Stasera c’è stata una bella botta di terremoto, che si è sentita in quasi tutta la Campania. Questo evento mi ha fatto ripensare ad un video che realizzato qualche anno fa sul terremoto del 1980 in Irpinia. Ve lo lascio qui in basso:
Il pesce di montagna
Il baccalà, il pesce di montagna. Il pesce che si mangia da sempre, qui da noi, sull’Appennino. Fogli di pesce, che fanno un viaggio lunghissimo, prima di arrivare a dimora. Poi li ritrovi nei mercatini di paese, fatti a strati, pieni pieni di sale, da trattare prima di poterne fare tante gustose ricette. La foto è stata scattata questa mattina a Paternopoli.

La scrittura e L’Irpinia
Il mio ultimo articolo sul Corriere dell’Irpinia



Il battesimo si è tenuto in Germania
È una grande emozione essere qui a Colonia, dove, al Cinedom, ho presentato il mio primo libro in tedesco, che è stato anche il primo libro in assoluto pubblicato dalla Pacifico Verlag. E dopo aver parlato del libro, inaspettatamente mi è stato consegnato anche un gradito riconoscimento direttamente dalle mani di Antonio Pacifico. Come al solito, grazie a Maurizio Del Greco che fa da collante tra l’Italia e la Germania, e a Patrizia Pili che si è occupata della traduzione in tedesco.


Ode al Direttore
Il Direttore del Corriere dell’Irpinia ha amabilmente accolto il mio modo di raccontare la nostra terra, un modo un po’ fuori dal comune. Un modo che è a metà strada tra il racconto immaginifico e la cronaca di viaggio. I miei racconti sono sempre pieni di riferimenti ai miti del territorio, alla cultura locale e sono sempre pieni di considerazioni personali e di stati d’animo. Il Direttore, Gianni Festa, uomo di grande cultura e di grande esperienza, legato a doppio filo alla sua terra, ha visto nella mia scrittura un modo genuino di raccontare. Uno stile che, come dice la mia amica giornalista e critica letteraria Rosa Bianco, ricalca la letteratura dei grandi meridionalisti del passato, accostando alcuni miei scritti ai racconti di viaggio in Irpinia di Giustino Fortunato o di Francesco De Sanctis. Io sono onorato di questo paragone e mi sento, modestamente, lontano da quel modo di raccontare la nostra terra e il nostro popolo, che in realtà, poco è cambiato da allora. Ma devo ringraziare il Direttore per la grande fiducia che mi ha dato, affidandomi addirittura una rubrica settimanale, e ringrazio anche Rosa per le belle parole che ha sempre speso per la mia scrittura. Credo che tutti insieme possiamo fare una bella squadra, e che i miei racconti possano rappresentare, adesso come in futuro, uno spaccato sul nostro mondo, su una civiltà ancora legata alle sue origini contadine, genuina nel suo protendersi verso il futuro. Non sarà così per sempre, ma questi racconti resteranno per sempre come testimonianza di un’epoca storica felice e complicata.
Nel video allegato il Direttore spiega i contenuti del nuovo numero del settimanale, che da oggi troverete in edicola.
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Il Presidente e il topo in Germania
“Storia di un Presidente che si credeva un topo” racconta la storia della pandemia, vista attraverso gli occhi di Andrea, il protagonista, presidente di una cooperativa, persona ipocondriaca, che allo scoppiare della pandemia si chiude in casa, dove trascorrere giornate monotone e piene di riti. Tutto questo si perpetua, fino a quando, una mattina, si accorge di essere diventato topo e a quel punto decide di andare fino a Napoli, all’istituto Pascale, per farsi iniettare il vaccino che lì stavano sperimentando. Inizia così un viaggio in cinque tappe, durante il quale incontrerà altri animali, e che lo porterà fino a Napoli, arrivando fino al Pascale. Il finale, ovviamente non lo spoilero.
Purtroppo la versione in italiano del libro non è più disponibile, ma presto seguirà una seconda edizione, mentre dal 15 ottobre il libro è disponibile sul mercato tedesco, svizzero e austriaco ed è acquistabile nelle librerie o negli store on Line: https://amzn.eu/d/8YDLap7
La bella tradizione è stata curata da Patrizia Pili

Metti un red carpet
E niente… al red carpet del Parlamento Europeo a Bruxelles ci siamo fatti prendere la mano… così è andata!
Un topo in Parlamento
E anche il topo è arrivato in Parlamento Europeo. Chi lo avrebbe mai detto: nel giro di un solo mese sono stato qui per ben due volte. La prima volta con “L’inaffondabile” e la seconda volta con “Storie di un Presidente che si credeva un topo”, in versione tedesca. È un orgoglio essere qui a rappresentare la cultura italiana in Europa. 🙏

Eccomi in Germania
E finalmente Germania fu. E qui comincia questa sesta avventura tedesca, per presentare il mio primo libro in tedesco. E domani ci aspetta il Parlamento Europeo a Bruxelles.
Intanto, finalmente a cena con Maurizio Del Greco, Patrizia Pili, Fabio Massa, Antonio Pacifico

Il popolo del carcere
Domenica scorsa ho avuto modo di partecipare alla performance degli attori di Montefusco, dell’associazione “Il popolo del carcere”. Grazie all’impegno della dottoressa Emilia Dente e del sindaco Salvatore Santangelo e di tutti i bravissimi attori dell’associazione, si svolge, periodicamente, all’interno del Carcere Borbonico di Montefusco la rievocazione storica intitolata “Chi trase a Montefusco”, che cerca di trasmettere ai visitatori le durissime condizioni di vita e soprattutto di morte che vi erano all’interno di quel carcere. Come molti sapranno, fu un carcere particolarmente duro, perché lì furono rinchiusi molti oppositori del regime, la maggior parte dei quali morì all’interno di quelle mura. Alla conclusione della manifestazione mi hanno voluto ringraziare per il riconoscimento (una pergamena) che io, come Presidente dell’associazione culturale “Ver Sacrum”, riconobbi a loro in occasione della presentazione del mio libro “Racconti dall’Irpinia” , che si tenne nel bellissimo palazzo Giordano di Montefusco, a fine Agosto. L’evento fu magnificamente moderato dall’amica e giornalista Rosa Bianco del Corriere dell’Irpinia, e riscosse un ottimo successo di pubblico e di consensi.
Se non siete mai stati a Montefusco, vi invito ad andarci, perché il paese è bellissimo e l’attuale amministrazione è stata in grado di rendere il paese come una vera e propria bomboniera. È inutile dirvi che ci sono dei ristoranti dove si mangia benissimo. Magari andateci in occasione di una delle repliche di questa rievocazione storica presso il Carcere Borbonico.
