Un libro ti allarga la vita

Settembre, tempo di reinizio.
Oggi, possiamo dire, con gioia e certezza, che ha avuto ufficialmente inizio il progetto: “Un Libro Ti Allarga La Vita”, progetto che ho personalmente promosso e sto curando presso Il Soffio sul Mulino Comunità Tutelare per non Autosufficienti-SturnoAv.
Il progetto ha avuto inizio oggi, perché sono arrivati i primi libri, donati da persone del posto e addirittura da una scrittrice di Palermo, che ci ha fatto dono dei suoi preziosi libri di poesia e fiabe.
Tutti possono contribuire al progetto, che mira a realizzare una bella biblioteca all’interno della struttura “Il Soffio sul Mulino”, accessibile a tutti gli ospiti che vi abitano, perché la lettura apre gli orizzonti, abbatte le barriere, allunga la vita, ma sopratutto la ALLARGA.
Tutti possono partecipare al progetto, donando uno o più libri, purché in buone condizioni.
Contattami, anche su whatsapp, al 393 9302873 se vuoi fare una donazione.
Ad maiora.

C’è un limite a “Limiti”?

C’è un luogo a Frigento, detto “Limiti”, che, però, limiti non ha.
Da qui si dominano ben 4 regioni, Campania, Molise, Puglia e Basilicata.
Un luogo bellissimo, dove il panorama si incontra con i pensieri.
Ci tornerò per fare meditazione!

L’unica ossessione: l’AMORE!

L’unica ossessione che vogliono tutti: l’”amore”. Cosa crede, la gente, che basti innamorarsi per sentirsi completi? La platonica unione delle anime? Io la penso diversamente. Io credo che tu sia completo prima di cominciare. E l’amore ti spezza. Tu sei intero, e poi ti apri in due. Quella ragazza era un corpo estraneo introdotto nella tua interezza. E per un anno e mezzo tu hai lottato per incorporarlo. Ma non sarai mai intero finché non l’avrai espulso. O te ne sbarazzi o lo incorpori con un’autodistorsione. Ed è quello che hai fatto e che ti ha ridotto alla disperazione.

Philip Roth/ L’animale morente

Marc Shagall – La passeggiata

Museo di stato di San Pietroburgo, 1918

Austo capo re vierno

Oggi, con il tempo così, riflettevo su un antico detto irpino: “Austo capo re vierno”. Facendo un po’ di sommarie ricerche, ho riscontrato che, in verità, si tratta di un detto in uso un po’ in tutta la Campania, come, ad esempio, nel napoletano o nel Cilentano.
Una cosa è certa, ed è che gli antichi la sapevano lunga e sapevano bene che ad Agosto già bisognava prepararsi ai rigori dell’inverno e che Agosto stesso, è, in qualche modo, l’inizio dell’inverno.
Oggi, Agosto 2023, è un po così.
Intanto mi è soggiunto alla mente anche il bellissimo pezzo di Ettore Patrevita , per l’appunto “Capo de Vierno”
Buon vierno!

Ljuba corre ancora

Archiviata la bellissima “cena con l’autore” di ieri sera ad Apice Vecchia, presso Elìa Ù Mazzamauriello , dove abbiamo parlato di Ljuba e letto brani in un’atmosfera surreale, in vicolo antico quanto il mondo, oggi già siamo proiettati a domani, quando la nostra bella carovana sarà ospite dello spazio UAM a “Città Spettacolo” a Benevento, all’interno della Rocca Dei Rettori, alle ore 19, grazie all’invito e alla magistrale organizzazione dell’amico e Direttore del UAM Maurizio Caso Panza.
Grazie a chi mi da una mano, con la propria passione e professionalità, a portare Ljuba in giro per questo angolo di mondo! Grazie a chi c’era e a chi ci sarà.
Ci vediamo domani!

Il Goleto

Era una delle Abbazie più importanti del Medioevo, gestita da donne, che forse in quell’epoca era una cosa alquanto insolita (forse lo sarebbe anche oggi), luogo di spiritualità, esoterismo e Templari.
È l’Abbazia del Goleto, nel cuore dell’alta Irpinia.
Visitatela!

È davvero Progozhin?

Se davvero Prighozin è morto (molte sono le cose che non quadrano, primo fra tutte che numero uno e numero due volavano sullo stesso aereo, con transponder acceso e con nome sulla lista dei passeggieri sul suo jet privato), credo che il mandante non abiti al Cremlino.

Prigozhin ha sempre lavorato x Putin e il residente al Cremlino non avrebbe mai ordinato di ucciderlo adesso a guerra in corso.

Ora Putin è debole, sente il fiato sul collo di coloro che probabilmente tramano un vero colpo di stato (non lo show di Prigozhin). Potrebbe essere una frangia dell’esercito scontenta di come vanno le operazioni militari che intravede la possibilità di prendere il potere.

Altra possibilità è che era necessario far sparire dai radar per un po’ di tempo sia Prigozhin che Utkin è quindi inscenare questo attentato.
La storia russa è costellata di false flag, attentati farlocchi ed altre amenità simili. Come scrissi nel mio libro, per comprendere la Russia bisogna spogliarsi degli strumenti occidentali e pensare come un russo. Quando si tratta di Russia, la realtà non è mai come vorrebbero farci apparire. (Angelo Voerzio)

Sempre Celestina

Tra ieri sera e questa mattina, Celestina, è stata oggetto di un attacco continuo di complimenti. Non so se possa dipendere da una particolare inclinazione dell’asse terrestre o dal sole particolarmente forte, ma addirittura, questa mattina, una ragazza si è voluta fotografare con Celestina.
A quel punto l’ho fotografata anche io, ma in una posa più romantica!

È davvero l’aereo di Prigozhin?

In questo video, si vede un aereo, colpito dalla contraerea russa che cade in verticale, con peso morto. Pare che nell’aereo, un jet privato, ci fosse il famoso Prigozhin, il carnefice. Quello che è, o era, anche peggio di Putler, che andava a destabilizzare mezzo mondo per metterlo contro l’occidente. Se Prigozhin fosse stato davvero in quell’aereo, significherebbe che Putler prenderebbe di nuovo il comando della Wagner, che potrebbe tornare a commettere crimini in Ucraina.
Una guerra senza fine, nella quale l’Occidente, che è il vero nemico della Russia, pare voltarsi dall’altra parte, facendo finta di non capire che, una volta annientato l’Ucraina, i prossimi saremmo noi europei.
Ps: il video è caratterizzato più dalla elevata quantità di parolacce, che dalle immagini in sé!

Kafka, amore mio

A 40 anni Franz Kafka (1883-1924), che non si è mai sposato e non aveva figli, passeggiava per il parco di Berlino quando incontrò una bambina che piangeva perché aveva perso la sua bambola preferita. Lei e Kafka cercarono la bambola senza successo.
Kafka le disse di incontrarlo lì il giorno dopo e loro sarebbero tornati a cercarla.
Il giorno dopo, quando non avevano ancora trovato la bambola, Kafka diede alla bambina una lettera “scritta” dalla bambola che diceva: “per favore non piangere. Ho fatto un viaggio per vedere il mondo. Ti scriverò delle mie avventure.”

Così iniziò una storia che proseguì fino alla fine della vita di Kafka.
Durante i loro incontri Kafka leggeva le lettere della bambola accuratamente scritte con avventure e conversazioni che la bambina trovava adorabili.
Infine, Kafka le riportò la bambola (ne comprò una) che era tornata a Berlino.
“Non assomiglia affatto alla mia bambola”, disse la bambina.
Kafka le consegnò un’altra lettera in cui la bambola scriveva: “i miei viaggi, mi hanno cambiato”. La bambina abbracciò la nuova bambola e la portò tutta felice a casa.

Un anno dopo Kafka morì.

Molti anni dopo, la bambina oramai adulta trovò una letterina dentro la bambola. Nella minuscola lettera firmata da Kafka c‘era scritto:
“tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto, ma alla fine l’amore tornerà in un altro modo.”