Lo ammetto, leggere Vinicio Capossela è una complicatissima.
Ha una scrittura che potrei definire pindarica. Parla di tutto e di nulla, nello stesso tempo.
Preferisco di gran lunga la sua musica… Che adoro.

Dalla scrittura scaturirà l'intero Mondo!
Lo ammetto, leggere Vinicio Capossela è una complicatissima.
Ha una scrittura che potrei definire pindarica. Parla di tutto e di nulla, nello stesso tempo.
Preferisco di gran lunga la sua musica… Che adoro.

Oggi, come avevo già anticipato ieri, si sono svolte due manifestazioni per la pace. Una a Milano, dove il colore predominante è stato quello delle bandiere ucraine (vedi foto) e dove si è chiesto con forza alla Russia di andare via dalle terre ingiustamente occupate. Una manifestazione per una pace giusta, che parte dal corretto presupposto che quello che se ne deve andare è l’aggressore.
Poi c’è stata la manifestazione di Roma, fatta da un’accozzaglia di organizzazioni…. E cosa più terrificante, senza una bandiera Ucraina.
La sintesi l’ha fatta quel Conte, un tempo sicuro Presidente del Consiglio italiano, oggi un borghesitto senz’arte e senza parte, che ha chiesto di non mandare più armi in Ucraina. Di fatto sta chiedendo di vendere il popolo ucraino per avere la possibilità di avere ancora qualche favore da putler. Ma Conte è davvero fuori dal mondo e dal tempo.
Esiste una sola condizione per la pace: la resa incondizionata della Russia!
A Milano lo sanno bene.

Facciamo chiarezza: domani 5 novembre ci saranno diverse manifestazioni per la pace in giro per l’italia.
Le tue principali sono una a Roma e una a Milano.
Vi semplifico la faccenda:la manifestazione di Roma è per la pace, in maniera generica, cioè, di fatto, è per la resa incondizionata dell’Ucraina.
La manifestazione di Milano è per una pace giusta, cioè chiede che Putin si ritiri immediatamente dall’Ucraina.
Fate attenzione, che una pace, che non sia una pace giusta, é solo il seme per una guerra futura.
Tutto qui!

Continua la saga delle recensioni al mio ultimo libro “Il Portiere”.
Ecco l’ultima che è uscita sul prestigioso sito di RecensioniLibri.org
Vi riporto un passo della recensione:
Tra i dieci racconti ve ne sono diversi che spiazzano, altri che fanno indignare; poi ci sono piccole perle che fanno riflettere, come ad esempio il secondo racconto. Antonio entra nella hall di un modesto hotel del centro di Milano con in mano una pistola di piccolo calibro; minaccia tutti, per poi chiedere di accendere la radio per ascoltare della musica: purtroppo ci sono solo notizie del conflitto tra Ucraina e Russia. Antonio è esasperato, si lancia in un’invettiva contro la guerra, giudicata «la più tremenda delle vicende umane», ed è a questo punto che rivela il vero motivo del suo gesto insensato; una ragione che farà riflettere, e che emozionerà.
Per acquistare il libro clicca qui: https://www.amazon.it/PORTIERE-Giuseppe-Tecce/dp/B0B4BVS131/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1667486651&sr=8-2
Dovrebbe arrivare anche qui questa usanza…
Ogni anno il 25 Dicembre in una cittadina delle Ande, in Perù, migliaia di autoctoni si riuniscono per ballare, bere e…. prendersi a pugni.
Il singolare festival si chiama “Takanakuy” che significa letteralmente “Colpirsi a vicenda” nella lingua quechua, la lingua indigena parlata nelle Ande peruviane. Rappresenta il loro modo per risolvere le controversie accumulate durante l’anno e vede la partecipazione sia dei maschi che delle femmine e persino dei bambini. Malgrado possa comprensibilmente sembrare tutto tranne che una festa per loro invece lo è, anzi questo serve per azzerare tutto e ricominciare l’anno all’insegna della pace. Ogni incontro viene anticipato e seguito da un lungo abbraccio e molti condividono anche i pasti prima di scontrarsi.
Foto: The New York Times

In questi giorni ricorre il 79° anniversario del massacro nel ghetto di Minsk, quando tra il 21-23 ottobre del 1942 gli ultimi suoi abitanti furono assassinati nella “Yama” (Fossa). Più di 100.000 vittime, 825 giorni di tragedia e di eroismo degli abitanti del ghetto, isolati e sterminati dai nazisti.
Più di 250 lager, di cui 70 ghetti, furono creati sul territorio bielorusso durante l’occupazione nazista.
Prima della Seconda guerra mondiale, in Belarus vivevano circa un milione degli ebrei… Il ghetto di Minsk fu il 2o più grande sul territorio sovietico, dopo quello di Leopoli che contava 136.000 persone, e uno dei più grandi di tutta l’Europa.
Fu creato nell’agosto del 1941 e “popolato” non solo degli ebrei bielorussi, ma furono trasferiti anche cittadini di Austria, Polonia, Repubblica Ceca e altri stati europei.
Il maggior numero di omicidi di massa (i tedeschi usarono parola “azione”) ebbero luogo il 7-8 novembre 1941 (18.000 uccisi), 20 novembre 1941 (15.000), 2 marzo 1942 (8.000), 28 luglio 1942 (25.000), 21–23 ottobre 1943 (22.000 ebrei di vari paesi europei).
Dalla primavera del 1942, i prigionieri del ghetto iniziarono ad essere sterminati con il gas nei furgoni chiamati dal popolo “dushegubka”.
Solo 13 persone rimasero vive nel territorio del ghetto, nascondendosi per diversi mesi nel seminterrato di una casa vicino al cimitero ebraico e lasciando il loro rifugio solo il giorno della liberazione di Minsk nel luglio del 1944.
La prima cerimonia commemorativa vicino a “Yama” ebbe luogo nel 1947, ora c’è un monumento in memoria delle vittime del massacro. Purtroppo in tutti questi anni nel paese non è stato creato un museo della Shoa, nonostante più di un milione di ebrei morti sul territorio bielorusso. Il tema della resistenza a Minsk, delle rivolte e fughe di massa dai ghetti di Kletsk, Nyasvizh, Mir, Lahva, Kobryn, Navahrudak e Glyboky fu messo a tacere.
Non finirò il mio post con il solito “Mai più”, perché ora è in corso proprio questo “mai più” che dovevamo ricordare ed evitare.
Di Tatiana Smith








E niente ragazzi… Quando arriva Celestina, gli astanti non possono fare altro che mettersi le mani nei capelli.
Celestina rappresenta l’italia nel mondo… Altro che chiacchiere.
Sovranità automobilistica subito!

Volete capire come funziona la propaganda russa?
Leggete quanto scritto di seguito. Ho tradotto e riportato un messaggio scritto dalla Casa Russa di Roma, un centro culturale russo a Roma, ma che esiste in tutte le capitali europee, dove stanno diffondendo lo stesso messaggio.
Eccolo:
Le case russe aprono punti di riscaldamento per gli europei.
Con l’inizio del clima autunnale freddo e umido in Europa, Russian Houses inizia la campagna “Dalla Russia con calore”. In condizioni in cui la temperatura all’esterno e, soprattutto, in casa, è in costante calo, da oggi le case e i centri culturali russi nelle capitali europee aprono le porte a tutti. Finché i prezzi del gas e dell’elettricità rimarranno elevati, i centri funzioneranno come punti di riscaldamento. Qui puoi sempre bere il tè, ricaricare il telefono, guardare un film e verranno proiettati cartoni animati per i bambini. Il calore nelle case e il calore umano dalla Russia è ciò di cui hanno bisogno le gelide famiglie europee. Nelle condizioni di crescente tensione sociale in Europa, oltre che di russofobia, l’azione umanitaria delle Case russe dovrebbe dimostrare la nostra tradizionale ospitalità e scaldare il cuore delle gelide famiglie europee.
“Per sentire il calore della cultura russa, dove, se non nella Casa Russa? Cooperazione umanitaria, azioni umanitarie sono ciò che offriamo nel nostro programma. Centri culturali al di fuori della politica, aspettiamo tutti coloro che apprezzano la comunicazione, la comprensione reciproca e il calore!” – sottolinea il capo della Casa russa a Bruxelles, Vera Bunina.
“Questa è una bella idea, un motivo per ricordare ancora una volta che la Russia non è una bestia terribile, siamo pronti e in grado di dare calore”, ha commentato l’attore teatrale e cinematografico russo, il regista Sergei Makhovikov.
Il programma prevede proiezioni di lungometraggi e film d’animazione russi. Nelle nostre accoglienti sale puoi vedere film come “Ilya Muromets”, “Ruslan e Lyudmila”, “The Tale of Tsar Saltan”, “The Tale of Wanderings”, “Snow Tale” e altri.
Vi ricordiamo che le case russe sono fuori dalla politica.
Controlla il palinsesto dei film sulle risorse e sui social network di Russian Houses.
#RussianHouse #Rossotrudnichestvo #RussianHouse #Rossotrudnichestvo

L’ultimo servizio di #Draghi al Paese è aver condotto e vinto stanotte, grazie alla sua autorevolezza, una trattativa difficilissima che porterà al tetto europeo sul gas e a risorse comuni per imprese e famiglie
Ha fatto il bene dell’Italia e dell’Europa.
Quanto lo rimpiangeremo.
Ora avremo la prima Presidente donna… Ma a che prezzo?
Dunque, ecco la lista dei ministri con portafoglio:
Antonio Tajani e vicepremier e ministro degli Esteri
Giancarlo Crosetto ministro della Difesa
Giancarlo Giorgetti ministro dell’Economia
Carlo Nordio ministro della Giustizia
Adolfo Urso ministro dello Sviluppo Economico (il dicastero assume la denominazione di ministero per le Imprese e il made in Italy)
Matteo Piantedosi ministro dell’Interno
Francesco Lollobrigida ministro dell’Agricoltura e sovranità alimentare
Paolo Zangrillo ministro dell’Ambiente e sovranità energetica
Matteo Salvini minsitro alle Infrastrutture e vicepremier
Marina Elvira Calderone ministra del Lavoro e delle politiche sociali
Giuseppe valditara ministro dell’istruzione e del merito
Annamaria Bernini ministra dell’Università
Gennaro Sangiuliano ministro della cultura
Orazio Schillaci ministro della salute
Daniela Santanchè ministro del turismo
Sovranità alimentare e sovranità energetica. Vi ispirano queste definizioni?