La mia bellissima Vyšyvanka!

Cos’è la Vyšyvanka (si legge Vjshivanka)?
Bhe, non è solo una camicia, e non è solo il simbolo dell’identità Ucraina.
È un talismano, il simbolo della fortuna e del coraggio, ecco cos’è la Vyšyvanka. Ed ecco perché in Ucraina si celebra ogni anno a maggio la giornata della Vyšyvanka.
Ecco, da oggi me l’hanno regalata, e ha fatto un viaggio strepitoso…. È partita dall’Ucraina, è arrivata a Parigi e poi è arrivata da me.
Non vi sembra strepitosa?
Slava Ucraini!

Gli schiaffoni a Putin

Putin dice che le sanzioni non funzionano , dice che stanno facendo bene alla Russia e i pappagalli utili idioti italiani ripetono che non funzionano, che fanno più danno a noi, ect ect, bla bla bla.
Poi Draghi chiede al macellaio assassino( lo chiamo così perché questo è!) di avere un corridoio per il grano, perché il macellaio assassino criminale può far morire migliaia di bambini per fame e lui chiede in cambio la fine delle sanzioni.

Ma non stavano facendo bene alla Russia e male a noi?
Utili idioti italiani? Allora?

Queste sotto sono poi le aziende, di tutto il mondo, che sono scappate dalla Russia.
Sanzioni naturali.
Non dettate dagli Stati.
Aziende che sono scappate di propria volontà.
E ci hanno guadagnato.
Uno studio dell’Università di Yale dimostra che chi ha abbandonato il criminale assassino ha guadagnato in valori finanziari e in reputazione, chi è rimasto no!
Perde, è in crisi.
Schiaffoni.
È una analisi pubblicata da Il Foglio.
Che sta lontano da Mosca.
Spero tanto che Il Fatto Quotidiano, Floris, la
Berlinguer, la Gruber, ect ect, bla bla, possano aprire, presto, un ufficio a Mosca.

(Sergio Pizzolante)

Stefania e Slava Ucraini

Giusto per sottolineare che Putin ha sbagliato tutto: ha attaccato uno stato qualsiasi e lo ha reso una Nazione, fiera della propria cultura ed indipendenza. Voleva sottomettere un popolo e ne ha fatto degli eroi indomiti e senza paure. Difficile che uno statista autoproclamatosi zar possa commettere così tanti errori consecutivi:eppure li ha commessi tutti.
La storia, ormai, non si cambia più.
Slava Ucraini!

Le torte della Gioconda

La notizia potrebbe passare in sordina, se non fosse che si tratta della Gioconda di Leonardo da Vinci. Oggi un pazzo ha tirato una torta contro la Gioconda…… Avete capito bene: la Gioconda di Leonardo da Vinci! Fortunatamente non è successo nulla di grave o di irreparabile.

Il giorno dell’ascensione in Irpinia

Oggi è il giorno dell’ascensione e in Irpinia si mangiano i tagliolini con il latte e poi ci sono due varianti : una con la cannella e una, addirittura, con il prezzemolo.

Grazie a Grazia

Grazia legge in maniera emozionante una pagina del mio ultimo romanzo: Storia di un Presidente che si credeva un topo

Il giorno in cui ho conosciuto Jorit

Il giorno in cui ho conosciuto Jorit, era un giorno di Maggio e ci siamo incontrarti a Napoli, al Centro Direzionale. Lui stava dipingendo i volti di cinque campioni dello sport, su una delle torri del Centro. Jorit è riconosciuto come uno dei principali Street Artist al mondo e alla sua grandissima capacità pittorica, affianca sempre il lancio di veri e propri segnali sociali. Che bel giorno ho vissuto quel giorno.

Giovedì 26 maggio: ancora presentazione del mio libro

Ed è andata, la bellissima presentazione del mio romanzo “Storia di un Presidente che si credeva un topo” presso la Libreria Masone Alisei . Un grazie a quanti mi hanno sostenuto in questa bellissima esperienza.

Oggi si parla del Topo Andrea

Questo pomeriggio alle 18, saremo alla libreria Masone di Benevento per parlare del mio libro.

Navalny ha ricevuto, oggi, la condanna definitiva

L’immagine di Alexei Navalny è arrivata, nel tribunale, attraverso uno schermo. La luce livida, il volto pallido, le mani intrecciate alle sbarre della prigione dove il più noto tra gli oppositori di Vladimir Putin – tornato in Russia nonostante sapesse il destino cui andava incontro, dopo aver subito un tentativo di avvelenamento con un agente nervino – sta passando i suoi giorni. E dove non passerà i prossimi anni: quelli li trascorrerà – è diventato ufficiale, oggi, con la sentenza di appello – in una colonia penale, la numero 7 della città di Melekhovo, famigerata – secondo il portavoce del dissidente – «per le torture cui vengono sottoposti i prigionieri».

Prima di ascoltare la sentenza, Navalny ha fatto due cose.

La prima: ha attaccato Vladimir Putin. Usando espressioni che nessuno, in Russia, può utilizzare in pubblico – non impunemente. «Un matto ha messo i suoi artigli sull’Ucraina e non so cosa ne voglia fare, questo folle ladro», ha detto. «Questa è una guerra stupida che il vostro Putin ha cominciato, è una guerra costruita su menzogne- Cosa volete ottenere? Volete il controllo nel breve periodo, combattere con le future generazioni, combattere per il futuro della Russia? Subirete tutti una sconfitta storica».

La seconda: ha raccontato una storia. Sapendo che a ripeterla sarebbe stata, al mondo, la sua portavoce. La storia è quella di Natalia Repnikova: la giudice che lo scorso anno convertì la sua sentenza, trasformandola in effettiva da «sospesa» che era. Quella giudice, ha detto Navalny, è morta sei mesi dopo la sentenza: «Ufficialmente per Covid».

Poco prima della sua morte, secondo la portavoce di Navalny, Repnikova avrebbe segretamente fatto sapere a Navalny, attraverso dei legali, di essere pentita della sua decisione, e di considerarlo un uomo coraggioso.

«Putin può spezzare un gran numero di vite», ha detto Navalny oggi, prima che il collegamento venisse interrotto. «Ma prima o poi sarà sconfitto».