Si vola al Salone del Libro

E con questo sono diventato a tutti gli effetti un relatore al prossimo Salone del Libro di Torino!

Il mio libro ritorna a scuola

Il momento esatto in cui vieni a sapere che un’intera scuola ha scelto un tuo libro per le letture estive….e allora pensi che le cose stiano cominciando ad prendere un senso, in un mondo in cui i vecchi trasmettono qualcosa ai giovani, come è giusto che sia.

Io e Gogol

Il libro non basta mai né può bastare mai.
Può comportare molto nella vita sapere che
altri stanno facendo le tue stesse esperienze,
ma bisogna studiare.
Il libro è utile se sei in relazione
a quello che viene scritto.

Franco Battiato

La distinzione tra comprendere e sapere.

In Occidente la boria del dotto è un fenomeno ben noto a tutti tranne che al dotto, il quale non si rende conto (ma non solo lui) che il conoscere e il comprendere sono due cose completamente diverse. La comprensione richiede infatti il lavoro simultaneo dei tre centri, mentre il conoscere è l’attività tipica del solo centro mentale.

Ode alla Luna

Madre, madre lucente
Cerco te,
Nella notte oscura.
Cerco te
Nei meandri del
Labirinto della notte.
Cerco te , madre
Quando il mio animo
Ha bisogno di riposo
Di ristoro.
Cerco te
Nella veglia e nel sonno
Signora della notte .
Onoro te
Invoco te
Nel tuo aspetto di fanciulla,
Amante , madre,
Vegliarda.
Illumina
Il buio delle nostre notti.
Risplendi nella nostra vita.
Apporta inizi, pienezza,
Manifestazione, e apporta fine,
Morte, per ciò che non serve,
Per ciò che è superfluo,
Per ciò che è inutile.
Signora della notte
Vedo i tuoi occhi
Negli occhi delle tue sacerdotesse.
Sento
La tua presenza
Nel mio cuore,
Nel pulsare inarrestato della terra,
Nel ritmo delle maree.
Tu che sei signora delle acque,
Tu che sei signora del cielo,
Tu che sei signora dei boschi,
Vieni a portare la tua luce.
Illuminaci della tua presenza,
Permettici di espanderci,
Nel calore, nel torpore
Del tuo abbraccio materno.
Tu che tutto sai,
Tu che tutto puoi,
Permettici di accedere
Alla saggezza, alla sapienza
Che queste donne
Hanno custodito
Nei secoli che ci precedono.
Permettici di esperire
A pieno
L’estasi dei nostri corpi,
I templi che portiamo e custodiamo,
Giorno per giorno.
Fa si che siamo degni
Custodi della tua fiamma
Che arde
Dentro di noi.
Fa si che riusciamo a vedere
Al di là del velo
Che ci separa dal mondo dei vivi.
I vivi al di là del velo,
Coloro che ci accompagnano
In un mondo
Al di là della materia
Che vediamo.
Madre cosmica,
Diana, Dia Jana,
Consacro a te,
O Luna splendente,
L’amore che provo ,
Il corpo su cui ho il dominio
In questo ciclo vitale.
Vieni, vieni tra di noi,
Insinuati, inebriaci,
Così come i fumi,
La luce che attraverso le foglie
Arriva fin sulla terra.
I fumi che la terra sprigiona
Le nebbie che salgono.
Vieni a noi
Respiriamo la tua essenza,
Tu sei la benvenuta,
Luna splendente,
Diana, Dia Jana.
Benvenuta.
(Inedito, da “L’uomo che sopravvisse all’atomica”)

Una recensione ex ante

“È come se il tempo si fermasse.”
Così mi ha scritto una delle lettrici che ho scelto per leggere in anteprima i miei “Racconti dall’Irpinia”, in uscita a fine maggio. “La scrittura descrittiva, sin nei minimi particolari, tanto da diventare poetica, è la tua cifra stilistica, che ti rende unico ed immediatamente riconoscibile”.
Lei ha colto nel segno, perché realmente è così: scrivere, per me, significa trasferire le immagini in parole. Qualcuno l’ha definita una scrittura cinematografica.
Tra poche settimane il libro sarà disponibile. E se leggerlo vi farà sentire anche solo una briciola di quello che ha sentito lei… allora ne sarà valsa la pena.

📅 Uscita: fine maggio
📚 Titolo: Racconti dall’Irpinia

Fatemi sapere nei commenti: se siete mai stati in Irpinia, e quale posto o ricordo dell’Irpinia portate nel cuore?

Nascere e morire, ancora

Nascere e morire

Sono nato nello squarcio di una ragnatela, tra una tazza di tè e un fiocco di neve. Chi mi conosce sa che la camicia la dismisi in quel tempo e mai più la indossai. Il tempo si era fermato sulle lancette di un orologio rotto, tra lo scroscio del piscio nell’acqua ferma del cesso, che suonava insaziabili battute sonore, tra ritmi incalzanti e soffi di vita ancestrali. Sono cresciuto in una baracca di legno e polvere, con in mano una bottiglia di rum e nell’altra le carte del destino, quelle che predicono la tua povertà e mettono termine alla tua iraconda perfidia. Il vento era gelido oltre la finestra, e gli alberi erano mossi da un maestrale che non si vedeva da diversi lustri. Oggi sembra primavera, ma dentro le ferite dell’anima sanguinano Giove e Marte, con spruzzi di sangue che sembrano tempeste dal vago sentore di un uragano. Sono morto in un blocco di cemento, calpestato dai fori che tolsero dai cannoni, imbevuto di spirito divino e del senno del poi. Ah quante volte gridai al mondo che era terminata la vita del destino e che la virtù dei forti non era più la calma, ma l’abitudine. 

A proposito di felicità!

A proposito di felicità: negli ultimi giorni sono usciti due libri bellissimi, che recano una prefazione a mia firma. Si tratta di due libri molto diversi: il primo ambientato in un passato non meglio definito, che io ho idealizzato in un periodo compreso tra la seconda metà dell’800 e gli inizi del ‘900, l’altro ambientato in una Napoli un po’ diversa da quella che conosciamo di solito, immersa nella miseria e nelle sciagure della seconda guerra mondiale. Entrambi i romanzi raccontano di due bellissime storie d’amore, più o meno compiute, ma, ad ogni modo, storie d’amore che lasciano il segno e che ti fanno pensare che la vita è davvero bellissima.
Sono stati scritti da due donne meravigliose, Iole Sorda e Domenica Tuzzo, che si sono avvicinate a questo fantastico mondo della scrittura. I libri sono editi da Graus Edizioni e vi consiglio vivamente di leggerli, perché sono davvero molto belli.

Viva Masticadores!

Ragazzi cos’è la bellezza, cos’è il piacere? Sono delle cose impalpabili, a volte irraggiungibili, a volte li senti più vicini e ti sembra di poterli toccare con mano. Ecco, oggi è uno di quei giorni di piacere. Oggi, ancora una volta, una mia prosa poetica, ha trovato casa su una rivista molto importante, con la quale collaboro oramai dall’inizio dell’anno, e che mi da spazio ed attenzione per pubblicare i miei testi. La rivista si chiama Masticadores, ed è una rivista di rilevanza internazionale, in quanto è pubblicata in 14 nazioni sparse per il pianeta ed è un grande amplificatore, anche, della mia voce. Se cliccate sul link in basso, sarete trasferiti sulla pagina del sito e potrete leggere anche voi la mia prosa, e magari potreste lasciare un commento.
Vi aspetto

Riciclato a chi?

Stamattina, nella mia amata città, qualcuno mi ha apostrofato come “riciclato” nel mondo della scrittura, come se il passaggio dal sociale alla cultura fosse un salto improvviso, quasi opportunistico.
A onor del vero, è giusto ricordare che il mio rapporto con la scrittura è antico, radicato nell’adolescenza. Ho scritto più poesie e racconti brevi in quegli anni acerbi che in tutto il resto della mia vita. Già a metà degli anni ’90 avevo pubblicato due raccolte di poesie. La mia carriera da romanziere, invece, ha preso slancio quando ho deciso di rallentare – e sottolineo rallentare, non abbandonare – il mio impegno nel sociale.
Scrittura e impegno sociale, per me, non sono mai stati mondi separati: si nutrono l’uno dell’altro. È proprio dal mio lavoro quotidiano a contatto con le persone, con le loro fragilità e le loro storie, che traggo ispirazione. La mia Irpinia verde e silenziosa, dove ho scelto di ritirarmi, è il luogo in cui queste due anime trovano sintesi e profondità.
Il lavoro continua, dentro e fuori i confini, perché le mie competenze e la mia esperienza nel sociale sono ancora oggi apprezzate e stimate. E scrivo. Continuo a scrivere. Perché non ho mai smesso.