Quella che vedete dietro di me è l’antica Dogana di Flumeri, uno dei luoghi simbolo della grande via della transumanza. Qui passavano greggi, pastori, mercanti. Qui si controllavano e si tassavano gli animali che scendevano dall’Appennino verso la Puglia lungo i grandi tratturi.
Per secoli questo posto è stato un nodo importante dell’economia del Regno di Napoli. Le pecore attraversavano queste terre a migliaia, e la lana, il formaggio, il commercio che ne nasceva tenevano in piedi intere comunità. La dogana serviva proprio a questo: registrare il passaggio delle greggi e riscuotere i diritti dovuti alla corona.
Oggi restano le pietre, ancora messe molto bene, il silenzio e il vento che passa tra queste mura. Ma se ti fermi un momento e guardi bene, sembra quasi di sentire ancora il suono dei campanacci e le voci dei pastori che arrivavano da lontano.
L’Irpinia è fatta anche di queste storie, di luoghi che raccontano secoli di vita, di lavoro e di uomini eternamente in cammino, come lo sono anche io.
