Iniziamo l’anno nuovo con una mia scoppiettante intervista per VideoTop. Buena Vista!
COMPITI PER L’ANNO NUOVO
Devi stupirti ogni mattina
per il fatto che ti sei svegliato.
Quando vai a dormire non scordare
di fare i complimenti
al tuo cuore
che ha fatto tutto il giorno il suo lavoro.
Perdona la tua mente per le ansie.
Ringrazia la tua anima
se ti innamori.
(Franco Arminio)
L’ultimo giorno dell’anno fuori dalla mia finestra!

Fine d’anno col botto!
E finalmente anche col Covid… Abbiamo già dato.
L’anno che finisce
Stamattina la Russia ha lanciato uno degli attacchi più massicci sull’Ucraina, con il lancio di 160 missili. Di questi, oltre la metà, sono stati intercettati e distrutti dalla contraerea Ucraina.
Putin, pensava di fare una guerra lampo contro dei fantomatici nazisti, che solo lui vedeva, invece ha creato un popolo compatto, unito ed incredibilmente orgoglioso.
Slava Ucraini!
Un tripudio di colori
Li dove i colli del preappennino meridionale degradano verso la Valle del Calore, c’è un luogo dove, in primavera, fioriscono papaveri, ginestre e malva. Oggi ve lo presento!
A Casalbore, in un bosco
Li dove il Fortore degrada verso la Valle dell’Ufita, dove il Sannio e l’irpinia si abbracciano forti, li, a Casalbore, in un bosco, una piccola comunità di abitanti, formata da 4 famiglie, ha adottato un pezzo di bosco, costruendo un presepe, dalle figuri surreali in due dimensioni. Ve lo mostro, a futura memoria della laboriosità delle genti delle nostre terre!
Scoperti due Pianeti simili alla Terra e potenzialmente abitabili a “soli” 16 anni luce da noi
Gli astronomi hanno identificato da poco due mondi con masse simili alla Terra: si tratta di due esopianeti che distano 16 anni luce da noi e che molto probabilmente sono adatti ad ospitare la vita

@IAC – Instituto de Astrofísica de Canarias
Sorprendente scoperta! Un team internazionale di studiosi ha di recente individuato due pianeti “fratelli” della nostra Terra. I corpi celesti, ribatezzati si trovano attorno alla nana rossa Gj 1002, che dista “soltanto” 16 anni luce di distanza da noi, in direzione della costellazione della Balena.
Entrambi i pianeti, ribattezzati rispettivamente Gj 1002 b e Gj 1002, hanno una massa simile a quella della Terra. Il dato interessante è che si tratta di due esopianeti sono potenzialmente abitabili, dato che orbitano a una distanza dalla loro stella perfetta per mantenere l’acqua allo stato liquido.
A portare avanti l’interessante studio, in via di pubblicazione sulla rivista scientifica Astronomy & Astrophysics, un gruppo di esperti guidati dall’Istituto spagnolo di Astrofisica delle Canarie (Iac), al quale hanno preso parte anche anche ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e della Scuola Normale Superiore di Pisa.
“La natura sembra determinata a dimostrare che gli esopianeti simili alla Terra sono molto comuni. Con questi due, ne conosciamo già 7 in sistemi vicini” commenta Alejandro Suárez Mascareño, ricercatore dell’Instituto de Astrofísica de Canarias (Iac), primo autore dello studio.
Sul pianeta Gj 1002 b un anno dura appena 10 giorni, mentre Gj 1002, il corpo celeste più distante impiega 21 giorni per completare l’orbita attorno alla sua stella.
“La stella centrale è un astro di bassa luminosità, con solo il 12 per cento della massa del nostro Sole. È una sorella gemella di Proxima Centauri, la stella a noi più vicina, e per questo la regione di abitabilità del sistema è situata nelle sue immediate vicinanze” aggiunge Alessandro Sozzetti, coautore della ricerca e primo ricercatore presso l’Inaf di Torino.
A rendere possibile l’affascinante scoperta le osservazioni combinate di due potenti strumenti: Espresso, lo spettrografo ad alta risoluzione installato presso il Very Large Telescope in Cile, e CARMENES, un doppio spettrografo a fibra ottica che si trova presso l’osservatorio di Calar Alto, in Spagna.
Per via della loro vicinanza al nostro sistema solare, due esopianeti (in particolare GJ 1002) rappresentano dei candidati ideali per la caratterizzazione atmosferica attraverso lo studio della loro luce riflessa o dell’emissione termica.
“Ci aspettiamo di poter investigare la presenza di un’atmosfera attorno a Gj 1002 c, alla ricerca di ossigeno in particolare, utilizzando lo spettrografo Andes, strumento la cui progettazione è a guida italiana, in cui Inaf è fortemente coinvolto e che opererà in futuro sull’Extremely Large Telescope dell’Eso, il più grande telescopio al mondo con il suo specchio principale di ben 39 metri di diametro, in costruzione nel deserto cileno” ha annunciato Sozzetti
Il sesto giorno
Il sesto giorno…. Con un richiamo a Storia di un Presidente che si credeva un topo
I riti del fuoco
Oggi con la mia mitica compagna di viaggio, “Celestina”, la mia fedele Fiat 500 semi cabrio, siamo arrivati in uno dei più remoti angoli dell’irpinia. In un anfratto stretto tra il Formicoso ed i monti Picentini c’è il bel paese di Lioni, già tristemente famoso per essere uno dei comuni più colpiti dal terremoto del 1980. Oggi, come da sempre, qui si svolgono i riti del fuoco. Riti pagani presi in prestito dalla tradizione cattolica. Riti propiziatori affinché la luce possa vincere sulle tenebre.
Quale destino per i nostri paesi
Fino a qualche anno fa il mio piccolo paese era avvolto da un profumo di torrone, prodotto artigianalmente dai maestri torronari del luogo.
Capivi che iniziava il periodo natalizio tra il traffico di macchine e il profumo intenso di torrone.
Le caldaie , emanavano un profumo unico.
Ora purtroppo questo profumo non c’è più.
Non perché non ci siano più i maestri , ma semplicemente perché il profumo di torrone viene assorbito prima dalle cappe eppoi viene espulso nell’aria.
Il periodo di Natale, come ad agosto era il periodo dei grandi rientri.
Rientravano gli universitari, gli impiegati, i lavoratori dalla svizzera, dall’Europa.
Ora di meno.
Si sono perse tante di quelle tradizioni.
Nei bar si giocava a sette e mezzo, a scopa, giochi di carte.
Ora non più.
Ora va di moda l’aperitivo.
Una volta la gente si vedeva in piazza, una passeggiata, uno sfottò e una chiacchiera o un conto come si dice qui da noi.
Mi ricordo da piccolo il piacere del torrone caldo tra uno strato di ostia, rigorosamente con le nocciole o con le mandorle.
Una bontà unica.
Le luci colorate e le insegne dei torronari.
Ora tra crisi e altro tutto e’ diventato freddo.
Non c’è più posto per le carte, non ci sono più gli emigranti , non ci sono più i nonni da andare a trovare, gli zii da salutare ecc… Ora tutto è diventato un freddo incontro.
Non vedi più gli amici dei genitori che raccontano i loro episodi, non trovi più il circolo con le sedie davanti ad esso perché ormai non ci sono più gli iscritti.
Tutto passa, com’è giusto che sia, ma questa tristezza no non passa.
Rivedere i piccoli paesi morire tra l’indifferenza mi fa molto male.
Eppure sono stati il nostro cuore , la nostra anima, la nostra storia. (Vittorio Ambrosini)
