Dunque, siamo al dunque. Anche “Racconti Dall’Irpinia” ha visto la luce. Il libro è tecnicamente uscito, per ora è acquistabile solo sul sito del mio Editore: “Graus Edizioni”. A breve, non appena sarà affidato ai distributori, potrà essere acquistato ovunque, sia nelle librerie fisiche che in quelle on line. Intanto, per cui curiosi, per i miei lettori, sappiate che potrete già acquistarlo sul link che vi lascio in basso. Sono molto orgoglioso di questo libretto, perché segna il legame con la mia terra e mi riporta alle origini, alle cose davvero essenziali, quelle per cui vale davvero la pena vivere. Sono orgoglioso e felice di questa pubblicazione e spero vi possa piacere.
Che strane parole risuonano nei “Racconti dall’Irpinia”
L’alta Irpinia, detta da Franco Arminio l’Irpinia D’Oriente, è quel lembo di terra che si estende verso est, incastonata tra il Sannio, la Puglia e la Basilicata. Dal punto di vista amministrativo è parte della provincia di Avellino, e quindi della Campania, da un punto di vista orogeografico contiene in se quella propaggine dell’Appennino Centro Meridionale che si divide, proprio, tra Sannio, Puglia ed Irpinia, portando un nome diverso a seconda di dove è amministrativamente situato: così da una parte si chiama Fortore, dall’altra Daunia, e dall’altra ancora è Baronia, pur costituendo un continuum montuoso, attraversato da valli verdi, ricche di vegetazione, e di fauna selvatica, tra cui il famoso lupo. In queste terre, che non sono terre di passaggio, come lo erano state un tempo, quando erano arricchite dal passaggio della via Appia Antica, il tempo si è cristallizzato, e ciò risulta anche dall’utilizzo di un vocabolario arcaico, legato a parole, frasi, idiomi della lingua latina originaria. Così lo scorrere dei giorni è indicato con parole dal suono antico, che vengono da più di 2000 anni di storia: Oj, Crai, Piscrai, Piscridd, Piscrudd, Melid e Melud (Oggi, domani, dopodomani, dopo dopodomani, tra 5 gg, tra 6 gg e tra sette gg). In questo contesto si inserisce il mio nuovo libro di racconti, che attingono a piene mani dalla magia di questi luoghi, che hanno le proprie radici ed il proprio incedere, proprio nella terra irpina, tra gente forte, schietta, a volte burbera, ma sempre sincera e amicale. Il mio nuovissimo volumetto dal titolo “Racconti Dall’Irpinia” uscirà a giorni e spero che possiate leggerlo ed apprezzalo, perché dentro c’è davvero l’anima dell’Irpinia.

Si vola al Salone del Libro
E con questo sono diventato a tutti gli effetti un relatore al prossimo Salone del Libro di Torino!

Il mio libro ritorna a scuola
Il momento esatto in cui vieni a sapere che un’intera scuola ha scelto un tuo libro per le letture estive….e allora pensi che le cose stiano cominciando ad prendere un senso, in un mondo in cui i vecchi trasmettono qualcosa ai giovani, come è giusto che sia.

Io e Gogol
Il libro non basta mai né può bastare mai.
Può comportare molto nella vita sapere che
altri stanno facendo le tue stesse esperienze,
ma bisogna studiare.
Il libro è utile se sei in relazione
a quello che viene scritto.
Franco Battiato
La distinzione tra comprendere e sapere.
In Occidente la boria del dotto è un fenomeno ben noto a tutti tranne che al dotto, il quale non si rende conto (ma non solo lui) che il conoscere e il comprendere sono due cose completamente diverse. La comprensione richiede infatti il lavoro simultaneo dei tre centri, mentre il conoscere è l’attività tipica del solo centro mentale.

Ode alla Luna
Madre, madre lucente
Cerco te,
Nella notte oscura.
Cerco te
Nei meandri del
Labirinto della notte.
Cerco te , madre
Quando il mio animo
Ha bisogno di riposo
Di ristoro.
Cerco te
Nella veglia e nel sonno
Signora della notte .
Onoro te
Invoco te
Nel tuo aspetto di fanciulla,
Amante , madre,
Vegliarda.
Illumina
Il buio delle nostre notti.
Risplendi nella nostra vita.
Apporta inizi, pienezza,
Manifestazione, e apporta fine,
Morte, per ciò che non serve,
Per ciò che è superfluo,
Per ciò che è inutile.
Signora della notte
Vedo i tuoi occhi
Negli occhi delle tue sacerdotesse.
Sento
La tua presenza
Nel mio cuore,
Nel pulsare inarrestato della terra,
Nel ritmo delle maree.
Tu che sei signora delle acque,
Tu che sei signora del cielo,
Tu che sei signora dei boschi,
Vieni a portare la tua luce.
Illuminaci della tua presenza,
Permettici di espanderci,
Nel calore, nel torpore
Del tuo abbraccio materno.
Tu che tutto sai,
Tu che tutto puoi,
Permettici di accedere
Alla saggezza, alla sapienza
Che queste donne
Hanno custodito
Nei secoli che ci precedono.
Permettici di esperire
A pieno
L’estasi dei nostri corpi,
I templi che portiamo e custodiamo,
Giorno per giorno.
Fa si che siamo degni
Custodi della tua fiamma
Che arde
Dentro di noi.
Fa si che riusciamo a vedere
Al di là del velo
Che ci separa dal mondo dei vivi.
I vivi al di là del velo,
Coloro che ci accompagnano
In un mondo
Al di là della materia
Che vediamo.
Madre cosmica,
Diana, Dia Jana,
Consacro a te,
O Luna splendente,
L’amore che provo ,
Il corpo su cui ho il dominio
In questo ciclo vitale.
Vieni, vieni tra di noi,
Insinuati, inebriaci,
Così come i fumi,
La luce che attraverso le foglie
Arriva fin sulla terra.
I fumi che la terra sprigiona
Le nebbie che salgono.
Vieni a noi
Respiriamo la tua essenza,
Tu sei la benvenuta,
Luna splendente,
Diana, Dia Jana.
Benvenuta.
(Inedito, da “L’uomo che sopravvisse all’atomica”)

Una recensione ex ante
“È come se il tempo si fermasse.”
Così mi ha scritto una delle lettrici che ho scelto per leggere in anteprima i miei “Racconti dall’Irpinia”, in uscita a fine maggio. “La scrittura descrittiva, sin nei minimi particolari, tanto da diventare poetica, è la tua cifra stilistica, che ti rende unico ed immediatamente riconoscibile”.
Lei ha colto nel segno, perché realmente è così: scrivere, per me, significa trasferire le immagini in parole. Qualcuno l’ha definita una scrittura cinematografica.
Tra poche settimane il libro sarà disponibile. E se leggerlo vi farà sentire anche solo una briciola di quello che ha sentito lei… allora ne sarà valsa la pena.
📅 Uscita: fine maggio
📚 Titolo: Racconti dall’Irpinia
Fatemi sapere nei commenti: se siete mai stati in Irpinia, e quale posto o ricordo dell’Irpinia portate nel cuore?

Nascere e morire, ancora
Nascere e morire
Sono nato nello squarcio di una ragnatela, tra una tazza di tè e un fiocco di neve. Chi mi conosce sa che la camicia la dismisi in quel tempo e mai più la indossai. Il tempo si era fermato sulle lancette di un orologio rotto, tra lo scroscio del piscio nell’acqua ferma del cesso, che suonava insaziabili battute sonore, tra ritmi incalzanti e soffi di vita ancestrali. Sono cresciuto in una baracca di legno e polvere, con in mano una bottiglia di rum e nell’altra le carte del destino, quelle che predicono la tua povertà e mettono termine alla tua iraconda perfidia. Il vento era gelido oltre la finestra, e gli alberi erano mossi da un maestrale che non si vedeva da diversi lustri. Oggi sembra primavera, ma dentro le ferite dell’anima sanguinano Giove e Marte, con spruzzi di sangue che sembrano tempeste dal vago sentore di un uragano. Sono morto in un blocco di cemento, calpestato dai fori che tolsero dai cannoni, imbevuto di spirito divino e del senno del poi. Ah quante volte gridai al mondo che era terminata la vita del destino e che la virtù dei forti non era più la calma, ma l’abitudine.

A proposito di felicità!
A proposito di felicità: negli ultimi giorni sono usciti due libri bellissimi, che recano una prefazione a mia firma. Si tratta di due libri molto diversi: il primo ambientato in un passato non meglio definito, che io ho idealizzato in un periodo compreso tra la seconda metà dell’800 e gli inizi del ‘900, l’altro ambientato in una Napoli un po’ diversa da quella che conosciamo di solito, immersa nella miseria e nelle sciagure della seconda guerra mondiale. Entrambi i romanzi raccontano di due bellissime storie d’amore, più o meno compiute, ma, ad ogni modo, storie d’amore che lasciano il segno e che ti fanno pensare che la vita è davvero bellissima.
Sono stati scritti da due donne meravigliose, Iole Sorda e Domenica Tuzzo, che si sono avvicinate a questo fantastico mondo della scrittura. I libri sono editi da Graus Edizioni e vi consiglio vivamente di leggerli, perché sono davvero molto belli.

