Israele

[Israele] – Si può spiegare ciò che sta accadendo in Israele dall’ottica del conflitto arabo-israeliano. La dimensione dei fatti, però, obbliga a guardare oltre. L’attacco di ieri non è pensabile senza cooperazione dell’Iran. Se si parla di Iran si parla di Russia. C’entra anche qui la guerra in Ucraina? Non si muove foglia al mondo, oggi, senza che c’entri la guerra in Ucraina, ricordiamocelo ogni volta che pensiamo che non ci riguardi. I livelli sono almeno tre.

  1. Quando la Russia acquista armi dall’Iran per usarle in Ucraina, ricambia con tecnologia militare. La tecnologia russa è antiquata, ma già superiore a quella iraniana. Fatti e immagini suggeriscono che tale tecnologia sia stata determinante, negli attacchi di ieri.
  2. La guerra in Ucraina ha catalizzato intorno a Russia e Cina una coalizione fra Paesi del cosiddetto «Sud globale» diversissimi fra loro, ma uniti dall’odio contro le libertà e la modernità incarnate dall’Occidente. L’incontro dei BRICS in Sud Africa di quest’estate li ha chiamati a raccolta. Poi ci sono gli Stati africani a guida russa, aumentati con i golpe pilotati da Mosca degli ultimi anni. Questa combinazione realizza uno schema ben definito nella dottrina di politica estera russa, che nessuno o pochi studiano: Russia e Cina raccolgono intorno a sé i Paesi BRICS e altri equivalenti, inglobano quelli più poveri di Africa e altri continenti per muovere tutti insieme contro l’Occidente, forti della dissuasione nucleare data dagli arsenali di Mosca e Pechino.
  3. Il perdurare del conflitto in Ucraina ha fatto sì che la guerra sia tornata strumento di regolazione delle controversie internazionali: non fa più paura nemmeno alle opinioni pubbliche, a meno che non ti arrivi in casa, ma quando arriva ormai te la tieni e il più forte la vince. Ciò fa sentire tutti autorizzati a usarla.

L’analisi dei fatti di queste ore come episodio del conflitto arabo-israeliano è dovuta, ma tende a oscurare la visione globale. La posizione dell’Europa, come emerge anche dai commenti di queste ore, è ingenua e autolesionista. Approfondisco nei prossimi giorni sul mio blog LucaLovisolo .ch, invito chi vuole seguire ad abbonarsi al notiziario.

(Luca Lovisolo)

Io e il Campania Libri Festival

Bello il pomeriggio di ieri, al Campania Libri Festival, al Palazzo Reale a Napoli, con tanti amici, curiosi e sconosciuti.
Il Festival dei Libri è una bellissima occasione di incontro e di scambio di idee, per chi è del settore, ed una meravigliosa occasione, per i lettori, di poter incontrare autori, più o meno famosi, ma anche attori, registi e giornalisti, oltre che di avere una scelta di letteratura, narrativa, saggistica, ecc ecc, che nessuna libreria può avere.
Ad maiora!

Matilde Serao, una donna moderna

Matilde Serao 1856-1927, scrittrice giurnalista italiana, è stata la prima donna italiana ad avere fondato un quotidiano, Il Corriere di Roma, e successivamente Il Mattino, è Il Giorno.
Negli anni venti fu candidata sei volte, senza mai ottenerlo, al Premio Nobel per la letteratura.
Coraggiosa precorritrice dei tempi …

Una mattina di agosto del 1894 Gabrielle Bessard , una ballerina parigina arrivata a Napoli per lavorare nei Café Chantant , bussò alla porta di casa di Eduardo Scarfoglio e Matilde Serao .
Quando la cameriera aprì la porta le consegnò una bambina e un biglietto con poche parole indirizzato a Eduardo.
Poi tirò fuori una pistola e si sparo’.
Ricoverata in ospedale, morirà dopo qualche giorno .
Nel suo biglietto c’ era scritto: «Perdonami se vengo a uccidermi sulla tua porta .
Ti amerò per sempre».
Eduardo Scarfoglio, giornalista, poeta e scrittore , che insieme alla moglie Matilde Serao rivoluzionò il modo di fare giornalismo, era conosciuto a Napoli come un donnaiolo e sua moglie era a conoscenza dei suoi tanti tradimenti.
Gabrielle Bessard lo conobbe nel 1892, a Roma, e i due iniziarono una relazione clandestina.
Dopo due anni restò incinta, ma Eduardo non lasciò Matilde come lei avrebbe voluto.
Di qui la tragedia.
Matilde Serao non rifiutò la piccola, anzi l’accolse nella propria casa senza alcun indugio e l’adottò dandole il nome di Paolina, il nome della propria mamma.
Alla lunga, però, i rapporti con Eduardo peggiorarono: Matilde perdonò, accettò ancora altri tradimenti, ma alla fine si separò da quel marito inaffidabile riportandone ferite e graffi al cuore.
La Serao, dopo la separazione, cercò di ricostruire la sua vita e incominciò una convivenza con Giuseppe Natale , un collega giornalista.
Dal marito aveva avuto quattro figli e dalla nuova relazione nacque un’altra figlia, che volle chiamare Eleonora per l’affetto che la legava ad Eleonora Duse.
Eduardo, invece, restò solo e quando,nel 1917, morì , Matilde sposò il suo nuovo compagno.

Matilde Serao nacque il 14 marzo 1856, esattamente 166 anni fa.
Un tempo antico cronologicamente, eppure, la modernità di questa donna non la fa sembrare figlia di quel tempo.
Con la sua indole coraggiosa seppe precorrere i tempi , raggiungendo invidiabili traguardi professionali in ambito giornalistico e letterario, imponendo il suo valore di donna in un mondo di uomini.
E per quei tempi non era tanto facile, come non era facile separarsi dal marito, convivere “more uxorio” con un compagno e far nascere anche una figlia illegittima.
Ma lei lo fece, precorritrice dei tempi che ,poi, sarebbero arrivati.
Morì a Napoli, il 25 luglio del 1927, colpita da un infarto nel suo ufficio mentre era intenta a scrivere l’ ennesimo articolo per il suo giornale…
Fonte:Anna Quintavalle.

Toronto e i libri

Questa è Toronto. E quello è un fiume di libri.
Durante la Notte Bianca ognuno può lasciare un libro e prenderne un altro. L’effetto è spettacolare.

Metti una serata con Shakespeare

Ed eccoci qui, ancora in scena, presso le prestigiose cantine Mustilli di Sant’Agata de Goti, per parlare di Shaspeare ossia di John Florio, così come descritto in questo bellissimo giallo storico, dal titolo “Chi ha scritto Shakespeare” di Mojmir Jezek e Mazianna Iannaccone, edito da Graus Edizioni

Tutti i libri de “Il Soffio sul Mulino”

Un grazie di cuore alla nostra amica, l’assessore Mariafranca Siconolfi, che ci ha fatto dono di alcuni libri, per arricchire la nostra bellissima biblioteca.
Se volete regalarci dei libri, non lesinate, noi li accettiamo, perché vogliamo realizzare un’ampia biblioteca accessibile per tutti i nostri ospiti.
Ad maiora

A Pomigliano D’Arco

Stasera in missione speciale a Pomigliano D’Arco per Ljuba! Con Marianna Scagliola
Seguiranno novità!

Misantropo o attore?

Il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer (1788-1860) odiava le persone come pochi altri e trascorse gli ultimi trent’anni della sua vita pressoché in solitudine.

Oggi lo abbiamo ridotto a una barzelletta. Estraendo dai suoi scritti tranci di parole come dal pescivendolo, alcuni furbi editori hanno creato dei bestseller come «L’arte di avere ragione», «L’arte di questo», «L’arte di quello». Forse il suo odio non era così malriposto!

Nei suoi ultimi anni aveva per compagnia solo la sua cagnetta, che aveva chiamato «Atma», ossia la parola sanscrita (atman) o bramina (atma) che significa «soffio vitale», «essenza vitale»… ossia tutto ciò che più detestava e contro cui aveva scritto «Il mondo come volontà e rappresentazione». Immagino fosse per ironia.

La piccola era piuttosto aggressiva e così i concittadini la chiamavano… il giovane Schopenhauer!

Si racconta che fosse solito cenare presso l’Englischer Hof, un ristorante frequentato da ufficiali inglesi. Prima di mangiare metteva sul tavolo davanti a sé una moneta d’oro. E se la rimetteva in tasca quando terminava.

Un cameriere finalmente gli chiese il significato di quella scenetta e lui rispose che era una silenziosa scommessa con sé stesso. Pur essendo ateo, avrebbe lasciato la moneta d’oro nella cassetta delle donazioni della chiesa più vicina…

…il primo giorno in cui gli ufficiali inglesi che cenavano lì avrebbero parlato di qualsiasi cosa diversa da cavalli, donne e cani.

Beh, vedo che dopo 150 anni la situazione è la stessa: calcio, donne e macchine.

«Rinunciamo ai tre quarti di noi stessi,» aggiunse, «per somigliare agli altri. Un uomo può essere sé stesso soltanto quando è solitario. E se non ama la solitudine vuol dire che non ama la libertà. Perché è soltanto quando è solo che è davvero libero».

Ancora un grande evento

Il 1 Ottobre, alle 18.30, c’è questo evento molto molto interessante, per gli amanti dei libri, perché presenteremo il libro “Shakespeare & John Florio” con la Dott.ssa Marianna Iannaccone ed il drammaturgo Roberto Russo, e per gli amanti del vino, perché saremo in una delle cantine più prestigiose al mondo che ha fatto la storia dell’enologia campana ed italiana, cioè la cantina Mustilli di Sant’Agata de Goti (BN). Noi parleremo del libro e voi degusterete vini prestigiosi.
Io sarò con voi in qualità di moderatore.
Vi aspetto… Per un motivo o per l’altro, l’importante è esserci.