Il mio modo di stare al mondo

Dopo tre giornate intense, anche l’esperienza di Sanremo é finita e può essere archiviata.
Come è andata e cosa resta nel cassetto dei ricordi?
Bhe io dico che è andata bene, nonostante le mie posture eternamente sbagliate, nonostante il mio essere scontroso, il tutto accompagnato da un modo semplice di stare al mondo e da parole sempre affilate e pungenti al punto giusto.
Nel cassetto dei ricordi resteranno gli incontri con gli amici e le amiche nei tanti incontri pubblici e meno pubblici, le risate spensierate, il mare di persone riversate per le strade, gli studi televisivi dentro Casa Sanremo, la musica ballabile di Sal Da Vinci, le serate infinite al Casinò, il sapore morbido della farinata, i km fatti a piedi per andare a recuperare la macchina, parcheggiata sempre troppo lontano.
In fondo sono uno scrittore, il mio mondo non è il palcoscenico, ma il silenzio dei libri e dello studio, ma sempre iper connesso con il mondo della musica, che è la colonna sonora costante di tutta la mia vita.
E al momento dei ringraziamenti, ora voglio ringraziare solo la mia caparbietà, che unita alla passione, mi permette di andare avanti e di fare esperienze prima impensabili, andando sempre in direzione ostinata e contraria a chi spesso e gratuitamente mi ha remato contro. Ma un grazie va anche a due persone che mi sono state sempre vicine in tutta questa strada e sono Pietro Graus, il mio illuminato editore, e Maurizio Del Greco, mio Pigmalione e coach emotivo. Questo per dire che l’incontro di poche persone giuste al momento giusto, ti può cambiare la vita.

Pubblicato da Giuseppe Tecce

Scrittore di saggi e romanzi Giornalista per il Corriere dell’Irpinia Direttore di RSA

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