Che strane parole risuonano nei “Racconti dall’Irpinia”

L’alta Irpinia, detta da Franco Arminio l’Irpinia D’Oriente, è quel lembo di terra che si estende verso est, incastonata tra il Sannio, la Puglia e la Basilicata. Dal punto di vista amministrativo è parte della provincia di Avellino, e quindi della Campania, da un punto di vista orogeografico contiene in se quella propaggine dell’Appennino Centro Meridionale che si divide, proprio, tra Sannio, Puglia ed Irpinia, portando un nome diverso a seconda di dove è amministrativamente situato: così da una parte si chiama Fortore, dall’altra Daunia, e dall’altra ancora è Baronia, pur costituendo un continuum montuoso, attraversato da valli verdi, ricche di vegetazione, e di fauna selvatica, tra cui il famoso lupo. In queste terre, che non sono terre di passaggio, come lo erano state un tempo, quando erano arricchite dal passaggio della via Appia Antica, il tempo si è cristallizzato, e ciò risulta anche dall’utilizzo di un vocabolario arcaico, legato a parole, frasi, idiomi della lingua latina originaria. Così lo scorrere dei giorni è indicato con parole dal suono antico, che vengono da più di 2000 anni di storia: Oj, Crai, Piscrai, Piscridd, Piscrudd, Melid e Melud (Oggi, domani, dopodomani, dopo dopodomani, tra 5 gg, tra 6 gg e tra sette gg). In questo contesto si inserisce il mio nuovo libro di racconti, che attingono a piene mani dalla magia di questi luoghi, che hanno le proprie radici ed il proprio incedere, proprio nella terra irpina, tra gente forte, schietta, a volte burbera, ma sempre sincera e amicale. Il mio nuovissimo volumetto dal titolo “Racconti Dall’Irpinia” uscirà a giorni e spero che possiate leggerlo ed apprezzalo, perché dentro c’è davvero l’anima dell’Irpinia.

Pubblicato da Giuseppe Tecce

Scrittore di saggi e romanzi Giornalista per il Corriere dell’Irpinia Direttore di RSA

6 pensieri riguardo “Che strane parole risuonano nei “Racconti dall’Irpinia”

      1. No, sinceramente è un libro che non conoscevo. Devo solo fare un piccolo appunto sul periodo della pandemia: a me ha dato l’opportunità di rallentare i miei ritmi lavorativi che erano davvero pazzi e quindi, di fatto, mi sono rilassato.

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