In questo video, si vede un aereo, colpito dalla contraerea russa che cade in verticale, con peso morto. Pare che nell’aereo, un jet privato, ci fosse il famoso Prigozhin, il carnefice. Quello che è, o era, anche peggio di Putler, che andava a destabilizzare mezzo mondo per metterlo contro l’occidente. Se Prigozhin fosse stato davvero in quell’aereo, significherebbe che Putler prenderebbe di nuovo il comando della Wagner, che potrebbe tornare a commettere crimini in Ucraina.
Una guerra senza fine, nella quale l’Occidente, che è il vero nemico della Russia, pare voltarsi dall’altra parte, facendo finta di non capire che, una volta annientato l’Ucraina, i prossimi saremmo noi europei.
Ps: il video è caratterizzato più dalla elevata quantità di parolacce, che dalle immagini in sé!
Kafka, amore mio
A 40 anni Franz Kafka (1883-1924), che non si è mai sposato e non aveva figli, passeggiava per il parco di Berlino quando incontrò una bambina che piangeva perché aveva perso la sua bambola preferita. Lei e Kafka cercarono la bambola senza successo.
Kafka le disse di incontrarlo lì il giorno dopo e loro sarebbero tornati a cercarla.
Il giorno dopo, quando non avevano ancora trovato la bambola, Kafka diede alla bambina una lettera “scritta” dalla bambola che diceva: “per favore non piangere. Ho fatto un viaggio per vedere il mondo. Ti scriverò delle mie avventure.”
Così iniziò una storia che proseguì fino alla fine della vita di Kafka.
Durante i loro incontri Kafka leggeva le lettere della bambola accuratamente scritte con avventure e conversazioni che la bambina trovava adorabili.
Infine, Kafka le riportò la bambola (ne comprò una) che era tornata a Berlino.
“Non assomiglia affatto alla mia bambola”, disse la bambina.
Kafka le consegnò un’altra lettera in cui la bambola scriveva: “i miei viaggi, mi hanno cambiato”. La bambina abbracciò la nuova bambola e la portò tutta felice a casa.
Un anno dopo Kafka morì.
Molti anni dopo, la bambina oramai adulta trovò una letterina dentro la bambola. Nella minuscola lettera firmata da Kafka c‘era scritto:
“tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto, ma alla fine l’amore tornerà in un altro modo.”

Decalogo del 16 agosto
1.
Stai attento quando è il caso e poi distraiti profondamente.
2.
Non dispiacerti delle paure che hai avuto, pensa che avevano una loro necessità.
3.
Sei ancora qui e questo è un miracolo.
C’è sempre qualcuno, qualcosa che ti può rovinare la festa, ma tu gioca d’anticipo, immagina che la festa è adesso e adesso va tutto bene, almeno per qualche attimo sei al sicuro.
4.
Saluta ogni tanto chi non c’è più. Fantastica che sei morto pure tu molti anni fa, forse sei risorto, forse tutti quelli che vedi sono risorti.
5.
I nemici a un certo punto si stancano. L’unico nemico che non si stanca mai è dentro di noi.
6.
Fidati degli sconosciuti, parla coi morti, ricordati l’odore di tua nonna, la sua naturale nobiltà. Ricordati che ogni vita ha poco da salvare ed è quel poco che non ti può togliere nessuno.
7.
Sali le scale come se stessi salendo al cielo.
8.
Spingi forte il carro delle macerie che ti porti dietro e non lamentarti. Immaginati come una grande casa, puoi accogliere tutta la luce del giorno e tutta la notte, ti può essere caro ogni tanto tutto quello che accade.
9.
Scrivi lettere d’amore e ama come si amano i grandi amanti nei romanzi più belli. Immagina che ora sei pronto a farlo, ora hai le forze per fare cose coraggiose, immagina che il tempo passato sia servito a darti coraggio, a predisporti ai miracoli.
10.
Ad ogni piccolo errore che fai rispondi con un gesto d’affetto per te stesso e per gli altri. Considera che se non hai fatto finora errori gravi, difficilmente ne farai in futuro. Tutti a un certo punto veniamo raggiunti da un fondo di saggezza, la saggezza del tempo che si fa scarso. Baciati gli occhi
come un giorno ha fatto tua madre, bacia il cane, il gatto, bacia anche un muro nei momenti più vasti. (Franco Arminio)

Serate studio
Classica serata studio.
Per scrivere, prima ancora che bravi lettori, bisogna essere degli ottimi osservatori, andando a cercare quei dettagli che quasi sempre sfuggono ai più.
Come si fa?
Io lo faccio con dei momenti studio, come questo del video, quando studio inquadrature, gesti, movenze, abiti, scarpe, accessori e tutto ciò che può far risalire o pensare al carattere di una persona.
La vita è la più grande palestra di idee, anche di quelle più strane ed inimmaginabili!
La Tirata di Fontanarosa
Anche oggi la tradizione è stata rispettata: “La Tirata” – Fontanarosa

La solitudine? Officina di idee
La solitudine può essere una condanna, per molti, ma è un’officina di idee per pochi.
Queste sono le giornate che mi fanno riconciliare con il mondo!

Un bell’articolo su “Eventi Culturali Magazine”
La Festa
Come è andata la festa?
Direi molto bene. La nostra prima uscita pubblica dopo il covid, rompendo la routine del piccolo paesino dell’entroterra campano. Le cuoche si sono superate: hanno preparato dei cavatelli con sugo ciambottella che erano una cosa meravigliosa. Devo ammettere che a latere, per me hanno preparato anche un piatto di cavatelli con sugo con “pulieio”, che ho gradito ancora di più. La bellissima torta di Stefania ha concluso la serata in modo dolcissimo e squisito. Sarebbe potuta andare meglio?
Si, se non fosse arrivata la pioggia a rovinarci la festa, dopo 2 mesi di siccità.
Però, come si dice: festa bagnata, festa fortunata!



























Chi ci sarà?

Philippe è un filosofo e scultore francese, non parla italiano, ma solo in napoletano, costruisce e suona il Duduk.
Prem è una maestra di Kundalini Yoga, filosofa spirituale ante litteram.
Ljuba vive nelle pagine del libro “Ljuba senza scarpe” di Giuseppe Tecce, ma prenderà vita e dialogherà sia con Philippe che con Prem, e, poi, tutti insieme balleremo al ritmo del Duduk suonato da Philippe.
Le letture incantate saranno curate dalla poetessa Mena Matarazzo.
Il tutto nell’incantevole cornice di Villa Viscione a Roccabascerana (Av)
Siamo Best Seller…. E vaiiii
E vaiiiiiiii, Ljuba è già tra i Best Seller di Luglio.
Grazie a tutti per il prezioso supporto! 😘
Ve l’ho sempre detto, è lo ripeto: Ljuba è scalzo, ma di strada ne farà tanta!
Un grazie a Pietro Graus e alla Graus Edizioni per aver creduto in questa bellissima favola dei tempi nostri.🙏
