Cos’è la fatica quando si attraversa una terra così bella? Nulla, la fatica diventa un nulla. Belen ed Eugenio li ho incontrati questa mattina, per caso, come per caso succedono tante cose. Io scendevo per l’Otica, loro salivano. I nostri sguardi si sono incrociati per un attimo e ci siamo subito capiti. Ho fatto inversione e ci siamo fermati al bivio leggermente più su, quello che ho descritto in “L’agente della Terra di Mezzo”, il diario del mio viaggio sull’Appia Antica (L’agente della terra di mezzo. Diario di viaggio https://amzn.eu/d/hqJ1GBl). E scopro che Belen ed Eugenio (pronunciato alla maniera spagnola), spagnoli lo sono per davvero e sono partiti dalla città di San Sebastian. Da lì sono andati in bici fino a Barcellona, dove si sono imbarcati per Civitavecchia. Da lì sono arrivati a Roma e da Roma hanno intercettato l’Appia Antica. Si perché il loro obiettivo era quello di percorrere tutta l’Appia. Gli ho chiesto dove dormissero e in una lingua mista tra spagnolo ed italiano mi hanno detto che stanno dormendo in B&B o sotto “Las estrellas” . Insomma, che dire, a me mi hanno emozionato. Due persone comuni che compiono un’impresa fuori dal comune. Bravissimi e un grande in bocca al lupo. Che sia un viaggio meraviglioso.
L’Unione Europea ha incluso il fondatore di Yandex, Arkady Volozh, così come il capo del consiglio di amministrazione del National Media Group, Alina Kabaeva, nelle sue liste di sanzioni. Informazioni in merito sono apparse sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Secondo i media, Kabaeva è l’amante e la madre dei figli del presidente russo Vladimir Putin.
Nella “lista nera” aggiornata dell’UE ci sono anche la moglie del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov Tatyana Navka, i loro figli Nikolai e Lisa, il figlio del “cuoco di Putin” Yevgeny Prigozhin Pavel, il capo del Roskomnadzor Andrey Lipov e l’uomo d’affari russo Eduard Khudainatov , che, secondo i documenti, è il proprietario ufficiale dello yacht “Scheherazade” di Putin e dello yacht del miliardario russo Suleiman Kerimov “Amadea”.
Non è facile, soprattutto a Sud, realizzare quello che ha realizzato questo ragazzo. Michele è un tipico ragazzo del Sud, non molto alto, ma con gli occhi vispi di chi sa il fatto suo. E, vi garantisco, che il fatto suo lo sa fin troppo bene. Senza grilli per la testa, se non lo smartphone di ultima generazione, e coinvolgendo nella sua idea imprenditoriale la sua stessa famiglia, si è trovato a realizzare quello che, troppo spesso, viene professato da molti e che troppo poco viene messo in pratica: un’azienda agricola enorme, che si estende su diverse decine di ettari alle porte di Benevento. La base di tutta l’attività si trova in Contrada Montebello, che rientra nel territorio di San Nicola Manfredi, ma che si trova, per chi è della zona, alle spalle della Vecchia Torre. Michele, forse non lo sa, ma la sua azienda insiste su una porzione di territorio che è stata attraversata dalla storia. Poco più in basso, e probabilmente, all’interno delle sue stesse terre passava la via Appia Antica, ossia la prima via in senso moderno, che l’uomo abbia mai costruito e che collegava Roma a Brindisi. Era una strada importante, perché attraverso quella via, la città di Roma si riforniva di tutto il necessario per la propria sopravvivenza e per progettare la propria espansione. Diversi ritrovamento di tratti di via, ci indicano con precisione il tracciato della strada che passava proprio di là,prima di dirigersi verso il cubante e poi in territorio irpino attraverso il Ponte Appiano, oggi Ponte Rotto. Oggi, in quelle stesse terre c’è questa bellissima realtà, realizzata con fatica e con amore per il territorio. Ci sono serre enormi, dove si resta incantati per l’intreccio simmetrico dei fili tirati per fungere da spalliera alle piante di pomodori. Dappertutto ci sono arnie dove vivono api impollinatrici o bombi che hanno la stessa funzione. L’azienda è talmente grande che ci siamo spostati da una parte all’altra con un quad, che ha scavalcato colline e attraversato invasi per trasportarci dall’altra parte. Oggi l’azienda è talmente forte che i propri prodotti non solo arrivano sui banchi dei mercati generali, ma, addirittura, vengono esportati all’estero, soprattutto in Polonia e repubbliche Baltiche. Insomma un luogo dove potrete non solo acquistare prodotti genuini, e, nel nostro caso, a km 0, ma anche da visitare per la bellezza del paesaggio. L’azienda si è modernizzata e oggi si possono vedere giornalmente i prodotti disponibili, attraverso whatsapp. Basta accedere su WhatsApp al numero: 380 361 48 01. Da qui potrete vedere i prodotti disponibili e fare gli ordini di quello che, poi, passerete a prendere. Sosteniamo queste realtà, acquistando direttamente in loco. E se qualcuno volesse…. Mi facesse un fischio che andiamo a mangiarci le ciliege direttamente dall’albero.
Cos’è la Vyšyvanka (si legge Vjshivanka)? Bhe, non è solo una camicia, e non è solo il simbolo dell’identità Ucraina. È un talismano, il simbolo della fortuna e del coraggio, ecco cos’è la Vyšyvanka. Ed ecco perché in Ucraina si celebra ogni anno a maggio la giornata della Vyšyvanka. Ecco, da oggi me l’hanno regalata, e ha fatto un viaggio strepitoso…. È partita dall’Ucraina, è arrivata a Parigi e poi è arrivata da me. Non vi sembra strepitosa? Slava Ucraini!
Putin dice che le sanzioni non funzionano , dice che stanno facendo bene alla Russia e i pappagalli utili idioti italiani ripetono che non funzionano, che fanno più danno a noi, ect ect, bla bla bla. Poi Draghi chiede al macellaio assassino( lo chiamo così perché questo è!) di avere un corridoio per il grano, perché il macellaio assassino criminale può far morire migliaia di bambini per fame e lui chiede in cambio la fine delle sanzioni.
Ma non stavano facendo bene alla Russia e male a noi? Utili idioti italiani? Allora?
Queste sotto sono poi le aziende, di tutto il mondo, che sono scappate dalla Russia. Sanzioni naturali. Non dettate dagli Stati. Aziende che sono scappate di propria volontà. E ci hanno guadagnato. Uno studio dell’Università di Yale dimostra che chi ha abbandonato il criminale assassino ha guadagnato in valori finanziari e in reputazione, chi è rimasto no! Perde, è in crisi. Schiaffoni. È una analisi pubblicata da Il Foglio. Che sta lontano da Mosca. Spero tanto che Il Fatto Quotidiano, Floris, la Berlinguer, la Gruber, ect ect, bla bla, possano aprire, presto, un ufficio a Mosca.
Giusto per sottolineare che Putin ha sbagliato tutto: ha attaccato uno stato qualsiasi e lo ha reso una Nazione, fiera della propria cultura ed indipendenza. Voleva sottomettere un popolo e ne ha fatto degli eroi indomiti e senza paure. Difficile che uno statista autoproclamatosi zar possa commettere così tanti errori consecutivi:eppure li ha commessi tutti. La storia, ormai, non si cambia più. Slava Ucraini!