Io e il Corriere Dell’Irpinia

Da Sabato 6 Settembre prende inizio una mia rubrica su uno dei giornali più prestigiosi della Campania: il Corriere dell’Irpinia, un giornale che quest’anno festeggia il centenario dalla sua fondazione. E la chicca è che si tratta di un giornale cartaceo, un settimanale da collezione, sul quale parlerò dell’Irpinia e dei personaggi che la abitano, passando per i miti, le leggende, e le bellezze della nostra Terra di Mezzo. Ringrazio di cuore il Direttore della testata, Gianni Festa per l’opportunità che mi ha dato e la caporedattrice del settore cultura, Rosa Bianco, per il costante sostegno, materiale e psicologico. Il mio primo articolo sarà dedicato al poeta dimenticato, Osvaldo Sanini. Sperando che il mio racconto possa portarlo fino al vostro cuore. Il giornale lo trovate in edicola Sabato 6 Settembre.

Rai Cultura

E’ un grandissimo onore, per me e per il mio lungo lavoro di ricerca sul territorio, avere una menzione speciale all’interno della prestigiosa pagina di Rai Cultura Letteratura. Un grazie di cuore a Rosa Bianco, che ha reso possibile tutto ciò, alla redazione tutta di Rai Cultura, alla Graus Edizioni tutta, che mi sopporta e supporta, e a tutti i miei affezionati lettori, che mi fanno sempre report interessanti su ciò che scrivo e sui sentimenti che suscito in loro, e facendo da amplificatore allo spessore spirituale di tutti i miei scritti.
Per chi si fosse perso i primi appuntamenti, vi ricordo che il 6 Settembre sono a Lioni e il 7 Settembre sono a Sturno, sempre con “Racconti Dall’Irpinia”.

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Cosa resta dell’avventura di Ciró Marina

Cosa resta di questa bellissima avventura a Ciró Marina: la bellissima presentazione dì Masina Crugliano, insieme con Francesca Brandi, Pietro Graus , Alice Balistreri e l’assessore di Ciró, di cui non ricordo il nome. Le bellissime amicizie appena nate con Donna Caterina Amodeo e con Francesco Serratore, detto Franco. Il bellissimo mare azzurro chiaro dello Jonio. Il buonissimo vino di quella terra, e dulcis in fundo, anche una caviglia distrutta, gonfia come non l’avevo mai vista, emaciata oltre il possibile. Ma questo passerà, le amicizie resteranno, e già stiamo progettando altri incontri, perché il Sud è questo: relazioni, passioni, amicizia, voglia di stare insieme, sole e bellezza, e , soprattutto, tanta tanta Cultura!

Il mio contributo per Masticadores

Come oramai avete imparato, da gennaio pubblico, una volta al mese, su una rivista internazionale, presente in oltre 34 paesi, che si chiama Masticadores. Questo è il mio racconto breve per questo mese. Lo potrete leggere cliccando sul link.

A Montefusco: Racconti Dall’Irpinia

Seconda tappa del tour “Racconti dall’Irpinia” a Montefusco. Una serata bellissima, molto partecipata, trascorsa parlando del mio libro che è stato utilizzato come spunto per trattare delle tante tematiche che riguardano le nostre terre.

Un grazie va al sindaco, Salvatore Santangelo, che è rimasto con noi per tutta la serata, affascinato dai temi trattati, al consigliere comunale Arturo Bonito, che ha chiuso la serata con un bellissimo intervento, a Emilia Dente e a Massimo Zaccaria che hanno saputo analizzare la profondità del mio libro, mettendo l’accento su questioni che hanno richiesto un forte intervento spirituale.

Infine, dulcis in fundo, un ringraziamento alla giornalista e critica letteraria Rosa Bianco, che mi sostiene nelle attività di divulgazione dei miei scritti. Un ringraziamento anche al Popolo del Carcere e al Forum giovani di Montefusco per la partecipazione.

L’aria di Agosto

L’aria malinconica di agosto ci era entrata dentro, come faceva il vento quando attraversava le fessure delle case abbandonate. Il vento spalancava le porte, portando con sé la polvere, ma anche le voci, quelle fioche e antiche di chi abitava quei borghi. Sembrava che parlassero parole antiche, come superstiti di un tempo in cui le pietre erano talismani e di un tempo in cui tutte le figure custodivano in sé un dio minore. Noi le ascoltavamo senza capire, ma sentendo dentro che non erano destinate al silenzio. In quelle giornate scomparivano i confini e l’orizzonte, ma tutto diventava una soglia, e chiunque avesse avuto il coraggio di oltrepassarla avrebbe trovato l’altra metà del mondo, dove gli spauracchi non spaventavano più ma proteggevano, e dove il dolore si travestiva da leggenda per non farti a pezzi.

Sì ricomincia. Punto e a capo, ma è ancora 2025!

Archiviate le lunghe giornate orientali, si ritorna, con il sorriso e tanta buona volontà, nell’Irpinia d’Oriente e si inizia il nuovo anno lavorativo, da Settembre avrò una rubrica quindicinale sul Corriere dell’Irpinia e poi si ricomincia a macinare km per portare in giro le mie storie, scritte e stampate su carta Graus Edizioni. Martedì 26 sarò a Montefusco per la presentazione di Racconti dall’Irpinia. Il 28 e il 29 sarò a Cirò Marina con Masina Crugliano, per la presentazione del suo libro, della quale ho curato la postfazione. Il 6 settembre sarò a Lioni e il 7 a Sturno, sempre con Racconti dall’Irpinia. Stiamo definendo altre date in altri comuni e saranno comunicate a breve, così come sarà comunicata la data della presentazione de L’inaffondabile, con il mitico Attilio D’Arielli, alla Camera dei Deputati a Roma. Il 27, sempre io ed Attilio, saremo a ritirare a Spoleto, il premio dello Spoleto Art Festival. E ad Ottobre si vola ancora in Germania per una nuova tournée in compagnia di Maurizio Del Greco e Antonio Pacifico e tanti altri personaggi.
E per gli inizi di Ottobre ci sarà una grossa novità, della quale non posso svelare oltre.
Seguite la pagina per ulteriori aggiornamenti o per essere ragguagliati su eventuali modifiche di date o orari.

Istanbul

Viaggio molto, ma lo faccio per lavoro e per portare in giro i miei racconti e le mie storie, ma da tanto tempo non mi concedevo un viaggio di puro turismo. Dopo anni sono tornato in un luogo che amo molto e, sia pure tra mille telefonate di lavoro, me lo sono goduto, camminando, praticamente, ovunque. Ogni viaggio che si rispetti ha la sua immagine simbolo. Questa è la mia.

Terra, tempo e parole, a Montefusco l’Irpinia di Giuseppe Tecce tra memoria e futuro

Anime

A un certo punto non vidi più i corpi, ma anime che vagavano intorno a me. Fu allora, in quel preciso momento, ai piedi di Agya Sophia, che le porte della percezione si aprirono. Una sorta di portale energetico mi portò in un attimo laddove non ero mai arrivato prima. Ascesi ad una dimensione superiore. Tutti i corpi scomparvero e vidi la verità nuda, così come essa era: migliaia di anime, spogliate dai corpi, vagavano intorno a me. Tutte con gli stessi sentimenti, disperate allo stesso modo, alle prese con ansie, preoccupazioni, percezioni. Non tutte erano allineate sullo stesso livello. C’erano quelle che partivano svantaggiate, dal fondo della fila e quelle che vibravano di energia pura, che stavano avanti, dove potevano dettare il passo da seguire. E fu lì che compresi quanto fosse inutile la differenza tra i vivi e i morti. Le anime non conoscevano il peso della carne né l’inganno del tempo: erano parti di una stessa fiamma, frammenti di un’unica voce che si era insinuata attraverso le ere e le generazioni. Di esse, la maggior parte, parevano portarsi addosso un fardello pesante, mentre poche sembravano correre leggere. Allora mi resi conto che non era il mio giudizio a determinarne la posizione, ma il coraggio con cui avevano vissuto le vite precedenti. Ed io, sospeso in quella rivelazione, capii che non ero diverso da loro: ero uno di quei viandanti, forse a metà del cammino, ma con lo sguardo finalmente rivolto verso l’alto, perché la verità non la si possiede, ma la si attraversa.