Un giorno l’ASINO di un contadino cadde in un pozzo. L’animale pianse e ragliò duramente per ore mentre il contadino cercava di fare qualcosa a riguardo.
Alla fine decise che l’asino era troppo vecchio e il pozzo era asciutto da molto tempo e aveva già bisogno di essere tappato, pertanto non valeva davvero la pena tirare fuori l’asino dal pozzo.
Chiamò i suoi vicini, ognuno prese una pala e iniziarono a gettare terra nel pozzo. L’asino resosi conto di quello che stava succedendo si mise a piangere e ragliare orribilmente.
A un certo punto con sorpresa di tutti l’asino smise di lamentarsi dopo alcune palate di terra. Il contadino guardò in fondo al pozzo e si stupì di ciò che vide…
Con ogni palata di terra, l’asino stava facendo qualcosa di incredibile: batteva la terra con gli zoccoli e faceva un passo sopra la terra.
Molto presto tutti videro con sorpresa l’asino arrivare fino alla bocca del pozzo, passare sopra il bordo e uscire trottando.
La vita ti getterà a terra, ogni tipo di terra… Il segreto per uscire dal pozzo è batterla e usarla per fare un passo in alto. Ogni nostro problema è un gradino verso l’alto. Possiamo uscire dai pozzi più profondi se non ci arrendiamo… Usa la terra che ti gettano per andare avanti. Ama di più, compatta la terra, perchè in questa vita bisogna essere una soluzione, non un problema. E lascia che i veri somari siano gli altri. 🤗
Tra i monumenti più importanti dell’Irpinia, il castello si trova nel comune di Gesualdo (Av) e, oltre ad essere stato sede di comando dei grandi possedimenti feudali della potente famiglia Gesualdo, fu la dimora del principe Carlo Gesualdo, considerato uno dei padri della musica polifonica moderna, oltre che protagonista del famoso duplice delitto avvenuto a Napoli, a Palazzo San Severo.
L’architettura del castello di Gesualdo
Quattro torrioni circolari, con cortine cinte da rivellini e con corte centrale, delimitano il castello. La facciata del maniero richiama gli schemi architettonici ottocenteschi ma all’interno sono presenti testimonianze di arte gotica e elementi architettonici di stile rinascimentale. Alla fine del 1500 il Principe Carlo Gesualdo opera un completo rinnovamento della struttura, anche grazie alla sua personalità artistica: fece infatti realizzare il cortile e loggia della torre meridionale, nuovi appartamenti e cucine attrezzate a ospitare una corte rinascimentale. Venne inoltre realizzata la Sala del teatro e, nel contempo, le stanze e le gallerie furono decorate con pitture manieriste e fiamminghe. Il complesso fu anche abbellito con giardini e fontane. Dopo ulteriori vari rimaneggiamenti e ormai in rovina, nel 1855 il castello diventa proprietà della famiglia Caccese che realizzò nuovi ambienti, restaurò la facciata e creò il collegamento tra il castello e piazza Neviera.
Carlo Gesualdo, il principe dei musici Carlo Gesualdo, noto come Gesualdo da Venosa (Venosa, 8 marzo 1566 – Gesualdo, 8 settembre 1613), è stato un compositore italiano, appartenente alla nobile famiglia napoletana dei Gesualdo. Lo zio, da parte di madre, era il famoso cardinale e arcivescovo Carlo Borromeo, noto come San Carlo. Gesualdo fu principe di Venosa, conte di Conza e signore di Gesualdo.
Il suo nome è legato alla musica e in particolare alla musica polifonica: fu infatti compositore di madrigali e di musica sacra ed è considerato uno dei principali innovatori del linguaggio musicale.
Secondo alcuni, Carlo Gesualdo è da considerarsi il più importante madrigalista del suo tempo. Gesualdo, dal XX secolo, ispirò, oltre ad alcuni compositori moderni, anche la realizzazione di fiction e drammi musicali. Il principe è famoso anche per essersi macchiato del delitto della prima moglie (che era anche sua cugina), Maria d’Avalos, con l’amante di lei, Fabrizio Carafa, duca d’Andria e conte di Ruvo; l’omicidio avvenne a Napoli, a Palazzo San Severo (Palazzo di Sangro), in vico San Domenico Maggiore.
Carlo Gesualdo, nonostante la legge giustificasse l’atroce delitto compiuto, si rifugiò nella fortezza di Gesualdo (il Castello di Gesualdo) ma dopo tre anni e quattro mesi si sposò a Ferrara con Eleonora d’Este. Successivamente tornò a Napoli e poi definitivamente a Gesualdo in cui fece costruire tre chiese e due conventi: uno per i Domenicani e uno per i Cappuccini. Nel castello fece realizzare, tra l’altro, un teatro per la rappresentazione delle sue opere ed una stamperia per la pubblicazione dei testi musicali. In questo modo il castello di Gesualdo divenne uno tra i più importanti centri musicali del tempo, frequentato da appassionati e letterati, tra cui anche Torquato Tasso.
La sera di Pasqua è andato in scena un evento straordinario: i suoni dell’antico Canto Beneventano hanno risuonato nella chiesa di Apice. La “Schola Cantorum Orbisophia”, ha proposto degli assaggi sonori delle antiche preghiere del VII/VIII secolo del Canto Beneventano, in occasione del concerto di Pasqua e della presentazione del libro “Canti beneventani: itinerari di ricerca” di Michele Intorcia . Dire che Orbisophia fa risuonare il Canto Beneventano è un po riduttivo, perché questo è l’unico coro al mondo che mantiene in vita la tradizione Beneventana. Il tutto grazie alla costanza e alla caparbietà della fondatrice e direttrice Tetyana Sh
Voce solista Ninfa De Masi e Tetyana Voce narrante: Stefano Leone Consulenza scientifica – prof. Matthew Peattie
«Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso, e la saggezza per conoscere la differenza.» preghiera della serenità- Reinhold Niebuhr
💔 La fotografia che sta facendo il giro del mondo. Uno degli ultimi due esemplari di rinoceronte bianco rimasti sul pianeta, sorvegliato 24 ore su 24 da un militare affinché i bracconieri non lo uccidano. Con questa foto, scattata presso una riserva naturale nel #Kenya centrale, #MatjazKrivic si è aggiudicato il premio di “miglior fotografo di viaggio del 2022”.