Archiviata la bellissima “cena con l’autore” di ieri sera ad Apice Vecchia, presso Elìa Ù Mazzamauriello , dove abbiamo parlato di Ljuba e letto brani in un’atmosfera surreale, in vicolo antico quanto il mondo, oggi già siamo proiettati a domani, quando la nostra bella carovana sarà ospite dello spazio UAM a “Città Spettacolo” a Benevento, all’interno della Rocca Dei Rettori, alle ore 19, grazie all’invito e alla magistrale organizzazione dell’amico e Direttore del UAM Maurizio Caso Panza. Grazie a chi mi da una mano, con la propria passione e professionalità, a portare Ljuba in giro per questo angolo di mondo! Grazie a chi c’era e a chi ci sarà. Ci vediamo domani!
Era una delle Abbazie più importanti del Medioevo, gestita da donne, che forse in quell’epoca era una cosa alquanto insolita (forse lo sarebbe anche oggi), luogo di spiritualità, esoterismo e Templari. È l’Abbazia del Goleto, nel cuore dell’alta Irpinia. Visitatela!
Se davvero Prighozin è morto (molte sono le cose che non quadrano, primo fra tutte che numero uno e numero due volavano sullo stesso aereo, con transponder acceso e con nome sulla lista dei passeggieri sul suo jet privato), credo che il mandante non abiti al Cremlino.
Prigozhin ha sempre lavorato x Putin e il residente al Cremlino non avrebbe mai ordinato di ucciderlo adesso a guerra in corso.
Ora Putin è debole, sente il fiato sul collo di coloro che probabilmente tramano un vero colpo di stato (non lo show di Prigozhin). Potrebbe essere una frangia dell’esercito scontenta di come vanno le operazioni militari che intravede la possibilità di prendere il potere.
Altra possibilità è che era necessario far sparire dai radar per un po’ di tempo sia Prigozhin che Utkin è quindi inscenare questo attentato. La storia russa è costellata di false flag, attentati farlocchi ed altre amenità simili. Come scrissi nel mio libro, per comprendere la Russia bisogna spogliarsi degli strumenti occidentali e pensare come un russo. Quando si tratta di Russia, la realtà non è mai come vorrebbero farci apparire. (Angelo Voerzio)
Tra ieri sera e questa mattina, Celestina, è stata oggetto di un attacco continuo di complimenti. Non so se possa dipendere da una particolare inclinazione dell’asse terrestre o dal sole particolarmente forte, ma addirittura, questa mattina, una ragazza si è voluta fotografare con Celestina. A quel punto l’ho fotografata anche io, ma in una posa più romantica!
In questo video, si vede un aereo, colpito dalla contraerea russa che cade in verticale, con peso morto. Pare che nell’aereo, un jet privato, ci fosse il famoso Prigozhin, il carnefice. Quello che è, o era, anche peggio di Putler, che andava a destabilizzare mezzo mondo per metterlo contro l’occidente. Se Prigozhin fosse stato davvero in quell’aereo, significherebbe che Putler prenderebbe di nuovo il comando della Wagner, che potrebbe tornare a commettere crimini in Ucraina. Una guerra senza fine, nella quale l’Occidente, che è il vero nemico della Russia, pare voltarsi dall’altra parte, facendo finta di non capire che, una volta annientato l’Ucraina, i prossimi saremmo noi europei. Ps: il video è caratterizzato più dalla elevata quantità di parolacce, che dalle immagini in sé!
A 40 anni Franz Kafka (1883-1924), che non si è mai sposato e non aveva figli, passeggiava per il parco di Berlino quando incontrò una bambina che piangeva perché aveva perso la sua bambola preferita. Lei e Kafka cercarono la bambola senza successo. Kafka le disse di incontrarlo lì il giorno dopo e loro sarebbero tornati a cercarla. Il giorno dopo, quando non avevano ancora trovato la bambola, Kafka diede alla bambina una lettera “scritta” dalla bambola che diceva: “per favore non piangere. Ho fatto un viaggio per vedere il mondo. Ti scriverò delle mie avventure.”
Così iniziò una storia che proseguì fino alla fine della vita di Kafka. Durante i loro incontri Kafka leggeva le lettere della bambola accuratamente scritte con avventure e conversazioni che la bambina trovava adorabili. Infine, Kafka le riportò la bambola (ne comprò una) che era tornata a Berlino. “Non assomiglia affatto alla mia bambola”, disse la bambina. Kafka le consegnò un’altra lettera in cui la bambola scriveva: “i miei viaggi, mi hanno cambiato”. La bambina abbracciò la nuova bambola e la portò tutta felice a casa.
Un anno dopo Kafka morì.
Molti anni dopo, la bambina oramai adulta trovò una letterina dentro la bambola. Nella minuscola lettera firmata da Kafka c‘era scritto: “tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto, ma alla fine l’amore tornerà in un altro modo.”
1. Stai attento quando è il caso e poi distraiti profondamente.
2. Non dispiacerti delle paure che hai avuto, pensa che avevano una loro necessità.
3. Sei ancora qui e questo è un miracolo. C’è sempre qualcuno, qualcosa che ti può rovinare la festa, ma tu gioca d’anticipo, immagina che la festa è adesso e adesso va tutto bene, almeno per qualche attimo sei al sicuro.
4. Saluta ogni tanto chi non c’è più. Fantastica che sei morto pure tu molti anni fa, forse sei risorto, forse tutti quelli che vedi sono risorti.
5. I nemici a un certo punto si stancano. L’unico nemico che non si stanca mai è dentro di noi.
6. Fidati degli sconosciuti, parla coi morti, ricordati l’odore di tua nonna, la sua naturale nobiltà. Ricordati che ogni vita ha poco da salvare ed è quel poco che non ti può togliere nessuno.
7. Sali le scale come se stessi salendo al cielo.
8. Spingi forte il carro delle macerie che ti porti dietro e non lamentarti. Immaginati come una grande casa, puoi accogliere tutta la luce del giorno e tutta la notte, ti può essere caro ogni tanto tutto quello che accade.
9. Scrivi lettere d’amore e ama come si amano i grandi amanti nei romanzi più belli. Immagina che ora sei pronto a farlo, ora hai le forze per fare cose coraggiose, immagina che il tempo passato sia servito a darti coraggio, a predisporti ai miracoli.
10. Ad ogni piccolo errore che fai rispondi con un gesto d’affetto per te stesso e per gli altri. Considera che se non hai fatto finora errori gravi, difficilmente ne farai in futuro. Tutti a un certo punto veniamo raggiunti da un fondo di saggezza, la saggezza del tempo che si fa scarso. Baciati gli occhi come un giorno ha fatto tua madre, bacia il cane, il gatto, bacia anche un muro nei momenti più vasti. (Franco Arminio)
Classica serata studio. Per scrivere, prima ancora che bravi lettori, bisogna essere degli ottimi osservatori, andando a cercare quei dettagli che quasi sempre sfuggono ai più. Come si fa? Io lo faccio con dei momenti studio, come questo del video, quando studio inquadrature, gesti, movenze, abiti, scarpe, accessori e tutto ciò che può far risalire o pensare al carattere di una persona. La vita è la più grande palestra di idee, anche di quelle più strane ed inimmaginabili!