I Talk. Come suk arabi. Pataccari.

Kpetnh: significa cretino in russo.
Giletti è andato a Mosca a fare la figura del cretino.
È stato un confronto fra la gigante e il bambino.
Maria Sacharova, portavoce di Lavrov, ha sbeffeggiato Giletti.
E il gilettismo, che corrisponde, più o meno, al gruberismo, al Florismo, al travaglismo, al palombellismo, che sono fra il cretinismo e il cinismo mediatico.
Più o meno cretini, più o meno cinici.

La Sacharova ha detto che i paesi europei non hanno alcuna autorità morale per confrontarsi con la Russia, che l’Europa non esiste politicamente, che siamo tutti succubi degli americani, che il loro nemico è la “collettività occidentale”, che la guerra in Ucraina l’hanno iniziata gli ucraini 8 anni fa, che i russi sono portatori di aiuti e solidarietà, in Ucraina, in Siria, in Libia, nel Mali.
Che gli occidentali hanno attaccato la Russia, che non rispettano gli accordi, ect ect
La propaganda peggiore e più falsa e più perfida e più cinica.
Che i Talk italiani, caso unico in Occidente, portano in scena ogni giorno.
Giletti? Giletti le dava ragione su tutto. Su tutto.

Lei lo frustava e lui acconsentiva.
Sei un bambino! Ragioni come un bambino!
Non capisci! Non capisci!
E lui le dava ragione. Su tutto.
Non capiva, non capiva.

Però adesso smettetela dai… diceva Giletti.
Le do ragione sul passato, ma adesso accontentatevi del Donbass, dai.
La distruzione delle città, le morti, dai, si noi siamo colpevoli, molto colpevoli, moltissimo, ma dai, la guerra no, dai.

Lei le rideva in faccia, sei un bambino, non capisci. Cazzotti in faccia e ovunque.
Colpi di scudiscio. Ovunque.
Perché? La Sacharova nemmeno riconosceva la dignità, a Giletti, di un collaboratore di propaganda.
Le è sembrato proprio cretino.
E ha infierito.

Poi Giletti si collega con lo studio e Sallusti gli dice che deve vergognarsi, che la trasmissione gli faceva schifo, che era una totale sottomissione alla peggiore propaganda russa.
Mentre Giletti lo ascoltava in mezzo al conduttore del principale Talk di propaganda russa e ad un ucraino che sosterrà poi che è scappato dall’Ucraina perché non gli consentivano di combattere la corruzione.
È come dire che è andato a Corleone perché ad Isernia non gli consentivano di combattere la mafia.
Sallusti se ne va, dicendo che rinuncia al compenso concordato.
Giletti forse coglie la figura di m….e si sente male. Poi si sente di nuovo bene. Soccorso dal principale propagandista russo.
Che però continua a ridergli in faccia.

L’apoteosi.
La Russia fa una gran fatica in Ucraina ma ha affondato i Talk italiani. Inconsapevolmente.
Li ha svelati per quelli che sono.
Fabbriche di soldi per giornalisti affamati di soldi. Che con cinismo efferato spacciano per informazione un mercato delle vacche, suk arabi, bancarelle di patacche, di simboli falsi, di etichette rubate.
Giornalisti che si invitano fra loro, che promuovono un falso dibattito, su posizioni già prese, con compensi da prendere, per un teatrino già definito, con parti già assegnate.
Una suburra. Maleodorante. Putrescente.

(di Sergio Pizzolante)

Non ci crederete, ma è tutto vero. Legge il mio libro…

Non ci crederete, ma sta cercando il topo proprio all’interno del mio libro.

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https://www.mondadoristore.it/Storia-presidente-che-si-Giuseppe-Tecce/eai978883281401/?utm_source=googleshopping&utm_medium=listing&utm_campaign=cpc&gclid=Cj0KCQjwqPGUBhDwARIsANNwjV5s10QOpRmuRbXgPmgQwBTbKi2IuBLqH3yMX6187y_j2hF0XbHSYdAaAjrkEALw_wcB&gclsrc=aw.ds

I “vini sopravvissuti”


Dopo l’attacco missilistico russo il grande complesso logistico dell’ azienda GoodWine vicino a Kiev è stato completamente distrutto. Il valore della merce era di 15 milioni di euro. Tuttavia, alcuni dei prodotti sono risultati particolarmente resistenti. Si tratta dell’ 1-2% dal totale e tra i “vini con una storia” ci sono anche quelli italiani:
🇮🇹 Palazzo della Torre
🇮🇹 Stropa di Monte Dall’Ora
🇫🇷 Luberon La Ciboise Blanc
🇪🇦 Cerro Anon Gran Reserva
Incredibile, ma è sopravvissuta anche la famosa porcellana britannica Wedgwood.
GoodWine ha messo in vendita i prodotti con questa storia, Con uno sconto, nonostante che avessero valore per un’ asta.
“Quello che c’è sulla porcellana non è sporco. Queste sono ustioni. Queste sono ferite. Queste sono cicatrici. Non puoi lavarti o fingere che non esistano. Siamo tutti un po’ come quel Wedgwood – la guerra ci ha cambiati, ma non ci ha reso meno preziosi “, – ha scritto Natalia Yemchenko, direttrice delle comunicazioni di SCM, sulla sua pagina Facebook, ricevendo in regalo delle porcellane devastate dalla guerra.
(di Yana Vitsinska)

https://biz.nv.ua/ukr/markets/goodwine-prodaye-vino-i-posud-zi-spalenogo-skladu-pid-chas-viyni-jih-kupuyut-novini-ukrajini-50247491.html

Ancora il “Tutto Esaurito”

Per l’ennesima volta “Storia di un Presidente che si credeva un topo” è esaurito su Amazon.
Sicuramente da domani i magazzini saranno riforniti, ma il fatto che sia andando così tante volte esaurito significa che sta incontrando i gusti dei lettori e di questo ve ne sono grato.

Storia di un Presidente che si credeva un topo

Storia di un presidente che si credeva un topo https://amzn.eu/d/2x0XWzu

Ciclisti sull’Appia Antica

Cos’è la fatica quando si attraversa una terra così bella? Nulla, la fatica diventa un nulla.
Belen ed Eugenio li ho incontrati questa mattina, per caso, come per caso succedono tante cose. Io scendevo per l’Otica, loro salivano. I nostri sguardi si sono incrociati per un attimo e ci siamo subito capiti. Ho fatto inversione e ci siamo fermati al bivio leggermente più su, quello che ho descritto in “L’agente della Terra di Mezzo”, il diario del mio viaggio sull’Appia Antica (L’agente della terra di mezzo. Diario di viaggio https://amzn.eu/d/hqJ1GBl). E scopro che Belen ed Eugenio (pronunciato alla maniera spagnola), spagnoli lo sono per davvero e sono partiti dalla città di San Sebastian. Da lì sono andati in bici fino a Barcellona, dove si sono imbarcati per Civitavecchia. Da lì sono arrivati a Roma e da Roma hanno intercettato l’Appia Antica. Si perché il loro obiettivo era quello di percorrere tutta l’Appia. Gli ho chiesto dove dormissero e in una lingua mista tra spagnolo ed italiano mi hanno detto che stanno dormendo in B&B o sotto “Las estrellas” .
Insomma, che dire, a me mi hanno emozionato. Due persone comuni che compiono un’impresa fuori dal comune.
Bravissimi e un grande in bocca al lupo. Che sia un viaggio meraviglioso.

L’agente della terra di mezzo. Diario di viaggio https://amzn.eu/d/hqJ1GBl

Centesimo giorno di guerra

L’Unione Europea ha incluso il fondatore di Yandex, Arkady Volozh, così come il capo del consiglio di amministrazione del National Media Group, Alina Kabaeva, nelle sue liste di sanzioni. Informazioni in merito sono apparse sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Secondo i media, Kabaeva è l’amante e la madre dei figli del presidente russo Vladimir Putin.

Nella “lista nera” aggiornata dell’UE ci sono anche la moglie del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov Tatyana Navka, i loro figli Nikolai e Lisa, il figlio del “cuoco di Putin” Yevgeny Prigozhin Pavel, il capo del Roskomnadzor Andrey Lipov e l’uomo d’affari russo Eduard Khudainatov , che, secondo i documenti, è il proprietario ufficiale dello yacht “Scheherazade” di Putin e dello yacht del miliardario russo Suleiman Kerimov “Amadea”.

https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/a6f8eb36-e337-11ec-a534-01aa75ed71a1/language-en/format-PDF/source-258813294

Il Sud che ci piace

Non è facile, soprattutto a Sud, realizzare quello che ha realizzato questo ragazzo.
Michele è un tipico ragazzo del Sud, non molto alto, ma con gli occhi vispi di chi sa il fatto suo. E, vi garantisco, che il fatto suo lo sa fin troppo bene. Senza grilli per la testa, se non lo smartphone di ultima generazione, e coinvolgendo nella sua idea imprenditoriale la sua stessa famiglia, si è trovato a realizzare quello che, troppo spesso, viene professato da molti e che troppo poco viene messo in pratica: un’azienda agricola enorme, che si estende su diverse decine di ettari alle porte di Benevento. La base di tutta l’attività si trova in Contrada Montebello, che rientra nel territorio di San Nicola Manfredi, ma che si trova, per chi è della zona, alle spalle della Vecchia Torre. Michele, forse non lo sa, ma la sua azienda insiste su una porzione di territorio che è stata attraversata dalla storia. Poco più in basso, e probabilmente, all’interno delle sue stesse terre passava la via Appia Antica, ossia la prima via in senso moderno, che l’uomo abbia mai costruito e che collegava Roma a Brindisi. Era una strada importante, perché attraverso quella via, la città di Roma si riforniva di tutto il necessario per la propria sopravvivenza e per progettare la propria espansione. Diversi ritrovamento di tratti di via, ci indicano con precisione il tracciato della strada che passava proprio di là,prima di dirigersi verso il cubante e poi in territorio irpino attraverso il Ponte Appiano, oggi Ponte Rotto.
Oggi, in quelle stesse terre c’è questa bellissima realtà, realizzata con fatica e con amore per il territorio. Ci sono serre enormi, dove si resta incantati per l’intreccio simmetrico dei fili tirati per fungere da spalliera alle piante di pomodori. Dappertutto ci sono arnie dove vivono api impollinatrici o bombi che hanno la stessa funzione. L’azienda è talmente grande che ci siamo spostati da una parte all’altra con un quad, che ha scavalcato colline e attraversato invasi per trasportarci dall’altra parte.
Oggi l’azienda è talmente forte che i propri prodotti non solo arrivano sui banchi dei mercati generali, ma, addirittura, vengono esportati all’estero, soprattutto in Polonia e repubbliche Baltiche.
Insomma un luogo dove potrete non solo acquistare prodotti genuini, e, nel nostro caso, a km 0, ma anche da visitare per la bellezza del paesaggio.
L’azienda si è modernizzata e oggi si possono vedere giornalmente i prodotti disponibili, attraverso whatsapp. Basta accedere su WhatsApp al numero: 380 361 48 01. Da qui potrete vedere i prodotti disponibili e fare gli ordini di quello che, poi, passerete a prendere.
Sosteniamo queste realtà, acquistando direttamente in loco.
E se qualcuno volesse…. Mi facesse un fischio che andiamo a mangiarci le ciliege direttamente dall’albero.

Viva la Repubblica

La Repubblica non si tocca.
È la nostra ancora di salvezza.
È la retta via.
E se si perde la retta via…. Si finisce sempre male!