Il Sannio moderno e quello antico, riassunti in una persona

Salire a Montefusco, soprattutto nei giorni di sole, è una sorta di pellegrinaggio, perché Montefusco è come un tempio. Un paesino arroccato sulla punta di un monte nel bel mezzo di una delle valli più belle della Campania, cioè quella del Calore, diventa un punto di osservazione privilegiato tra Irpinia e Sannio. E guardando da qui ti accorgi davvero quanto siano uguali l’Irpinia e il Sannio, o almeno quello che oggi chiamiamo Sannio, ossia la provincia di Benevento, perché in passato questi territori non conoscevano divisioni ed erano davvero tutti Sannio, quello vero, ossia quella confederazione di popoli che era chiamata Sannio. Oggi i Beneventani e gli Avellinesi litigano per questioni futili, come le partite di pallone, chiudendo gli occhi su quanto potremmo realmente contare stando insieme, così come abbiamo sempre fatto lungo il percorso della storia. Qui ha davvero funzionato l’antico principio del “dividi ed impera”, creando rivalità fittizie anche dove non esistono. Per fortuna che io, per metà sannita e per metà irpino, faccio da ponte e da punto di contatto tra le due realtà, riportando tutti con i piedi per terra. Credo che dovrebbero darmi le cittadinanze onorarie da una parte e dall’altra, e visto che ci siamo, anche nel Molise, che pure anticamente era parte importantissima del Sannio.

Pubblicato da Giuseppe Tecce

Scrittore di saggi e romanzi Giornalista per il Corriere dell’Irpinia Direttore di RSA

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