentale legata al paganesimo.
L’articolo è tratto da un articolo de “L’Internazionale” del 2014
Nei dintorni di Joškar-Ola, nella Repubblica dei Mari, un’area rurale della Russia centrale, vive una popolazione di circa 600mila persone di origine finnica. Sono i mari, parlano una lingua appartenente al ceppo ugro-finnico e sono l’ultima popolazione pagana dell’occidente.
Si sono insediati in questo territorio intorno al quinto secolo e vivono in rapporto simbiotico con la natura, che viene celebrata come base della loro esistenza: la fede mari venera infatti le divinità dei quattro elementi naturali. Nel cinquecento Ivan il terribile impose loro la cristianità e il territorio fu annesso all’impero russo, ma i mari conservano nel proprio credo molti elementi precristiani. Nel novecento, con la nascita dell’Unione Sovietica, ai mari fu proibito ufficialmente di celebrare rituali e sacrifici.
Oggi la povertà e la disoccupazione – cresciute con la crisi del modello economico dei mari, basato su agricoltura e allevamento – spingono i giovani a emigrare verso le grandi città in cerca di un futuro stabile, abbandonando i villaggi e le antiche tradizioni.
