L’ape girava sopra a un campo di fiori: quale fiore dovrò scegliere per suggerne il nettare. In un campo di fiori tutti uguali, il fiore diverso metteva paura: l’ape scelse un fiore uguale agli altri; dava più sicurezza. Ma esiste un altro punto di vista, quello dei fiori che guardavano l’ape che girava per scegliere. Sceglierà me, gli altri o l’altro. Il fiore rosso svettava sopra le teste degli altri tutti uguali, sapendo che era troppo diverso per essere scelto. La diversità ha un prezzo, uno scotto da pagare. Ed è per questo che benedico chi ha creato il mondo con le sue diversità, dando agli stolti la capacità di non capire, e ai pochi che hanno intelletto la saggezza di saper scegliere. Anche il 25 Settembre pensate bene cosa fare.
E così siamo saliti a bordo del Corriere del Sud… Il Sud, il Sud, il Sud…. Questo meraviglioso Sud. Come direbbe un mio amico, le genti si dividono in due categorie : i Nordici ed i Sudici. Tu che leggi il post a quale categoria appartieni?
Pare, e sottolineo il pare, che in qualche parte del pianeta, Andrea se la stia spassando, dolcemente adagiato sul seno di una donna. Spero che costei, oltre che ombreggiarsi col libro, lo legga anche. 🤣🤣🤣 Ad ogni modo lo si può utilizzare in tanti altri modi. 😂
Oggi è il 18° anniversario della tragedia di Beslan (penso sia la più grande nella moderna storia russa). Il 1 settembre del 2004 i terroristi hanno sequestrato 1128 persone nell’edificio della scuola n.1, chiedendo il ritiro immediato delle truppe russe dalla Cecenia. Il 3 settembre iniziò l’assalto alla scuola. (L’approccio di Putin era e rimane tutt’ora il seguente: niente negoziati con i terroristi, li si ammazza a qualsiasi costo). Politkovskaja che stava viaggiando verso Beslan per tentare di condurre comunque i negoziati e liberare i bimbi, ha subito un tentativo di avvelenamento e fu portata in ospedale. Durante l’assalto sono stati usati carri armati, elicotteri, lanciatori di granate.. Sono rimaste uccise 334 persone, di cui 186 bambini (alcune famiglie non hanno ricevuto i corpi dei loro figli, alcuni di loro vengono considerati tutt’ora come ‘spariti nel nulla’). L’attacco terroristico è diventato il più grande nella storia della Russia in termini di numero di vittime. Oggi è secondo alla guerra scatenata contro l’ucraina. Tutto ciò che è accaduto è ancora avvolto in una nube di bugie. La giornalista Margarita Simonyan, che mentiva sottostimando di proposito il numero degli ostaggi, è diventata la direttrice di Russia today. Le autorità negano la versione dell’assalto preventivo ordinato da Mosca, insistendo che sia stato fatto solo come risposta all’esplosione provocata dai terroristi.. sono stati indagati gli insegnanti sopravvisuti, accusati solo perché appunto sono rimasti vivi, invece di morire al posto dei propri allievi, ecc.. I racconti dei testimoni e dei sopravvissuti in questa tragedia fanno gelare sangue….
«Tabula Rasa Elettrificata è un disco dedicato alla Mongolia. Non è un disco esotico, ancor meno etnologico o popolaresco. Forse è l’unico disco rock nella storia dei CCCP/C.S.I.»
« Non dobbiamo preoccuparci che la vita sia lunga, ma che sia piena: poiché una vita lunga dipende solo dal destino, ma dipende dalla volontà se la vita è piena. E, se è piena, la vita è anche lunga. Si ha pienezza di vita quando l’anima ha ripreso possesso del bene che le spetta e non dipende più che da se stessa. […] facciamo in modo che la nostra vita, come ogni oggetto prezioso, valga più per il suo peso che per il suo volume. Misuriamola non secondo la sua durata, ma secondo le opere che realizziamo. […] Onoriamo, perciò, e annoveriamo fra le persone felici colui che ha saputo fare buon uso di quel po’ di tempo che gli è toccato. Egli ha conosciuto la vera luce: non è stato uno dei tanti: ha vissuto da forte. »
Il problema del fascismo in Italia sta diventando un problema serio.
Questo è l’ex sindaco di Ascoli, Guido Castelli, ora assessore in regione Marche e candidato in Parlamento con Fratelli d’Italia, è uno che saluta sempre 😌
Mi son occupato di Aleksandr Dugin e dei suoi contatti con l’estrema destra italiana anni fa, con un saggio intitolato From Evola to Dugin, a cui rimando (nel primo commento), e in ulteriori articoli.
Aleksandr Dugin da anni viene erroneamente presentato in Italia come “consigliere di Putin”, “cervello del Cremlino”, come lo stratega delle politiche russe: erroneamente, come può testimoniare chiunque abbia una conoscenza minima dello scenario politico russo e dei rapporti di forza, le teorie duginiane sono troppo “stravaganti” anche per Mosca.
Mi spiego: il “neo-eurasismo” e la Quarta teoria politica sono solo delle etichette date a una rilettura duginiana del neofascismo europeo, della Nouvelle Droite, delle idee di Jean Thiriart e di Robert Steuckers, a cui ha aggiunto suggestioni e coloriture prese qui e lì dal pensiero politico russo, molto superficiali. Dugin è lontano da Lev Gumilev come dagli eurasisti degli anni Venti e Trenta, mentre è figlio intellettualmente di Alain de Benoist, di Julius Evola (di cui è il principale traduttore in russo), dei già citati Steuckers e Thiriart, e la sua introduzione a queste idee è dovuta ai contatti stabiliti a fine anni Ottanta con gli ambienti culturali dell’estrema destra italiana che ruotavano attorno alla rivista Orion.
Molto più influente nella politica russa è il suo principale sostegno finanziario e lavorativo, Konstantin Malofeev, oligarca ultranazionalista, monarchico e ortodosso, vicepresidente del Concilio mondiale russo della Chiesa ortodossa, attivo anche in ambito no-vax.
Dar’ja Dugina era nota come Dar’ja Platonova, con cui firmava articoli e testi per Russia Today e Tsargrad (quest’ultimo voce dell’impero finanziario di Malofeev), e curava stampa e media per il padre.
Anche le circostanze dell’esplosione dicono molto su come Dugin non sia nell’inner circle putiniano: chiunque lavori per il Cremlino e l’amministrazione presidenziale è sotto la sorveglianza dell’Fso, il servizio federale di protezione, e piazzare una bomba sotto l’auto di un consigliere di Putin è cosa assai difficile.
Un ricordo personale: era il 2015, il mio saggio era stato appena pubblicato e stavo lavorando a una sua estensione in formato volume (poi bloccatasi per altre ragioni), e tutto il giorno avevo letto testi di Dugin e ascoltato le sue canzoni (ebbene sì, canta anche). Scendo per le scale della stazione metro di Park kultury e sento la sua voce: era lui con Dar’ja che stavano passando i tornelli.
Sta per iniziare una nuova campagna elettorale, che si prospetta dura e cattiva, molto più cattiva delle altre. La diminuzione del numero dei parlamentari ed il fatto che le destre più estreme abbiano ripreso fiato, ci mettono di fronte a scenari non immaginabili prima. L’avanzare di movimenti populisti, come quelli di Orban e di Trump, chiaramente sostenuti dai petroldollari di Putin, ha dato nuova linfa alle destre europee, che sicuramente vengono foraggiate con gli stessi petroldollari russi. Lo so bene che molte persone sono state prese dallo sconforto, negli ultimi tempi, tanto da sostenere di non voler proprio recarsi alle urne, ma state attenti. Non andare a votare significa solo abbassare il quorum sul quale si calcolerá la percentuale dei voti presi. Quindi, non andando a votare, inteso come una sorta di dispetto nei confronti di una sinistra zoppicante, significa solo fortificare ulteriormente la destra. E non parliamo di una destra liberale, come quella di Berlusconi, ma di una destra fascista.
Quindi, tappati il naso e vai a votare. È in ballo la democrazia.