Ed eccoci qua…. È il suo genetliaco. Oggi, 7 luglio 2023, Ljuba senza scarpe ha aperto gli occhi sul mondo. Non ci resta che augurargli tanta buona fortuna, tanta strada da percorrere ed un successo strepitoso. Dalla settimana prossima lo potrete acquistare in libreria.
Ciao Marcello
Apprendo ora la notizia della scomparsa, oggi, di Marcello Colasurdo, cantore del popolo e grande raccoglitore di saggezza popolare. Mi sembra ieri che avevamo girato il video, che vi allego in basso, a Apice Vecchia, quando rende questa bella lezione sulla musica popolare. Il suo nome resterà per sempre legato al culto della Madonna di Montevergine (mamma Schiavona).
Ciao Marcello
Basta attese… Ljuba è arrivato!
Ljuba è arrivato. Ci vediamo il giorno 13 alle 18 presso la libreria Ubik Liberi Tutti di Benevento. Ci sarà la prima uscita pubblica del mio nuovo libro.
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E’ morta Victoria Amelina, penna da scrittrice contro la guerra in Ucraina
“Una lettura di poesie a Kiev a dispetto di tutto, stanotte”. Era il 24 giugno. In cielo volavano i droni, ma Victoria Amelina era lì con il microfono in mano e i versi sulle labbra in un club della capitale.
Victoria che scriveva libri e vinceva premi, che inseguiva passo dopo passo il dramma di uno scrittore rapito e ucciso dai russi durante l’occupazione, e poi dirigeva festival letterari e dava la caccia ai crimini commessi dagli occupanti nei territori liberati.
Se n’è andata tre giorni dopo esser stata portata all’ospedale Mechnikov di Dnipro – il 27 giugno – per le ferite devastanti subite mentre mangiava una pizza a Kramatorsk insieme a una delegazione di giornalisti e scrittori colombiani.
“Per tutta la notte ho sentito le esplosioni, poi sono andata a dormire senza leggere le notizie – aveva twittato il 24 – la guerra è quando non puoi più seguire tutte le notizie e piangere di tutti i vicini che sono morti al posto tuo a un paio di chilometri di distanza. E tuttavia non voglio smettere di impararne i nomi”. Oggi è il suo, il nome che si piange in Ucraina. Aveva compiuto 37 anni il primo gennaio.
Se n’è andata il primo luglio, ma la notizia è stata diffusa ora con il consenso della famiglia. Victoria era una combattente senza fucili e con il sorriso sulle labbra, ma non per questo meno efficace e letale. Nel 2021 aveva creato un festival letterario nel Donbass, in un paesotto dal nome altisonante di New York che le pareva perfetto per dargli un nome ironico ed evocativo, il “Festival della letteratura di New York”; ma l’anno dopo era iniziata l’invasione e aveva rinunciato a quel nome iperbolico varando quest’altro: “Combattiamoli con la poesia”. Non c’era giorno in cui non lo facesse.
Membro di “PEN International”, nel 2018 aveva rappresentato l’Ucraina all’84esimo World PEN Congress in India tenendo un discorso su Oleg Sentsov, il regista e scrittore ucraino prigioniero politico in Russia, dove è accusato di terrorismo.
La scorsa estate era entrata a far parte della Ong per i diritti umani Truth Hounds. Documentava i crimini di guerra nei territori disoccupati in tutta l’Ucraina, ma si era concentrata in particolare su Kapitolivka, nella regione di Izyum.
Aveva recuperato il diario dello scrittore Volodymyr Vakulenko, un suo amico che scriveva romanzi per bambini. I russi lo avevano rapito e ucciso, Amelina ne stava ricostruendo le orme e il crimine per mantenerli vivi come ora qualcuno farà con lei.
Intanto stava scrivendo il suo primo libro di saggistica in inglese, “War and Justice Diary: Looking at Women Looking at War”, in corso di pubblicazione: è il racconto della battaglia quotidiana delle donne ucraine che – come faceva lei stessa – inseguono i crimini russi e li documentano con una tenacia e una costanza incredibili nel clima tetro e tra i pericoli della guerra. E intanto sfruttava le connessioni intellettuali che il suo mestiere di scrittrice le aveva permesso di creare, facendo appello ai governi degli altri Paesi per fornire ai soldati ucraini le armi con cui combattere; e intanto combatteva in prima linea per chiedere la creazione di un tribunale internazionale speciale per tutti gli autori dei crimini di guerra russi in Ucraina.
Così combatteva Victoria Amelina, mentre con il suo sorriso un po’ malinconico sulle labbra veniva fotografata in tutta l’Ucraina, e lei stessa riempiva i social di immagini scattate tra edifici distrutti e vite sconvolte, tra sopravvissuti e parenti delle vittime, con il suo cagnolone bianco con in testa il cappello col tridente, coi bambini a cui dedicava romanzi e con i ragazzi che nei locali si riuniscono a rielaborare il lutto della battaglia nelle forme della letteratura e della poesia.
La letteratura era rimasta solo mezzo passo indietro, rispetto all’impegno politico. Nata a Leopoli e trasferitasi con il papà in Canada, era tornata in Ucraina e nel 2007 aveva superato con lode un master in tecnologie informatiche al Politecnico di Lviv. Per dieci anni aveva lavorato nell’information technology per i grandi gruppi internazionali, un settore in cui gli ucraini sono eccellenza assoluta.
Ma nel 2014 la sua vita era cambiata per sempre. Era l’anno della rivoluzione del Maidan e dell’occupazione del Donbass e della Crimea, e Victoria aveva pubblicato il suo romanzo d’esordio: ”Sindrome di novembre, o Homo Compatiens”, selezionato per il Premio Valery Shevchuk. Da allora aveva lasciato la brillante carriera informatica per dedicarsi integralmente alla letteratura e poi alla battaglia per i diritti umani. Nel 2016 e nel 2021 aveva pubblicato due libri per bambini, “Somebody, or Waterheart” e “Storie-e-es of Eka the Excavator”. Nel 2017 il suo “Dom’s Dream Kingdom” aveva vinto una serie di premi internazionali ed era stato tradotto in molti di Paesi, come il suo ultimo “Home for Home”.
Il 27 giugno era al Rio Pizza di Kramatorsk insieme al deputato colombiano e fondatore di Aquanta Ucraina, Sergio Jaramillo; allo scrittore Héctor Abad e alla giornalista Catalina Gómez. Loro se la sono cavata con ferite leggere, Victoria Amelina era subito apparsa gravissima ed era stata stabilizzata sul posto e trasportata a Dnipro, dove è morta 5 giorni dopo. Con lei, la strage della pizzeria diventa ancora più grave: 13 morti, tra cui una ragazza di 17 anni e le gemelle di 14, e 64 feriti tra cui un bimbo di otto mesi. Un altro dei crimini russi di cui Victoria Amelina chiederà il conto: sarà la poesia a combattere la sua battaglia.

Il capo del Rione Sanità
L’artefice del “Miracolo del Rione Sanità”
Sicuramente qualcuno lo riconoscerà, perché è uno degli artefici più importanti della rinascita di Napoli.
«La Speranza ha due bellissime figlie: lo Sdegno e il Coraggio di cambiare le cose così come sono»
Ad maiora…

La prima uscita di “Ljuba senza scarpe”

Tutto pronto. Prima uscita pubblica per Ljuba senza scarpe, il mio nuovo romanzo, edito da Graus Edizioni.
Ci vediamo il giorno 13 Luglio alle ore 18 presso la libreria Ubik di Benevento.
Vi aspetto numerosi per fae festa.
Torna a casa il titolo regionale dei 100 mt
E con questa prestazione di Lorenzo, oggi a Salerno, il titolo di campione regionale dei 100 mt ritorna a lui, alla Libertas e in casa Tecce.
Auguri e Ad Maiora!
Ljuba senza scarpe
A San Barbato
Il castello medievale di San Barbato.
Abbiamo degli esempi di arte di tutte le epoche, proprio intorno a noi.
Certe volte i nostri occhi sono talmente allenati a vedere la bellezza, che abbiamo una sorta di overdose, e non ci accorgiamo di ciò che ci circonda.
Il rimedio migliore resta sempre quello di mantenere uno stato di meraviglia costante. Solo così riusciamo a continuare a vedere la bellezza intorno a noi.

Il nuovo romanzo di Giuseppe Tecce: Ljuba senza scarpe
È stato pubblicato il nuovo romanzo di Giuseppe Tecce, dal titolo “Ljuba senza scarpe”, edito da Graus Edizioni, con un’importante prefazione dello scrittore Maurizio Braucci, ormai prestato al cinema (sue le sceneggiature di tutti i film di Garrone, quali “Gomorra” e “Reality”, e di “Pasolini” di Abel Ferrara e tanti altri).
Giuseppe Tecce: si tratta di un romanzo d’amore, scritto secondo i canonici classici dei romanzi d’amore, con tutti gli elementi ed i colpi di scena che non dovrebbero mai mancare in questo tipo di letteratura. Ma è anche tanto altro, con riferimenti a mondi incantati fatti di magia, elfi, e fate, con quel pizzico di riferimento al realismo magico che non manca mai nei miei libri. Ljuba, il protagonista, è un anticonformista: non porta le scarpe e vive a stretto contatto con la natura, facendo emergere tutte le contraddizioni del nostro tempo, in cui pensiamo di avere tutto, mentre abbiamo perso il contatto con l’unica cosa davvero essenziale che ci lega alla vita che è il contatto con la natura genitrice.
Il “sesso” diventa atto di purificazione e liberazione. Ljuba senza scarpe, il libro di Giuseppe Tecce è un viaggio ed un viaggio sciamanico che tocca diverse realtà. Realtà soggettive intrappolate nella propria narrativa. Realtà sognate ma reali. Realtà contadine e semplici fatte di solidarietà, condivisione, empatia e natura, tra chi è attento al maturare di un frutto e chi invece vive senza accorgersene. La denuncia del predominio dell’uomo sulla natura.
“Se in una condizione di equilibrio, anche imperfetto, elimino o modifico uno dei soggetti, ne otterrò un disequilibrio che potrebbe portare a risultati tanto inattesi quanti insperati”.
La nostra cultura antropocentrica viene spogliata e messa in contrapposizione alla nudità che simbolicamente coincide con l’atto del gettare vie le proprie maschere. E dunque quale sarebbe il segreto per vivere in equilibrio e felici?
Ljuba senza scarpe, è distribuito da Messaggerie ed è acquistabile in tutte le librerie ed in tutti gli store on line.
La prima uscita ufficiale dell’autore sarà il prossimo 13 Luglio presso la libreria Ubik di Benevento alle ore 18. La presentazione sarà moderata dalla Dott.ssa Grazia Caruso, mentre le letture con accompagnamento musicale saranno a cura dell’attore beneventano Peppe Fonzo. Tutti sono invitati a partecipare.




