Ringrazio tutti per gli auguri e vi svelo le motivazioni per le quali sono stato premiato con il premio letterario “Approdi d’Autore” ad Ischia!


Dalla scrittura scaturirà l'intero Mondo!
Ringrazio tutti per gli auguri e vi svelo le motivazioni per le quali sono stato premiato con il premio letterario “Approdi d’Autore” ad Ischia!


Siamo giunti al “Day After”, il giorno dopo di tutto, ma anche il giorno in cui tutto può avere inizio. È il giorno delle opportunità, ed anche il giorno dei ringraziamenti! La serata era cominciata con un video di Maurizio De Giovanni, con un bellissimo ringraziamento a Pietro Graus, perché la sua carriera, un po’ di anni fa, prese l’avvio proprio con il premio Approdi d’Autore (tra l’altro il suo primo premio letterario). Ieri sera lo stesso premio l’ho ricevuto io, ed è stato in assoluto il mio primo premio letterario. Ma come ho detto, è anche il giorno dei ringraziamenti, in primis a Pietro Graus che è un editore davvero illuminato, precisando che non è un mero stampatore di libri, come tanti fanno, ma è un vero editore, nel senso più antico della parola: l’editore è non solo quello che seleziona l’opera, ma anche colui che l’accompagna all’altare. Un grazie di cuore va al mio amico Maurizio Del Greco, con il quale condivido pienamente questo pezzo di viaggio, che tante soddisfazioni ci sta dando e ci darà. Un grazie anche a Marta Krevsun, magnifica conduttrice della serata, donna dalla profonda sensibilità, e padrona incontrastata del palco. E ancora un grazie a Maria Baldares efficace direttrice del mio ufficio stampa, giornalista attenta, sagace e fedele braccio destro nella mia comunicazione. Un grazie a tutto lo staff della Graus Edizioni, fatto di ragazze, ed un ragazzo, attenti, premurosi e professionali. Insomma oggi, mi godo un po’ il premio che vedete in foto, opera di un artista napoletano, ma da domani di torna già al lavoro!




Non credere ci siano più parole
Quando parole non saranno più.
Non cedere strada al tempo
Perché il tempo non la cederà a te.
I sensi vanno vissuti
Nel loro momento.
Arriverà il freddo,
Il tempo dell’agonia,
E da quel tempo
Non ne uscirai più.

Sono nell’elenco dei finalisti al premio letterario “Approdi D’Autore” che si concluderà il 6 Luglio nella Piazza del Soccorso di Forio d’Ischia.
Io, però mi sono anticipato un po’… e diventa d’obbligo il passaggio nelle acque termali.
Vi lascio nel primo commento un articolo de “Il Mattino” di oggi!


L’emozione cresce e con essa anche l’adrenalina. Voglio rinnovare a tutti l’invito a partecipare alla seconda edizione del festival “Letture dal Bosco”, da me ideata e che si terrà a Lago Laceno, sulla Piana dei Vaccari il 21 Luglio. L’evento si propone di essere il primo Festival rivolto ai lettori, che si renderanno protagonisti di performance espressive, attraverso le letture dei testi degli scrittori Giuseppe Tecce e Marta Krevsun. La giornata sarà presentata da Grazia Caruso. Avremo una giuria prestigiosa, che valuterà le performance, formata da Pietro Graus, Rosanna Lemmo, Luigi Frasca e Emanuela Liaci. Ai primi tre classificati saranno consegnati dei premi prodotti da Avventura di Latta, officina Sociale di artigianato artistico di Napoli. La manifestazione si svolgerà tra le 11 e le 17, Si inizierà con degli esercizi di benessere fisico e spirituale, a cura di Marta Krevsun, e si chiuderà con il Rito di Ringraziamento del Piccolo Popolo, a cura di Michela Ottobre della Associazione “Sabba de Nuce”.
Il tutto nella cornice spettacolare dei Monti Picentini, comodamente sdraiati all’ombra di lecci secolari. Simbolo del Festival sarà l’immancabile corona di fiori, che verrà posta sul capo di chi si esibirà. La partecipazione è gratuita, e vi aspettiamo numerosi e pieni di entusiasmo ed allegria.
Un grazie di cuore a Maria Baldares e alla Graus Edizioni tutta, che ci stanno dando una grande mano nell’organizzazione. Ed un ringraziamento ancora all’amico regista Maurizio Del Greco che, pur a distanza, ci trasmette tanta energia positiva in tutto ciò che organizziamo.
E ancora un grazie doveroso al Comune di Bagnoli Irpino e alla Provincia di Avellino che ci hanno concesso il Patrocinio.
Cliccando su questo link troverete altre informazioni utili: https://www.facebook.com/share/MJU1JTmagXLPwjqg/?mibextid=9l3rBW



Mi trovo al bivio per Andretta. Ho lasciato lì Celestina ed ho fatto due passi a piedi sulla statale che taglia il Formicoso. Una striscia d’asfalto che divide un’altura piatta e priva di vegetazione. In altri tempi ti avrei raccontato ancora che questa via segue il tracciato della Via Appia Antica, ma adesso non ne ho più voglia. Le cose non mi attirano più, o, almeno, non quanto le persone e le loro storie. Sono arrivato fino al guardrail che protegge gli automobilisti più audaci in una curva troppo stretta e falsa. Mi sono fermato ed ho guardato. Le ginocchia poggiate contro la barriera, poi il vuoto, ed il ventre poggiato ad un parapetto metallico. È freddo, mi procura i brividi, che però non sono nulla al cospetto di quello che avrei provato poco dopo. Ero distratto dallo smartphone che mi segnalava l’arrivo di un messaggio, ma una volta riposto nella tasca posteriore del pantalone, sono stato costretto a sollevare lo sguardo. Costretto dalle ansie del momento che mi trascino dietro ovunque io vada e che, a volte, mi spingono ad avere una fretta che non si addice alla bellezza del luogo in cui mi trovo. Resto senza fiato, ancora una volta questa terra così cruda e dura mi lascia senza fiato. Cerco un contatto con la realtà: mi volto dapprima verso destra. La via da dove sono venuto è deserta. Mi volto, poi, a sinistra; poco più avanti, al centro esatto dell’incrocio, ci sono dei cartelli stradali: Bisaccia, Calitri, Lacedonia, Andretta. Bisaccia, il paese di Franco, Lacedonia, quello di Mario, Calitri, quello di Franca. Ho un piccolo seme piantato in ciascuno di questi paesini disseminati su queste alture impervie, ma fertili. Mi volto d’improvviso, alzando, poi, lo sguardo di fronte a me. Questi luoghi mi sono così familiari che non posso non pensare che in una vita passata li abbia abitati. In fondo li riconosco istintivamente, emotivamente, a pelle, e a naso. Tutto mi è familiare, i colori, i panorami, gli odori e d’istinto mi accorgo di sentirmi a casa, accolto in un abbraccio tenero, tipico di una madre premurosa, che teme la partenza del figlio, che non vuole che vada, che gli da cibo in abbondanza per legarlo a se, per sempre.
Ho alzato lo sguardo ed ho guardato verso Sud, attraversando con la vista un terreno all’apparenza brullo, privo di vegetazione da fusto. Qui sotto c’è Morra De Sanctis, e li più avanti, sulla sinistra c’è il lago di Conza. E ancora Lioni, Teora, Materdomini, Calabritto, poi lo sguardo si alza verso l’imponenza austera dell’Appennino. È la magnificenza del massiccio dei Monti Picentini, un massiccio immenso, ricco di acqua e di fitta vegetazione, che divide la terra irpina da quella salernitana.
(Inedito da: La Gente della Terra di Mezzo, di Giuseppe Tecce)

Ed eccoci in dirittura d’arrivo. Sono tra i 20 finalisti del prestigioso premio letterario “Approdi D’Autore”, che ci vedrà schierati sabato 6 Luglio nella bellissima cornice di Forio d’Ischia. In bocca al lupo a tutti e vinca il migliore.

C’era un tempo in cui vivevo in simbiosi con la mia bicicletta. Era il tempo in cui mi allungavo in lunghe escursioni, seguendo la direttrice della via Appia Antica, tra Benevento e l’Alta Irpinia. In quel tempo scorrazzavo lungo quel pezzo di Appennino Centro Meridionale che è conosciuto con il nome di Formicoso.
Era il tempo in cui prendevo appunti di viaggio, che poi sarebbero diventati un libro “L’agente della Terra di Mezzo”, che racconta i lati più intimi della terra Irpina. Oggi, a distanza di anni, quella terra mi ha accolto, ed io trascorro qui le mie giornate, nel bellissimo centro di Sturno, tra mille progetti e l’amore per questa terra, selvaggia e miracolosa, misteriosa e magica. Sono diventato uno scrittore, viaggio molto, ma ritengo, con fermezza, che “L’agente della Terra di Mezzo”, sia il libro che ogni Irpino debba tenere nella propria biblioteca, per piccola o grande che sia.

“Quando si zappa e quando si pota, non tengo ziani e non tengo nipoti, quando è tempo di vendemmià, ziani di qua e nipoti di là”.
Mi ci sono seduto sopra. È l’Appennino, appuntito ed aspro, con i suoi sali e scendi, bello e mitologico, popolato di personaggi fiabeschi, abiti colorati, streghe, maoni, Janare, e tutte le bestie conosciute e sconosciute. Dalle cime dei monti godi panorami che ti fanno immaginare immortale. Nel fondo delle valli, mandrie di vacche podoliche migrano verso pascoli più verdi, dove gli steli d’erba si fanno poesia, e le dentature, straziate, stringono radici tirate a forza di strattoni dal terreno duro del cammino. Escrementi di bovino diventano secchi ripari per insetti, neri come la merda, corazzati come i Leopard, che non si fanno acchiappare, nemmeno se ti ci tuffi sopra. Ranocchiette verdi saltano veloci dentro a ciò che resta di uno stagno. L’odore acre della melma mi sale al naso causando reminiscenze antiche, di muschio e fango: è il petricore.
(Inedito da “La Gente della Terra di Mezzo”)

Ho pensato molto prima di scrivere questo post, ma credo che sia un dovere civico, proprio di ogni buon cittadino, quello di menzionare ciò che è accaduto oggi. Si tratta di una data storica in negativo. L’approvazione della Legge sull’autonomia differenziata segnerà la separazione netta tra due italie, quella ricca che ha tutto, intendendo per tutto i beni materiali, i soldi, la capacità di acquisto e di negoziazione, e un’Italia di serie b, quella che di materiale non ha nulla, ma ha l’anima, la sensibilità per accorgersi, finalmente, di essere stata ancora una volta frodata. La mia posizione di cittadino, non solo del Sud, ma di un’area interna del Sud, mi fa comprendere bene la devastazione che deriverà da questa scelta scellerata. Le ASL, che già ora fanno fatica a sostenere le spese per la sanità, crolleranno. Già oggi per fare un’analisi con la mutua, devi avere l’accortezza di farla nei primi 7 giorni del mese, perché già dall’ottavo i budget sono esauriti. Cosa sarà senza più nemmeno i trasferimenti statali? E cosa succederà nel campo degli ospedali, dove i medici delle regioni ricche saranno pagati molto di più di quelli delle altre? Ci sarà una corsa, come nel calcio, ad accaparrarsi i dottori migliori? E lo stesso varrà in tutti gli altri campi della res publica e tutto ciò avrà necessariamente ripercussioni sulle attività private. Ma, mi chiedo, in una siffatta Italia, hanno calcolato gli scienziati della lega, che tantissimi meridionali emigreranno verso il nord? Hanno calcolato il peso dello spopolamento delle nostre regioni quanto peserà sulla loro economia, considerando che noi siamo da decenni il mercato naturale di sbocco delle loro merci? E cosa accadrebbe se il sud si riorganizzasse per non acquistare più beni e servizi del nord? Credo che lega non abbia fatto bene i propri conti e soprattutto non li hanno fatti tutti quei leghisti del sud, che pur di accaparrarsi un posto in prima fila si sono messi a difendere degli interessi indifendibili. I leghisti del sud sono i più meschini, e non da meno sono tutti i parlamentari del sud che hanno votato a favore, pur vestendosi da vittime quando tornano nei loro territori e protestano perché l’ospedale di montagna non ha neppure più i soldi per fare una medicazione. Ma i più meschini di tutti sono tutti coloro che non votano, quelli che delegano agli altri il compito di decidere, che da ora non avranno più nessun diritto di lamentarsi se a scuola mancheranno anche le sedie o se al pronto soccorso mancheranno medici ed infermieri. Spero solo che il Sud per una buona volta si svegli, perché ad essere inculati sia abituati, ma quella che è stata fatta oggi è la più grande truffa fatta ai danni del sud.
