La sabbia della Democrazia

Sto con Nancy Pelosi

Nel 2016 andai in visita ufficiale a Taiwan.
5 parlamentari italiani, guidati da Fabrizio Cicchitto, Presidente della Commissione Esteri della Camera.
Incontri con le autorità governative di Taiwan, al più alto livello.
Festeggiavano( e noi con loro) il risultato elettorale, una Presidente donna appena eletta.
Una democrazia viva. Giovane. Forte.

Prima di partire arrivarono proteste pressanti, tese a dissuaderci, da parte dell’ambasciata cinese in Italia.
Durante la visita e dopo, Pechino fece sentire la sua ostilità.
Ora, noi non eravamo presidenti della Camera americana, certo, una dimensione totalmente diversa, ma insomma, le proteste furono forti, ma contenute dentro una dimensione diplomatica.
Ci furono un po’ di diplomatici col broncio.

Ma era successo, in passato, anche a personalità di pari livello della Pelosi.
Newt Gincrich, speaker della Camera prima della Pelosi.
Visita a Taipei e proteste.

Adesso invece se una personalità democratica occidentale va nell’isola( in tutti i sensi) della democrazia orientale, arrivano missili e bombe.

Lo possiamo accettare?
Possiamo accettare che i cinesi, come i russi, gli Xi o i Putin, dittatori violenti, possano regolare, abbiano deciso di regolare, le sorti del mondo con i missili e i carri armati?
Qualcuno, parecchi, parecchie anime belle, pacifisti un tanto al chilo, dicono che la Pelosi non doveva andarci.
Quindi l’Occidente deve accettare una riduzione della propria libertà di movimento perché i dittatori abbaiano?
Cioè, loro dicono alla Pelosi che non può andare a Taipei e la Pelosi non ci va?
Vincono perché noi abbassiamo la testa appena digrignano di denti?
Abbaiano e scappiamo?
Attaccano o minacciano di attaccare paesi liberi e democratici e noi scappiamo?
È questo il mondo che vogliamo?
È questa la libertà che vogliamo?

No. Io sono con Nancy Pelosi.
Che non è scappata. Non ha abbassato la testa.
E ci ha fatto vedere, ancor meglio di prima, cosa sono le dittature.
A noi che stiamo diventando indifferenti alle dittature.
Che non capiamo il salto di livello, nel mondo, di attacco alle democrazia.
Perché stiamo spaparanzati al mare, ormai indifferenti alla democrazia.
Che giustifichiamo Putin e Xi e i violenti dittatori perché siamo diventati ciechi e codardi.

Perché non vediamo la sabbia della democrazia che ci sfugge dalle mani.

Chi non vuol vedere non vede.
Ma Nancy ha fatto vedere qualcosa a chi vuol vedere. Grazie.

(Sergio Pizzolante)

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