25 anni oggi❗

«Tabula Rasa Elettrificata è un disco dedicato alla Mongolia. Non è un disco esotico, ancor meno etnologico o popolaresco. Forse è l’unico disco rock nella storia dei CCCP/C.S.I.»

(Giovanni Lindo Ferretti)

Chi condivide la mia passione?

È da un po che non lo dico.
Stasera rifaccio outing: IO ODIO IL CALCIO!
C’è qualcuno che condivide con me questa passione?

La vita

« Non dobbiamo preoccuparci che la vita sia lunga, ma che sia piena: poiché una vita lunga dipende solo dal destino, ma dipende dalla volontà se la vita è piena. E, se è piena, la vita è anche lunga. Si ha pienezza di vita quando l’anima ha ripreso possesso del bene che le spetta e non dipende più che da se stessa. […] facciamo in modo che la nostra vita, come ogni oggetto prezioso, valga più per il suo peso che per il suo volume. Misuriamola non secondo la sua durata, ma secondo le opere che realizziamo. […] Onoriamo, perciò, e annoveriamo fra le persone felici colui che ha saputo fare buon uso di quel po’ di tempo che gli è toccato. Egli ha conosciuto la vera luce: non è stato uno dei tanti: ha vissuto da forte. »

Seneca, “Lettere a Lucilio”

Il ritorno dei morti viventi

Il problema del fascismo in Italia sta diventando un problema serio.

Questo è l’ex sindaco di Ascoli, Guido Castelli, ora assessore in regione Marche e candidato in Parlamento con Fratelli d’Italia, è uno che saluta sempre 😌

Duginy (i Dugin)

Mi son occupato di Aleksandr Dugin e dei suoi contatti con l’estrema destra italiana anni fa, con un saggio intitolato From Evola to Dugin, a cui rimando (nel primo commento), e in ulteriori articoli.

Aleksandr Dugin da anni viene erroneamente presentato in Italia come “consigliere di Putin”, “cervello del Cremlino”, come lo stratega delle politiche russe: erroneamente, come può testimoniare chiunque abbia una conoscenza minima dello scenario politico russo e dei rapporti di forza, le teorie duginiane sono troppo “stravaganti” anche per Mosca.

Mi spiego: il “neo-eurasismo” e la Quarta teoria politica sono solo delle etichette date a una rilettura duginiana del neofascismo europeo, della Nouvelle Droite, delle idee di Jean Thiriart e di Robert Steuckers, a cui ha aggiunto suggestioni e coloriture prese qui e lì dal pensiero politico russo, molto superficiali. Dugin è lontano da Lev Gumilev come dagli eurasisti degli anni Venti e Trenta, mentre è figlio intellettualmente di Alain de Benoist, di Julius Evola (di cui è il principale traduttore in russo), dei già citati Steuckers e Thiriart, e la sua introduzione a queste idee è dovuta ai contatti stabiliti a fine anni Ottanta con gli ambienti culturali dell’estrema destra italiana che ruotavano attorno alla rivista Orion.

Molto più influente nella politica russa è il suo principale sostegno finanziario e lavorativo, Konstantin Malofeev, oligarca ultranazionalista, monarchico e ortodosso, vicepresidente del Concilio mondiale russo della Chiesa ortodossa, attivo anche in ambito no-vax.

Dar’ja Dugina era nota come Dar’ja Platonova, con cui firmava articoli e testi per Russia Today e Tsargrad (quest’ultimo voce dell’impero finanziario di Malofeev), e curava stampa e media per il padre.

Anche le circostanze dell’esplosione dicono molto su come Dugin non sia nell’inner circle putiniano: chiunque lavori per il Cremlino e l’amministrazione presidenziale è sotto la sorveglianza dell’Fso, il servizio federale di protezione, e piazzare una bomba sotto l’auto di un consigliere di Putin è cosa assai difficile.

Un ricordo personale: era il 2015, il mio saggio era stato appena pubblicato e stavo lavorando a una sua estensione in formato volume (poi bloccatasi per altre ragioni), e tutto il giorno avevo letto testi di Dugin e ascoltato le sue canzoni (ebbene sì, canta anche). Scendo per le scale della stazione metro di Park kultury e sento la sua voce: era lui con Dar’ja che stavano passando i tornelli.

Giovanni Savino

Perché bisogna andare a votare!

Sta per iniziare una nuova campagna elettorale, che si prospetta dura e cattiva, molto più cattiva delle altre. La diminuzione del numero dei parlamentari ed il fatto che le destre più estreme abbiano ripreso fiato, ci mettono di fronte a scenari non immaginabili prima. L’avanzare di movimenti populisti, come quelli di Orban e di Trump, chiaramente sostenuti dai petroldollari di Putin, ha dato nuova linfa alle destre europee, che sicuramente vengono foraggiate con gli stessi petroldollari russi. Lo so bene che molte persone sono state prese dallo sconforto, negli ultimi tempi, tanto da sostenere di non voler proprio recarsi alle urne, ma state attenti. Non andare a votare significa solo abbassare il quorum sul quale si calcolerá la percentuale dei voti presi. Quindi, non andando a votare, inteso come una sorta di dispetto nei confronti di una sinistra zoppicante, significa solo fortificare ulteriormente la destra. E non parliamo di una destra liberale, come quella di Berlusconi, ma di una destra fascista.

Quindi, tappati il naso e vai a votare. È in ballo la democrazia.

Help… Topo in vista!

Una bella ed interessante recensione di “Storia di un Presidente che si credeva un topo” è apparsa oggi su Art a Part of Culture. Ad maiora!

La Simon & Schuster non deve morire

Stephen King è andato in tribunale a Washington per deporre contro l’acquisizione del suo editore Simon & Schuster da parte della Penguin-Random House, operazione che le darebbe un’influenza gigantesca sui libri pubblicati negli Stati Uniti, dando ai consumatori meno libri tra cui scegliere. «Mi chiamo Stephen King. Sono uno scrittore freelance», cominciava così la sua deposizione che tutti i giornali italiani hanno riportato, ma poi proseguiva dicendo: «Diventa sempre più difficile per gli scrittori trovare abbastanza soldi per vivere». Lui che può pubblicare con chiunque si è preoccupato di lasciare una possibilità agli altri scrittori (già pagati male e costretti a doppi,tripli lavori) opponendosi a un monopolio. La sua deposizione è una lezione contro l’egocentrismo della letteratura: di chi sa che oltre lo stile, le copie vendute e il successo, c’è la responsabilità di preservare un mondo per chi verrà dopo. È anche uno scontro all’interno del partito democratico, l’accordo rappresenta un test fondamentale per la politica antitrust dell’amministrazione Biden e per molti altri ambiti lavorativi: con il governo statunitense – che si oppone a questa fusione ma che incentiva alla concentrazione e alla concorrenza delle imprese – e la Penguin che pubblica gli Obama, Clinton, Grisham e Toni Morrison, mentre dall’altra ci sono metà Springsteen – solo le memorie –Hillary Clinton, Bob Woodward e Walter Isaacson. L’America è piena di queste nazioni a parte – uomini e donne – che ribellandosi la tengono viva. Penso a Larry Flynt su tutti. In più King sembrava uscire da un suo romanzo: potrebbe tranquillamente essere Gordie Lachance, lo scrittore voce narrante di “The Body” in “Different Seasons” – che poi è diventato a cinema “Stand by Me – Ricordo di un’estate” – e stare tenendo fede a una promessa di libertà fatta anni prima in un bosco di Castle Rock a Chris Chambers, Teddy Duchamp e Vern Tessi, ormai fantasmi, e per questo ancora più da rispettare.

(Marco Ciriello)

standWithUkraine

Canzoni ucraine a Minsk, Belarus.

Una ragazza ha cantato le canzoni del gruppo ucraino Okean El’zy in via Zybitskaya,in un bar nel centro della capitale bielorussa.

Oggi sono partiti gli arresti. Non si riesce a mettersi in contatto né con lei, né col proprietario del bar dove si è esibita.

Tecnicamente si chiama dittatura!

La sabbia della Democrazia

Sto con Nancy Pelosi

Nel 2016 andai in visita ufficiale a Taiwan.
5 parlamentari italiani, guidati da Fabrizio Cicchitto, Presidente della Commissione Esteri della Camera.
Incontri con le autorità governative di Taiwan, al più alto livello.
Festeggiavano( e noi con loro) il risultato elettorale, una Presidente donna appena eletta.
Una democrazia viva. Giovane. Forte.

Prima di partire arrivarono proteste pressanti, tese a dissuaderci, da parte dell’ambasciata cinese in Italia.
Durante la visita e dopo, Pechino fece sentire la sua ostilità.
Ora, noi non eravamo presidenti della Camera americana, certo, una dimensione totalmente diversa, ma insomma, le proteste furono forti, ma contenute dentro una dimensione diplomatica.
Ci furono un po’ di diplomatici col broncio.

Ma era successo, in passato, anche a personalità di pari livello della Pelosi.
Newt Gincrich, speaker della Camera prima della Pelosi.
Visita a Taipei e proteste.

Adesso invece se una personalità democratica occidentale va nell’isola( in tutti i sensi) della democrazia orientale, arrivano missili e bombe.

Lo possiamo accettare?
Possiamo accettare che i cinesi, come i russi, gli Xi o i Putin, dittatori violenti, possano regolare, abbiano deciso di regolare, le sorti del mondo con i missili e i carri armati?
Qualcuno, parecchi, parecchie anime belle, pacifisti un tanto al chilo, dicono che la Pelosi non doveva andarci.
Quindi l’Occidente deve accettare una riduzione della propria libertà di movimento perché i dittatori abbaiano?
Cioè, loro dicono alla Pelosi che non può andare a Taipei e la Pelosi non ci va?
Vincono perché noi abbassiamo la testa appena digrignano di denti?
Abbaiano e scappiamo?
Attaccano o minacciano di attaccare paesi liberi e democratici e noi scappiamo?
È questo il mondo che vogliamo?
È questa la libertà che vogliamo?

No. Io sono con Nancy Pelosi.
Che non è scappata. Non ha abbassato la testa.
E ci ha fatto vedere, ancor meglio di prima, cosa sono le dittature.
A noi che stiamo diventando indifferenti alle dittature.
Che non capiamo il salto di livello, nel mondo, di attacco alle democrazia.
Perché stiamo spaparanzati al mare, ormai indifferenti alla democrazia.
Che giustifichiamo Putin e Xi e i violenti dittatori perché siamo diventati ciechi e codardi.

Perché non vediamo la sabbia della democrazia che ci sfugge dalle mani.

Chi non vuol vedere non vede.
Ma Nancy ha fatto vedere qualcosa a chi vuol vedere. Grazie.

(Sergio Pizzolante)