😍 Stanno per prendere il volo…. e se ne vanno in giro per il mondo! 😍
Me l’hanno mandata or ora…. Però non so da dove!

Scrivo per dare voce a ciò che il tempo vorrebbe portarsi via
😍 Stanno per prendere il volo…. e se ne vanno in giro per il mondo! 😍
Me l’hanno mandata or ora…. Però non so da dove!


Correva il mese di Aprile del 2014 e ancora una volta Battiato entrò con prepotenza nella mia vita. Ero ad Istanbul per un progetto europeo sulle disabilità. Dopo 4 giorni di lavoro ad Izmit sul mar di Marmara, ci trasferimmo ad Istanbul per una due giorni di immersione nella vita cittadina. Dopo una lunga giornata, trascorsa tra Aghia Sophia, la Moschea Blu ed il Suq, mangiammo baklava come se non esistesse un domani, ed arrivò la sera. I miei colleghi decisero di continuare la serata, mangiando in un ristorante sul Bosforo. Ma io avevo ben altri programmi per la mente, più che una semplice cena in compagnia.
Dopo intere giornate passate ad ascoltare e a cantare “Voglio vederti Danzare” di Franco Battiato , il verso relativo ai Dervishi Rotanti mi rimbombava nel cervello. Potevo non approfittare della mia presenza ad Istanbul per andare a salutarli, a parlarci, ad abbriacciarli? Così, sfanculati i miei colleghi, mi recai spedito dal portiere dell’hotel e gli spiegai, seppur con un inglese claudicante, della mia passione. Ci pensò per un attimo, poi, con voce ferma, mi comunicò: sei fortunato, oggi è giovedì ed è il giorno in cui si riunisce una confraternita Sufi dove ci sono i Dervishi. Chiamò immediatamente la confraternita al telefono, si accertò che gli stranieri fossero ammessi, e mi prenotò un taxy, che arrivò di lì a 10 minuti, dandogli indicazioni precise sul dove portarmi. Il tassista parlava solo in turco ed era complicatissimo approcciarsi a lui. Presto lasciò le strade principali cominciando a spingersi nei vicoletti della città antica, pavimentati a basoli e illuminati da lampioni a luce gialla. Era la città più antica, quella romana. Arrivò fin dove poteva, poi si fermò. La macchina non poteva procedere oltre, i vicoli erano eccessivamente stretti. Mi fece scendere, pagai e mi indicò con la mano di andare, dapprima, dritto e poi di svoltare a destra. Erano le 20.30 di un giovedì di aprile. Era già notte fonda, nei vicoli non c’era anima viva e tutte le case erano chiuse. Mi incamminai, così da solo, nella direzione che mi aveva indicato, sperando di aver capito bene. Fortunatamente dopo 5 minuti di cammino tirai un sospiro di sollievo, quando in fondo ad una strada, vidi un’insegna accesa con una parola che assomigliava vagamente a quella di confraternita. Bussai alla porta e mi aprí una donna, gentilissima. Mi prese con cura il giubbotto e lo appese all’appendiabiti, mi fece togliere le scarpe e le ripose in una enorme scarpiera a muro piena fino all’inverosimile di altre scarpe. Poi, scalzo mi fece entrare in una grande sala con una grande rotonda di legno al centro e due spazi laterali, uno a destra ed uno a sinistra, allestiti con delle sedie. Seduti sulle sedie di sinistra vi erano solo uomini, e in quelle opposte, a destra, vi erano solo donne. La signora che mi aveva accompagnato mi disse in inglese che era proibito fare fotografie e si congedò. In 10 minuti fecero ingresso sulla rotonda circa 10 uomini, vestiti con mantelli scuri, che ben presto tolsero mostrando gli abiti tipici dei Dervishi, bianchi, con la parte bassa formata da una gonna scampanata che avrebbe dato vita a quella tipica figura dei Dervishi rotanti, quando avrebbero iniziato a girare. Un uomo più anziano li toccò sulla fronte, uno per uno, dando inizio alla parte mistica. Recitando delle preghiere i 10 uomini si diedero a volteggiare al centro della rotonda, prendendo presto la tipica posizione dei dervishi rotanti in preghiera. Si perché in sostanza, quello è il loro modo di pregare. Sono asceti della religione musulmana, accaniti sostenitori della pace e per questo, spesso, non ben visti dai musulmani radicali. Nel mentre che si svolgeva lo spettacolo, ci portano delle vivande: prima dei contenitori con una sorta di pasta, che sembrava cotta al forno, e poi una bevanda a base di kefir, veramente buona. Finiti tutti i volteggiamenti, dopo circa 45 minuti, prese la parola un uomo anziano, ben vestito, che, seduto al centro della rotonda, che cominciò una predica. Non so cosa dicesse in turco, ma una cosa la so per certa e cioè che tutti i presenti all’unisono iniziarono a piangere, in un pianto a dirotto, che non trovava consolazione. Finita la predica, tutti i presenti si misero in fila davanti a quest’uomo ed iniziò un baciamano intenso, anzi qualcuno gli si buttò ai piedi, baciandoglieli. Per non mancare di rispetto a questa persona, mi misi anche io in coda e gli baciai la mano. Finito tutto quello che c’era da fare, verso mezzanotte uscimmo all’esterno del centro culturale. Solo, spaesato, senza sapere la lingua e senza sapere dove mi trovavo, feci una decina di passi verso la fine del vicolo, quando dalla strada di dietro sbucò una macchina, grande, una di quelle a 7 posti, e dentro si sbracciavano 4 persone, che poi riconobbi essere presenti nella sala. Di fatto si offrirono di accompagnarmi in hotel e con un’ospitalitá come poche mi offrirono da bere, e poi gomme da masticare e quant’altro fino a quando non mi lasciarono davanti all’ingresso dell’hotel.
Anche in quella giornata fui grato a Franco Battiato che aveva influenzato l’andamento della mia giornata e della mia esistenza.
Ps: le foto che qui posto sono un dono, perché sono riuscito a scattarle di nascosto in un centro culturale Sufi di Istanbul, dove scattare foto era severamente vietato.




I miei libri nel loro habitat naturale: la libreria.
Ora anche presso la Libreria Masone Alisei
Ieri sera si è svolta la seconda serata della manifestazione Sopra le Righe, fortemente voluta dal Direttore Artistico Antonio Parciasepe e presentata in modo sublime dalla bella Grazia Caruso . Durante la serata, oltre alla presentazione del libro Donne al Futuro, si è svolta la prima edizione del premio Ciccio Romano, che ha visto la partecipazione commossa della famiglia, ed in primis dei figli dell’avvocato, Fiorella Romano ed Antonio Bruno Romano. Vi ricordo che il giorno 18, sempre presso il Teatro San Vittorino, ci sarà Maurizio De Giovanni, ed il 26, presso la Libreria Masone Alisei ci sarà la serata dedicata al mio libro “Storia di un Presidente che si credeva un topo”.















Ed ecco la fedele compagna di tante mie avventure, la mia bellissima Atala Mountain Bike E. Ne abbiamo fatta di strada insieme. E da tutta quella strada ne è nato un libro, bellissimo, di pensieri pedalati in una terra magica ed affascinante, l’alta Irpinia, in un gioco di luci, sudore e pensieri al tritacarne!

Non lo hai ancora letto? Il libro si chiama “L’agente della Terra di Mezzo” e lo trovi ovunque: in tutte le librerie ed in tutti gli store on line. Su Amazon ne trovi anche la versione ebook, che rispetta la natura.

La rivincita di un popolo passa anche e soprattutto attraverso l’arte e la musica. E attraverso la musica, l’Ucraina, ha vinto già.
Nell’Eurovision l’Ucraina ha già vinto! Stefania.
Rachmaninov è stato un compositore e pianista russo, uno dei più grandi compositori russi di tutti i tempi. Quello che più di ogni altro ha saputo esprimere in musica l’animo russo o, come sostengo io, la russitá, ossia quell’insieme di melodie che riportano immediatamente alla mente gli sconfinati spazi russi.
Bene, Rachmaninov era un esule. Nato in Russia nel 1873, si rifugia negli Stati Uniti subito dopo la rivoluzione del 1917, dove si naturalizza e continua la sua attività di compositore e concertista, fino alla morte.
La Russia è stata sempre una terra aspra, da amare e da odiare. Ma la sua cultura resta dentro a chi l’ha conosciuta, anche se costretti a viverne lontano.


Che smacco per il regime reazionario della grande madre Russia. Maria Alyokhina, storica componente delle Pussy Riot è riuscita a fuggire dalla Russia. Non è stata un’impresa semplice, ma l’ha fatto. Dapprima è stata ospitata, anzi nascosta nella casa di un’amica di Mosca, e poi da li è riuscita ad evadere, prendendo in giro la famosa polizia russa, camuffandosi da “RIDER”, ossia da fattorino per le consegne a domicilio. Da li, con una serie di peripezie è fuggita in Bielorussia e poi, con l’aiuto di un artista Islandese, è riuscita a raggiungere la Lituania. Insomma un’impresa epica, da narrare in qualche racconto. Che ne dite?

Dinosauri – Charles Bukowski
Nati così
in mezzo a tutto questo
tra facce di gesso che ghignano
e la signora morte che se la ride
mentre gli ascensori si rompono
mentre gli orizzonti politici si dissolvono
mentre il ragazzo della spesa del supermercato ha una laurea
mentre i pesci sporchi di petrolio sputano la loro preda oleosa
e il sole è mascherato
siamo nati così
in mezzo a tutto questo
tra queste guerre attentamente matte
tra la vista di finestre di fabbrica rotte di vuoto
in mezzo a bar dove le persone non non si parlano più
nelle risse che finiscono tra sparatorie e coltellate
siamo nati così
in mezzo a tutto questo
tra ospedali così costosi che conviene lasciarsi morire
tra avvocati talmente esosi che è meglio dichiararsi colpevoli
in un Paese dove le galere sono piene e i manicomi chiusi
in un posto dove le masse trasformano i cretini in eroi di successo
nati in mezzo a tutto questo
ci muoviamo e viviamo in tutto ciò
a causa di tutto questo moriamo
castrati
corrotti
diseredati
per tutto questo
ingannati da questo
usati da questo
pisciati addosso da questo
resi pazzi e malati da questo
resi violenti
resi inumani
da questo
il cuore è annerito
le dita cercano la gola
la pistola
il coltello
la bomba
le dita vanno in cerca di un dio insensibile
le dita cercano la bottiglia
le pillole
qualcosa da sniffare
siamo nati in questo essere letale triste
siamo nati in un governo in debito di 60 anni
che presto non potrà nemmeno pagare gli interessi su quel debito
e le banche bruceranno
il denaro sarà inutile
ammazzarsi per strada in pieno giorno non sarà più un crimine
resteranno solo pistole e folle di sbandati
la terra sarà inutile
il cibo diventerà un rendimento decrescente
l’energia nucleare finirà in mano alle masse
il pianeta sarà scosso da un’esplosione dopo l’altra
uomini robot radioatitvi si inseguiranno l’un l’altro
il ricco e lo scelto staranno a guardare da piattaforme spaziali
l’inferno di Dante sarà fatto per somigliare a un parco giochi per bambini
il sole sarà invisibile e sarà la notte eterna
gli alberi moriranno
e tutta la vegetazione morirà
uomini radioattivi si nutriranno della carne di uomini radioattivi
il mare sarà avvelenato
laghi e fiumi spariranno
la pioggia sarà il nuovo oro
la puzza delle carcasse di uomini e animali si propagherà nel vento oscuro
gli ultimi pochi superstiti saranno oppressi da malattie nuove ed orrende
e le piattaforme spaziali saranno distrutte dalla collisione
il progressivo esaurimento di provviste
l’effetto naturale della decadenza generale
e il più bel silenzio mai ascoltato
nascerà da tutto questo
il sole nascosto
attenderà il capitolo successivo

Davanti al dipinto “Io e i miei studenti” (1902) dell’artista Arthur Zibelist
