Droni o fantasie di un malato?

Gira la notizia che dei droni abbiano attaccato la residenza di Putin all’interno del Cremlino. A questo punto si aprono vari scenari, ma tutti sfavorevoli a Putin :1) gli americani hanno fornito dei droni così sofisticati da attraversare tutta la Russia e la città di Mosca senza essere intercettati. In questo caso, per i russi sarebbero cavoli amari. 2) i sistemi di sicurezza e sorveglianza russi fanno acqua da tutte le parti permettendo che dei droni abbiano attraversato mezza russia e la città di Mosca senza rilevarli. Anche in questo i russi dovrebbero tremare. 3) si tratta della solita strategia di Mosca, fare da sé gli attentati, per dare la colpa agli altri e potersi macchiare, poi, dei peggiori crimini. Anche in questo caso Putin ne uscirebbe male. 4) l’ipotesi meno verosimile, che i droni siano stati controllati da avversari politici di Putin e anche in questo caso ne uscirebbe male.
Forse avrebbe fatto meglio a tacere sulla faccenda dei droni!

AMORE E IGIENE NEL 1600 1700


Visitando il palazzo di Versailles a Parigi, si nota che il sontuoso palazzo non ha bagni.
In quel periodo non c’erano spazzolini da denti, profumi, deodoranti, figuriamoci la carta igienica. Gli escrementi umani venivano lanciati dalle finestre del palazzo.

In un giorno di festa, la cucina del palazzo poteva preparare un banchetto per 1500 persone, senza la minima igiene.

Nei film attuali vediamo le persone di quell’epoca sventolarsi con il ventaglio…
La spiegazione non è per il caldo, ma per il cattivo odore che emettevano sotto le gonne (che tra l’altro sono state fatte apposta per contenere l’odore delle parti intime, visto che non c’era igiene).

Non era abitudine fare la doccia a causa del freddo e della quasi mancanza di acqua corrente.
Solo i nobili avevano dei lacchè per ventagli, per dissipare il cattivo odore che emettevano il corpo e la bocca, oltre a scacciare gli insetti.

Coloro che sono stati a Versailles hanno ammirato gli enormi e bellissimi giardini che all’epoca non solo erano contemplati, ma erano usati come gabinetti nelle famose ballate promosse dalla monarchia, perché appunto non c’erano bagni.

In quel periodo la maggior parte dei matrimoni si svolgevano in giugno (per loro l’inizio dell’estate). Il motivo è semplice: il primo bagno dell’anno si faceva a maggio; quindi a giugno l’odore della gente era ancora tollerabile.

Tuttavia, poiché alcuni odori iniziavano già a disturbare, le spose portavano mazzi di fiori vicino al loro corpo per coprire la puzza. Da qui la spiegazione dell’origine del bouquet da sposa.

I bagni erano fatti in una sola vasca enorme piena di acqua calda. Il capo della famiglia aveva il privilegio del primo bagno in acqua pulita. Poi, senza cambiare l’acqua, arrivavano gli altri in casa, in ordine di età, donne, anche per età e infine bambini.
I bambini erano gli ultimi a fare il bagno. Quando arrivava il suo turno, l’acqua nella vasca era così sporca che era possibile uccidere un bambino all’interno.

Le persone più ricche avevano i piatti di lattina. Alcuni tipi di cibo arrugginivano il materiale, causando la morte a molte persone per avvelenamento.

Ricordiamoci che le abitudini igieniche dell’epoca erano terribili.
I pomodori, essendo acidi, sono stati considerati velenosi per molto tempo, le tazze di latta venivano usate per bere birra o whisky; questa combinazione, a volte, lasciava l’individuo “a terra” (in una sorta di narcolessia indotta dalla miscela di bevanda alcolica con ossido di stagno).
Qualcuno che passava per strada avrebbe pensato che fosse morto, quindi raccoglievano il corpo per prepararlo per il funerale.
Poi il corpo veniva messo sul tavolo della cucina per alcuni giorni e la famiglia continuava a guardare, mangiare, bere e aspettare di vedere se il morto si svegliava o no. Da qui nasce la veglia ai morti che sarebbe la veglia accanto alla bara.

Non c’era sempre posto per seppellire tutti i morti. Poi si aprivano le bare, si rimuovevano le ossa, si mettevano in ossari e la tomba veniva usata per un altro cadavere.
A volte, aprendo le bare, si notava che c’erano dei graffi sui coperchi all’interno, il che indicava che l’uomo morto in realtà era stato sepolto vivo.
Così, chiudendo la bara, è nata l’idea di legare una striscia del polso del defunto, passarla attraverso un buco fatto nella bara e legarla a una campana.
Dopo il funerale, qualcuno era rimasto in servizio vicino alla tomba per alcuni giorni. Se l’individuo si fosse svegliato, il movimento del suo braccio avrebbe suonato la campana. E sarebbe “salvato dalla campana”, che è popolare espressione usata da noi fino ad oggi.

Quello che facciamo oggi per tradizione, lo facciamo senza sapere.
E seguiamo le tradizioni solo per sentito dire.
Come carnevale, Halloween, etc…
A volte il miglior alleato per uscire dall’ignoranza è la lettura.

Rovelli e il grande dilemma della sinistra italiana

L’intervento di Rovelli, durante il concerto del primo Maggio è stato bello e in parte condivisibile, ma evidenzia l’incapacità della sinistra italiana di stare con i piedi per terra. Comprendo la volontà di raggiungere la pace, e credo che tutti vogliamo la pace: una guerra nel XXI secolo, con il pericolo di armi di distruzione di massa, non serve a nessuno, ne a chi la fa, men che meno a chi la subisce e nemmeno a chi ci sta intorno. Ma la sinistra italiana una volta sarebbe stata dalla parte del più debole, di quello che subisce una sconsiderata aggressione. Oggi, invece, sembra che la sinistra viva nel mondo del mulino bianco, dove tutto è buono, tutti si vogliono bene e dove ci sono le merendine più buone del creato, e poi vai a scavare e scopri che quelle merendine sono piene di schifezze e ti annientano da dentro. Caro Rovelli, hai detto delle ovvietà: che vuoi la pace, come tutti. Ma non hai detto come arrivare a questa famosa pace. Hai parlato di generiche azioni diplomatiche, che , tra l’altro sono già in corso, ma non hai espresso chiaramente qual è la tua idea di pace, e come arrivarci. Questo è il vero problema della sinistra italiana, vuole la pace, non si capisce in che modo bisognerebbe farla: a scapito degli ucraini che stanno subendo una delle più vili aggressioni sin dai tempi della seconda guerra mondiale? Vuoi una resa incondizionata di un popolo, che andrebbe sicuramente al martirio per accontentare la tua voglia di serenità? O dobbiamo ribadire con forza che la legge della foresta non è più accettabile nel XXI secolo? I bulli devono essere assecondati, o devono essere puniti? Lo stesso problema si porrebbe con la Cina, nel caso attaccasse la vicina Taiwan. Come bisognerebbe regolarsi in un caso del genere? Bisognerebbe voltarsi dall’altra parte? Non sono fatti nostri?

Insomma Rovelli, sei stato bravo, ma hai evidenziato tutto il disastro della cultura radical chic della sinistra italiana.

Il discorso viene da lontano, sia ben chiaro, tu sei solo la punta dell’iceberg di una mentalità che si è strutturata negli ultimi decenni. Così come quando il presidente ANPI ha sentenziato che i partigiani dell’Ucraina non sono partigiani come lo sono stati quelli italiani. Ed in che modo lui mette in atto una discriminante del genere? Chi è lui per stabilire chi è più o meno partigiano?

E’ solo uno scarica barile per cercare di lavarsi la coscienza e trasmettere che il problema non esiste. E no, cari miei, il problema esiste, eccome se esiste. Da come si definisce questa situazione si determina la stabilità o meno mondiale per il prossimo futuro: che futuro vogliamo lasciare ai nostri figli? Un mondo dove prevale la legge del più forte o un mondo in cui vale la regola del diritto?

O pensate che le sorti dell’Italia siano disgiunte dagli accadimenti internazionali?

Insomma, cari amici di sinistra, dovete fare un passo indietro, e discutere seriamente su qual è la vostra idea di futuro, per l’Italia e per il mondo intero.

Storie dall’Italia interna

Ieri sera sono cominciate le novene alla #grottadisanmichele, si venera a Casalbore l’8 maggio e il 29 settembre

La chiesa-grotta dedicata a San Michele Arcangelo esistente nel territorio di Casalbore venuta alla luce nel XVI* sec, in seguito a un evento ritenuto miracoloso in conformità a una leggenda religiosa locale. Un bel giorno di primavera, una mucca che pascolava in un prato nei pressi della cava di pietra cadde in una buca del terreno coperta dall’erba. Il contadino, calatosi subito nella buca, scoprì la grotta e trovò illesa la sua mucca grazie all’intervento miracoloso dell’arcangelo Michele. Questa la leggenda. La nostra ipotesi è che la grotta, rimasta coperta per secoli sotto i materiali di riporto della vicina cava, fosse dedicata al culto di San Michele già da prima della scoperta fortuita del XVI* sec, e risalisse per lo meno al VII o VIII secolo, quando Casalbore sarà diventata con ogni probabilità un luogo di sosta e devozione lungo il percorso della Via Sacra Longobardo rum. Casalbore è stata da sempre un’importante stazione del tratturo nato in epoche preistoriche cui è stato imposto il nome relativamente recente di “Pescasseroli-Candela”. Niente di più probabile – dato l’importante indizio della chiesa-grotta di Casalbore – che nell’epoca in cui cominciarono a diventare non percorribili per abbandono le antiche vie consolari e imperiali della zona i cavalieri longobardi preferissero percorrere per il loro pellegrinaggio verso le Puglie l’antico tratturo che transita in prossimità della grotta, anziché la Via Traiana che passava sotto il paese. Questa comunità di origine sannita è inoltre ricca di fontane ed era anche allora certamente un importante punto di scambio tra i pastori della transumanza e i contadini del posto. Fonte, (Museo Virtuale delle Valli Miscano e Ufita) #agrihostgiuseppelocalguida

Ecco l’irpinia, terra di lupi e non solo

https://www.raiplay.it/video/2023/04/Il-Provinciale—L-Irpinia-terra-di-lupi-poeti-e-musicisti—30042023-b63a366c-edb8-433f-b539-b0fd04cfb961.html?wt_mc%3D2.app.cpy.raiplay_prg_Il+Provinciale.%26wt

Per chi, almeno un po, si sente Irpino, é da guardare tutto d’un fiato.
Panorami mozzafiato, natura selvaggia, bellezza dappertutto di una terra sconosciuta ai più!

A Napoli

A Napoli auguro tutta la felicità possibile.

L’unica città del mondo che io conosca ad avere una propria scuola musicale e teatrale , cibo popolare conosciuto dall’Artide all’Antartide, una #cultura #popolare che avvolge tutto. Nonostante ciò, la prima ad avere un’università laica e statale.
La città d’Europa che nonostante gli stereotipi sull’indole, si liberò per prima autonomamente dai nazifascisti.

Sarà la forza di un vulcano a due passi, paesaggi mozzafiato che innaffiano la quotidianità, monumenti incredibili.

E anche la festa che parte oggi sarà così. #Unica.

Solo chi non conosce Napoli può odiarla o schifarla. Il non conoscere, l’ignorare.
E ciò, non negando i problemi che sono infiniti e vergognosi.

Godi Napoli, gioisci! Come tu, solo tu, sai fare!

I nuovo tutti insieme

Il nostro gruppo (non tutto) di Kundalini si riunisce dal vivo dopo ben tre anni. In mezzo c’è stata la pandemia, il tempo del distacco, il tempo del cambiamento. Siamo invecchiati, siamo cambiati, ma siamo di nuovo tutti insieme… Finalmente.

Per chi: il fascismo non esiste più…

25 aprile 2023, anniversario della liberazione dell’Italia dal nazifascismo; ad Azzate (Varese) un gruppo di nazifascisti della realtà di estrema-destra “Do.ra” irrompe in pieno stile squadrista alla celebrazione del paese per il 25 aprile.
Il tutto tra minacce, canzoni della Repubblica sociale ( “canta mitraglia la rumba fulminante che legionari noi siam di Mussolin” urlavano) e uno striscione col simbolo del fascio littorio.

Il capo del gruppo, il pregiudicato Alessandro Limido, ha affrontato un manifestante antifascista creando tensioni, tra lo stupore e la paura di famiglie e bambini presenti al parco.

Il ministro dell’intero Piantedosi esiste o è presente solo per scaricare colpe e parole d’odio sui migranti?
Il governo Meloni c’è? avremo qualche parola a riguardo? O sono troppo impegnati a combattere i rave party, punire chi salva esseri umani in mare e negare diritti alle famiglie omogenitoriali?.

Ma continuiamo pure a vivere nel fantabosco e nella superficialità all’insegna del “ormai il fascismo non esiste più”, nel frattempo i fascisti irrompono nelle piazze e vengono spalleggiati dal silenzio di chi presiede le istituzioni.

P.s. mentre ieri accadeva questo, il presidente del Senato La Russa (seconda carica più importante del nostro stato) veniva intervistato e alla domanda “potrei definirla antifascista?”

Ha risposto: dipende!