Racconti Dall’Irpinia è nato

Anche “Racconti dall’Irpinia” ha avuto il suo battesimo al mondo, ieri sera, presso la Libreria Masone Alisei, un angolo di pace e di cultura in una città che spesso fatica ad accordarsi con i ritmi lenti del pensiero e dell’ascolto.
Un doveroso e sentito ringraziamento va a chi mi ha accompagnato in questa bellissima serata: a Premjeet Kaur Tina, per la profondità che riesce a infondere in ogni suo intervento; a Stefania Napolitano e Grazia Caruso, che hanno impreziosito l’incontro con le loro letture; a tutte le persone presenti, per la partecipazione attiva e le domande stimolanti; ad Antonio Nottini, che ha saputo cogliere e restituire ogni dettaglio con il suo sguardo fotografico; e infine a Graus Edizioni, che ha reso possibile la pubblicazione di questo piccolo libro, in cui credo molto e che, ne sono certo, mi darà grandi soddisfazioni e, infine, ultimo ma non ultimo, ad Alessio Masone che ci ha gentilmente ospitato. Racconti Dall’Irpinia proseguirà il suo cammino per tutta l’estate ed il prossimo appuntamento sarà il 20 giugno a Paternopoli, presso la cantina Ifalco_vini, dove ci aspettano bellissime sorprese.

Il Festival che non c’era: Letture dal Bosco

Tre anni fa, a luglio faceva molto caldo e la prima edizione di questa bellissima manifestazione, nacque da una semplice chiacchierata tra me e Grazia. Ora, quella manifestazione è diventata un Festival ed è man mano cresciuta nel format e nei contenuti. Le uniche tre cose che sono rimaste stabili sono: la data, che è la terza domenica di luglio, il luogo, che è Lago Laceno sui Monti Picentini (AV), e la corona di fiori che viene passata di testa in testa sul capo dei lettori che si cimentano e si sfidano in questo festival. Quest’anno avremo ancora delle sorprese in più , con degli ospiti importanti, che vi sveleremo in seguito. Ci saranno tre autori che porteranno i propri libri: ci sarò io con “Racconti Dall’Irpinia”, Attilio D’Arielli con “Il Leopardo e l’anima”e infine Antonio Pacifico con “Io sono Tonino”. Avremo una giuria eccezionale con Rosanna Lemmo, Pietro Graus e Giovanna Prata e con la partecipazione speciale di Michela Ottobre. Insomma, ci sono tutti i presupposti affinché si possa trascorrere una bellissima giornata a contatto con la natura e con la cultura. Il Festival è aperto a tutti, e se volete maggiori ragguagli non esitate a contattarmi al ⁨393 930 2873⁩.

Io sono Tonino

Quando ci siamo conosciuti, in Germania, tra di noi è nato subito un feeling, accompagnato dalla sensazione di conoscerci da sempre. Antonio Pacifico è un grande imprenditore del settore automobilistico, ma prima ancora è un grande uomo e un grande scrittore. Proprio in questi giorni, ha visto la luce il suo primo libro, “Io sono Tonino”, ispirato alla bellissima e travagliata storia della sua vita. In questo libro c’è anche una parte di me, perché mentre la prefazione è firmata dal grande attore Enrico Lo Verso, la postfazione, invece, porta la mia firma. Un libro da leggere, perché dimostra come non bisogna abbattersi di fronte alle avversità della vita e come situazioni considerate negative, possono trasformarsi in positive. Tra l’altro, Antonio, sarà con me, come uno degli autori ospiti di “Letture dal Bosco”, il Festival della lettura da me ideato, e affidato amorevolmente nelle mani dell’associazione Ver Sacrum – Arte, Cultura e Società – Cinthia, che si terrà al Lago Laceno (Bagnoli Irpino, AV) il giorno 20 Luglio, in una terza e corposa edizione. Ovviamente Antonio, pur vivendo da molti anni in Germania, è italiano, nato e cresciuto nel nostro formativo Sud. Il libro è già in vendita e vi consiglio di leggerlo, perché ne sentirete parlare e perché dal libro sarà tratto un film con la regia di Fabio Massa. E, ovviamente, tutto ciò è stato reso possibile grazie al Deus ex machina, che muove i fili di tutto, un bravissimo talent scout che è Maurizio Del Greco al quale va un mio grande ringraziamento.

Quando tutto dorme

Libri e costiera: connubio vincente!

Per gli amanti dei libri e della bellissima Costiera Amalfitana, domenica 1 giugno, alle 19,00, sono alla Fiera del Libro ad Atrani, con L’inaffondabile!

La forza di una fotografia

Mi sono visto dentro a una foto, passare di mano in mano nel 2267. In quel tempo sarò morto da un pezzo, ma la mia foto continuerà a girare finché non ci sarà la fine del mondo. E alla fine dei tempi, quando tutto sarà consumato, da navigato spettatore, io stesso, chiederò a Pietro di aprire il cancello e di farmi riavere quel pezzo di carta consunto e lacrimato. Chissà quante persone, vissute dopo di me, si saranno chieste chi fosse quell’uomo, dall’aspetto austero, dall’abbigliamento sportivo ed il volto mai sereno. E gli angeli con un’ala sola, canteranno al mio cospetto, mentre mi consegneranno la fotografia che mi ritrae. Quante domande si porranno i posteri rispetto alla mia vita e a ciò che io feci per viverla al meglio.
Forse cercheranno tracce di me nei libri che avrò lasciato, nelle parole sospese tra le pagine, o negli sguardi che incrociai lungo il mio cammino. Forse qualcuno proverà persino a immaginare la mia voce, la piega del mio sorriso, la ragione nascosta dietro a quell’apparenza di inquietudine. Eppure io ho amato e gioito di tutte le gioie della vita, e io stesso, dall’eternità silenziosa in cui sarò immerso, sorriderò di tutte queste curiosità umane, così simili alle mie, quando anch’io guardavo vecchie foto di persone sconosciute, chiedendomi chi fossero, come avessero amato, mangiato, sognato e sofferto. Forse è questo il senso profondo della nostra esistenza: lasciare una scia lunga di domande inevase, di alchimie sospese e di curiosità mai appagate.

Mirabolanti presentazioni

Le mie presentazioni con Premjeet Kaur Tina sono sempre state divertenti. In genere le facciamo in pieno relax, magari seduti nella posizione yoga, a ricordare che Prem, prima che mia amica, è una grandissima maestra di Kundalini e di Mindfulness. Una persona che mi ha trasmesso tanto della sua saggezza, e della quale vorrei apprendere la calma, che io non ho. Venerdì sera alle 19.00 ci cimenteremo nella presentazione dei “Racconti dall’Irpinia”, la mia ultima raccolta di 12 racconti ambientati in alta Irpinia, tra mito, fantasia e realtà, per raccontare la storia di un popolo che ha attraversato i secoli e rappresenta ancora l’anima del nostro paese. Con noi ci saranno, per allietarci con delle letture, Grazia Caruso e Stefania Napolitano. La presentazione si terrà venerdì 30 Maggio alle ore 19.00 presso la Libreria Masone Alisei a Benevento. Venite, venite, venite.

Le foto ufficiali

Mi sono appena arrivate le foto ufficiali della presentazione al Salone Internazionale del Libro di Torino. Questa, in particolare, ha attirato la mia attenzione: è un misto tra un discorso profondo ed una minaccia!

I conti dell’Appennino

Qui, sull’Appennino, già è tanto superare l’inverno. E in giornate come questa, con un tiepido sole primaverile, si fa la conta dei danni e dei sopravvissuti. Questo è il mio mandorlo, piantato un anno fa, per sancire l’inizio di un nuovo corso storico. Non solo è sopravvissuto, ma sta benissimo e sta crescendo sano e robusto. Ora mi aspetto anche i frutti!

L’agente della Terra di Mezzo

Le mie vicissitudini cominciarono ancor prima della nascita, quando ci fu un’accesa discussione sul nome che avrei dovuto portare. Sai, dalle nostre parti è usanza che il primo figlio nato porti il nome del nonno paterno, ed è qui che sorse l’intoppo. Mio nonno, come primo nome aveva quello di Soccorso. Sì, un nome che sembra quello di un ambulatorio medico. Nel periodo in cui nacqui cominciava a diffondersi sempre più l’uso del telefono come mezzo di comunicazione e mio padre fu mosso quasi a pietà dall’affibbiarmi un nome che mi avrebbe potuto perseguitare per tutta la vita. Immaginò quel bambino che, crescendo, avrebbe cominciato a frequentare gli amici e, rispondendo al telefono, avrebbe dovuto rispondere dicendo: pronto, Soccorso.
Quel nome si addiceva poco a un bambino di quest’epoca, di un mondo in continua mutazione e fatto di relazioni sempre più strette. Mosso da quel pensiero, dinanzi all’ufficiale dello stato civile, contravvenendo a tutte le regole della società patriarcale di un’area interna della Campania, mio padre non ce la fece proprio a comunicare quel nome. Quindi dopo i rituali auguri per la nascita, alla domanda sul nome da
dare al bambino, lui rispose: Giuseppe.
(Il brano è tratto da “L’agente della Terra di Mezzo, BookaBook editore)