È poker di autori in Germania. Sono ben quattro gli autori della casa editrice Graus Edizioni che presenteranno i propri libri alla platea tedesca il 21 ottobrea Wiesloch, in Germania, all’evento di beneficenza presso Kulturhaus Wiesloch. Sarà presente l’on. Simone Billi. Con la partecipazione musicale di Massimo Voices.
I libri e gli autori protagonisti saranno:
Faty Ba con Faty Mega. Tarturiccio, la tartaruga lunare: libro per bambini scritto da lei e curato da Maurizio Del Greco, che si rivolge a chi, in brevi righe, vuole uscire dalla realtà e farsi trasportare in un mondo inanimato che, invece, si carica di vita e di emozioni.
Maurizio Del Greco con Baumafia. Operazione Kolosseum: romanzo che racconta i loschi intrecci di due spacciatori catanesi fuggiti in Germania e coinvolti nell’organizzazione criminale della Baumafia.
Maria Russo con Gli ostacoli del mio corpo e il coraggio del mio spirito: una raccolta che unisce componenti di tipo poetico, in versi sciolti, e prosa. Attraverso sentimenti come amore, desiderio, tristezza, malinconia, ma anche il ruolo della musica, l’autrice affronta nei propri versi i più diversi stati d’animo.
Giuseppe Tecce con Ljuba. Senza scarpe: un romanzo destinato a lettori affascinati dal mistero del paranormale, che si avvicinano a scritture introspettive che offrono squarci di realtà interiori e dinamiche apparentemente surreali, ma che fanno riflettere su tematiche esistenziali.
Un altro grande ed importante traguardo per la casa editrice Graus Edizioni, che si sta affermando sempre più oltre i confini nazionali, e che da vent’anni, ormai, sostiene progetti e collaborazioni volti ad avvicinare quante più persone possibili al mondo della lettura, sia sul territorio campano che verso l’orizzonte nazionale ed internazionale.
Incontri che si possono fare solo in luoghi che vivono a stretto contatto con la natura, come la mia amata Sturno. Sturno è circondata da km e km di castagneti e quindi vive ancora qui, il mestiere del castagnaro! Totò Finamore (meglio castagnaro di Valle Ufita) è uno degli eredi di questo antico mestiere e ancora oggi raccoglie castagne e prepara gustose caldarroste. La mattina dice decisamente bene! Io mangio!
Ogni volta che mi trovo ad affrontare il problema Israele in pubblico, chiedo al mio interlocutore: lei intende discutere degli errori di Israele o dell’esistenza di Israele? La risposta a questa domanda è dirimente. Gli ayatollah sciiti iraniani, gli hezbollah (o Hizb All?h ) sciiti libanesi, i miliziani sunniti di Hamas al di là delle loro divisioni spesso sanguinose convergono su un solo punto: Israele non deve esistere, dobbiamo ricacciare a mare gli ebrei. Questo rende impossibile ogni confronto che abbia una ragionevole possibilità di compromesso — ovunque ci si trovi, quali che siano le idee di partenza. Dal 1948, per volontà praticamente unanime del mondo rappresentato alle Nazioni Unite (Urss compresa), l’esistenza di Israele deve rimanere fuori discussione, discutibile invece tutto ciò che da questa premessa discende. Corrado Augias
Ecco come avverrà il Grande Risveglio che sconfiggerà il male in un istante. Tutti, indipendentemente dal credo, dalla razza o dalla religione, che si uniscono…
Matthew Paul Miller, nome d’arte Matisyahu, è un cantante reggae ebreo. In questo concerto ad Haifa ha chiesto a 3.000 musulmani ed ebrei di riunirsi e imparare la canzone “One Day” in meno di un’ora. Non solo, hanno imparato a cantare e ad armonizzare i testi in tre lingue diverse. Il concerto risultante è uno spettacolo mozzafiato di unità e bellezza. In questo momento di traumi orribili e di violenza, dobbiamo ricordarci ciò che ci unisce; la nostra condizione umana, le nostre belle anime e il nostro desiderio di pace e armonia.
Come da programma, il convegno sulla “Tracciatura del solco dritto” si é svolto a Sturno, questa sera, alla presenza di 9 sindaci che hanno firmato il protocollo d’intesa per fregiarsi del titolo di “Borghi del Solco”, con due assessori regionali. Il tutto presentato magistralmente sa Rino Genovese. La pratica è una pratica religiosa che si perde nella notte dei tempi, legata al culto di San Michele, e sicuramente legata anche a pratiche più arcaiche e pagane. Ancora una volta l’irpinia cerca la sua chiave di riscatto attraverso il rilancio delle eccellenze del passato. Ad maiora!
Lei è Johanna Bonger moglie di Theo van Gogh, cognata di Vincent. Johanna un anno prima della morte di Vincent sposò Theo van Gogh, ma rimase vedova dopo soli due anni, ereditando un appartamento a Parigi con circa 200 opere di Vincent van Gogh, all’ epoca senza alcun valore. Tutti le consigliarono di sbarazzarsi dei quadri ingombranti, considerati semplici croste, per ottenere più spazio nell’appartamento, ma lei conservò tutto.
A sei mesi dalla morte del marito iniziò a curare la pubblicazione della corrispondenza tra i due fratelli per una casa editoriale olandese e poi si dedicò assiduamente alla campagna di diffusione delle opere di Vincent attraverso la donazione a mostre e piccoli musei. Fu instancabile e determinata a far conoscere al mondo la sofferenza e il talento che si celavano dietro una persona considerata il nulla fino alla fine dei suoi giorni.
Se Vincent van Gogh oggi è inserito tra i più celebri artisti di tutti i tempi è in gran parte dovuto a Johanna Bonger.❤️
Oggi l’odore della Mefite è fortissimo, arriva dappertutto, penetra ovunque, ti entra nei pori e brucia nel naso! Si respira a fatica. Chi abita qui, mi ha detto, che questo odore di zolfo, così diluito nell’aria, ha anche effetti benefici per le vie respiratorie. Cerco di respirare a pieni polmoni… Magari è vero! L’alta Irpinia, o Irpinia dell’est, è anche questo!
“Alcune” domande di diversi anni fa che non hanno mai avuto una risposta:
Egregio signore/a, sarebbe così gentile da rispondere a qualche domanda? Se lei è così sicuro che la “Palestina” sia stata fondata molti secoli fa, ben prima della presenza degli ebrei e abbia lasciato tracce nella storia, beni culturali da conservare, eredità da difendere, certamente lei sarà in grado di rispondere alle seguenti domande: Quando è stata fondata e da chi? Quali erano i suoi confini? Qual era la sua capitale? Quali erano le sue città più importanti? Qual era la base della sua economia? Qual era la sua forma di governo? Può citare almeno un leader palestinese prima di Arafat e di Amin Al Husseini, il muftì di Gerusalemme amico di Hitler? La “Palestina” è stata mai riconosciuta da un paese la cui esistenza a quel tempo non lascia spazio a discussioni? Qual era la lingua parlata nello stato di Palestina prima degli ebrei? Avevano un sistema politico? Il loro sovrano portava un titolo? C’era un parlamento o un consiglio? Hanno combattuto delle battaglie? C’è un qualche libro palestinese prima del Novecento? Può nominare uno scrittore palestinese, un pittore, uno scultore, un musicista, un architetto palestinese prima di tale data? Esiste un piatto tipico palestinese, che lei sappia? Un costume caratteristico? Che religione aveva la Palestina prima di Maometto? Qual era il nome della sua moneta? Ne esistono degli esemplari in qualche museo? Scelga pure una data nel passato anche recente e ci dica: qual era il tasso di cambio della moneta palestinese nei confronti del dollaro, yen, franco, ecc.? Poiché questo paese oggi non esiste, può spiegare la ragione per cui ha cessato di esistere? E può specificarne la data di estinzione? Se la sua organizzazione piange per il destino dei poveri palestinesi “occupati”, mi può dire quando questo paese era orgoglioso e indipendente? Se le persone che, a torto o a ragione, chiamate palestinesi non sono solo una collezione di immigrati dai paesi arabi e se davvero hanno una identità definita etnica che assicura il diritto di autodeterminazione, mi sa spiegare perché non hanno cercato di essere indipendenti dai paesi arabi prima della devastante sconfitta nella Guerra dei Sei Giorni? Perché datano l’”occupazione” dal ’67, se prima i “territori palestinesi” erano governati da stati “non palestinesi” come l’Egitto e la Giordania? Le ho fatto tante domande, mi auguro che potrà rispondere almeno a qualcuna.
Finisco solo con una nota: spero che lei non confonda i palestinesi con i Filistei, che erano una popolazione marittima di lingua indeoeuropea (i popoli del mare) che fecero un’invasione in terra d’Israele, come anche in Egitto e nell’attuale Libano verso il nono secolo a.C. Il solo rapporto è l’invenzione romana che dopo la distruzione del Tempio, nel I secolo, ribattezzò quelle terre per spregio con il nome di un antico nemico dei ribelli ebrei. L’etimologia non è storia.
Altre domande scomode Come mai non è nato uno Stato palestinese tra il ’48 e il ’67? E poi un’altra domanda: come sono stati trattati i profughi palestinesi dai fratelli arabi prima e dopo il ’67, dopo ma anche prima sottolineo? Conoscete gli orrori del “Settembre nero” in Giordania? Conoscete il ruolo della Siria nel massacro del campo di Tal el Zatar?
Ma soprattutto: sapete che se i palestinesi avessero accettato il piano di spartizione dell’Onu, oggi avremmo due popoli e due Stati? Non c’era bisogno di tante guerre e tanto spargimento di sangue se gli arabi e i palestinesi avessero accettato il diritto degli ebrei ad avere uno Stato. Questo pochi lo sanno. Pochi lo vogliono sapere.
E’ possibile che 20 anni dopo Oslo, miliardi di dollari, miliardi di euro, aiuti da tutto il mondo, compreso Israele, l’Autorità Palestinese non sia stata capace di costruire un solo ospedale moderno, una qualsiasi struttura e continui a piangere miseria? Questa è la domanda che molti si fanno, per “molti” intendo le persone pensanti, non certo i pacifisti filopalestinesi o i sinistri antisraeliani che continuano il boicottaggio contro Israele, accecati dall’odio e dalla loro criminale ideologia. Allora? Qualcuno sa dirmi dove sono finiti i miliardi e perché l’ANP (per non parlare di Gaza) pullula di villone con piscina di proprietà dei capi e capetti palestinesi mentre non esiste un ospedale degno di questo nome, non esistono università se non quelle dove si allevano amorevolmente giovani fanatici destinati a diventare possibili terroristi, (es.: Bir Zeit)? Qualcuno sa dirmi perché, letteralmente affogati, alla Paperon de’ Paperoni, nei miliardi che il mondo manda da decenni all’ANP, miliardi che avrebbero potuto ricoprire d’oro ogni casa palestinese e rendere ricco ogni singolo abitante, miliardi che avrebbero potuto costruire ospedali e atenei all’avanguardia, la popolazione palestinese vive male e chi ha bisogno di cure serie deve venire in Israele o andare in qualche altro paese disposto ad accoglierli e a curarli gratis?
Alcune persone dicono che gli arabi sono “nativi palestinesi”, mentre gli ebrei sono “invasori” e”colonizzatori”. Quindi, io ho letto le biografie dei leader israeliani e palestinesi e sono diventato confuso. Ecco chi tra i leader israeliani e palestinesi è Nato il in Palestina: Leaders israeliani: BENJAMIN NETANYAHU, Nato il 21 ottobre 1949 a Tel Aviv. EHUD BARAK, Nato il 12 febbraio 1942 a Mishmar HaSharon, Mandato britannico della Palestina. ARIEL SHARON, Nato il 26 febbraio 1928 a Kfar Malal, Mandato britannico della Palestina. EHUD OLMERT, Nato il 30 settembre 1945 a Binyamina-Giv’at Ada, Mandato britannico della Palestina. ITZHAK RABIN, Nato il 1 March 1922 a Gerusalemme, Mandato britannico della Palestina. ITZHAK NAVON, Presidente israeliano nel 1977-1982. Nato il 9 aprile 1921 a Gerusalemme, Mandato britannico della Palestina. EZER WEIZMAN, Presidente israeliano nel 1993-2000. Nato il 15 giugno1924 a Tel Aviv, Mandato britannico della Palestina.
Leader arabi “palestinesi”: YASSER ARAFAT, Nato il 24 agosto 1929 al Cairo, Egitto. SAEB EREKAT, Nato il 28 Aprile 1955, in Giordania. Ha la cittadinanza giordana. FAISAL ABDEL QADER AL-HUSSEINI, Nato il 1948 a Bagdad, Iraq. SARI NUSSEIBEH, Nato il 1949 a Damasco, Siria. MAHMOUD AL-ZAHAR, Nato il 1945 al Cairo, Egitto.
Quindi i leader israeliani, che sono nati in Palestina, sono colonizzatori o invasori. Auguri Mentre i leader arabi palestinesi che sono nati in Egitto, Siria, Iraq e Tunisia sono nativi palestinesi????
Cosa mi resta dopo la bellissima esperienza del “Campania Libri Festival”? Resta il ricordo di giorni felici, in mezzo a tanti scrittori, a parlare di libri, ovviamente, e di progetti futuri. Il mondo dell’editoria si evolve, e con essa noi scrittori, che dobbiamo essere al passo con i tempi. La location, inutile dirlo, è stata straordinaria: il Palazzo Reale di Napoli. Centinaia di migliaia le persone che hanno girato tra gli stand e gli eventi. Tante le copie firmate del mio “Ljuba senza scarpe”. Ed un ringraziamento è sempre doveroso alla grande e allegra famiglia della Graus Edizioni
L’amore di un nipote per lo zio in una foto. Così mio figlio si è messo in marcia, con un viaggio lungo e faticoso, andando in una terra in difficoltà, quale è l’Ucraina, per stare, a Kiev, con lo zio, vivendo un’esperienza che pochissimi coetanei avrebbero il coraggio di fare. Però da un padre girovago, non poteva che nascere un figlio giramondo. Stay tuned!