Per gli amanti dei libri e della bellissima Costiera Amalfitana, domenica 1 giugno, alle 19,00, sono alla Fiera del Libro ad Atrani, con L’inaffondabile!

Scrivo per dare voce a ciò che il tempo vorrebbe portarsi via
Per gli amanti dei libri e della bellissima Costiera Amalfitana, domenica 1 giugno, alle 19,00, sono alla Fiera del Libro ad Atrani, con L’inaffondabile!

Mi sono visto dentro a una foto, passare di mano in mano nel 2267. In quel tempo sarò morto da un pezzo, ma la mia foto continuerà a girare finché non ci sarà la fine del mondo. E alla fine dei tempi, quando tutto sarà consumato, da navigato spettatore, io stesso, chiederò a Pietro di aprire il cancello e di farmi riavere quel pezzo di carta consunto e lacrimato. Chissà quante persone, vissute dopo di me, si saranno chieste chi fosse quell’uomo, dall’aspetto austero, dall’abbigliamento sportivo ed il volto mai sereno. E gli angeli con un’ala sola, canteranno al mio cospetto, mentre mi consegneranno la fotografia che mi ritrae. Quante domande si porranno i posteri rispetto alla mia vita e a ciò che io feci per viverla al meglio.
Forse cercheranno tracce di me nei libri che avrò lasciato, nelle parole sospese tra le pagine, o negli sguardi che incrociai lungo il mio cammino. Forse qualcuno proverà persino a immaginare la mia voce, la piega del mio sorriso, la ragione nascosta dietro a quell’apparenza di inquietudine. Eppure io ho amato e gioito di tutte le gioie della vita, e io stesso, dall’eternità silenziosa in cui sarò immerso, sorriderò di tutte queste curiosità umane, così simili alle mie, quando anch’io guardavo vecchie foto di persone sconosciute, chiedendomi chi fossero, come avessero amato, mangiato, sognato e sofferto. Forse è questo il senso profondo della nostra esistenza: lasciare una scia lunga di domande inevase, di alchimie sospese e di curiosità mai appagate.

Le mie presentazioni con Premjeet Kaur Tina sono sempre state divertenti. In genere le facciamo in pieno relax, magari seduti nella posizione yoga, a ricordare che Prem, prima che mia amica, è una grandissima maestra di Kundalini e di Mindfulness. Una persona che mi ha trasmesso tanto della sua saggezza, e della quale vorrei apprendere la calma, che io non ho. Venerdì sera alle 19.00 ci cimenteremo nella presentazione dei “Racconti dall’Irpinia”, la mia ultima raccolta di 12 racconti ambientati in alta Irpinia, tra mito, fantasia e realtà, per raccontare la storia di un popolo che ha attraversato i secoli e rappresenta ancora l’anima del nostro paese. Con noi ci saranno, per allietarci con delle letture, Grazia Caruso e Stefania Napolitano. La presentazione si terrà venerdì 30 Maggio alle ore 19.00 presso la Libreria Masone Alisei a Benevento. Venite, venite, venite.

Mi sono appena arrivate le foto ufficiali della presentazione al Salone Internazionale del Libro di Torino. Questa, in particolare, ha attirato la mia attenzione: è un misto tra un discorso profondo ed una minaccia!

Qui, sull’Appennino, già è tanto superare l’inverno. E in giornate come questa, con un tiepido sole primaverile, si fa la conta dei danni e dei sopravvissuti. Questo è il mio mandorlo, piantato un anno fa, per sancire l’inizio di un nuovo corso storico. Non solo è sopravvissuto, ma sta benissimo e sta crescendo sano e robusto. Ora mi aspetto anche i frutti!

Le mie vicissitudini cominciarono ancor prima della nascita, quando ci fu un’accesa discussione sul nome che avrei dovuto portare. Sai, dalle nostre parti è usanza che il primo figlio nato porti il nome del nonno paterno, ed è qui che sorse l’intoppo. Mio nonno, come primo nome aveva quello di Soccorso. Sì, un nome che sembra quello di un ambulatorio medico. Nel periodo in cui nacqui cominciava a diffondersi sempre più l’uso del telefono come mezzo di comunicazione e mio padre fu mosso quasi a pietà dall’affibbiarmi un nome che mi avrebbe potuto perseguitare per tutta la vita. Immaginò quel bambino che, crescendo, avrebbe cominciato a frequentare gli amici e, rispondendo al telefono, avrebbe dovuto rispondere dicendo: pronto, Soccorso.
Quel nome si addiceva poco a un bambino di quest’epoca, di un mondo in continua mutazione e fatto di relazioni sempre più strette. Mosso da quel pensiero, dinanzi all’ufficiale dello stato civile, contravvenendo a tutte le regole della società patriarcale di un’area interna della Campania, mio padre non ce la fece proprio a comunicare quel nome. Quindi dopo i rituali auguri per la nascita, alla domanda sul nome da
dare al bambino, lui rispose: Giuseppe.
(Il brano è tratto da “L’agente della Terra di Mezzo, BookaBook editore)

Solo una settimana fa ero al “Salone Internazionale del Libro” di Torino a parlare del mio “L’inaffondabile”, e ora sono qui a programmare l’inizio della promozione della mia nuova creatura “Racconti dall’Irpinia”, una raccolta di 12 racconti (uno per ogni mese dell’anno) ambientati nell’alta Irpinia. Perché leggerli? Perché hanno la capacità di distrarti dalle brutture del mondo e perché contengono tutti gli elementi tipici di questa terra magica: il mito, lo spirito, la gestualità ed il linguaggio.
Da oggi il libro lo trovi anche alla libreria Mondadori di Avellino presso la Galleria Corso Vittorio Emanuele. Passate tranquillamente a prendere una copia.

Io e Grazia siamo diventati presentatori, per una sera. Cioè mi spiego meglio: io sono diventato presentatore per una sera, perché Grazia è una presentatrice professionista fatta e finita. Abbiamo presentato, presso la Mondadori di Avellino, l’ultimo libro di Antonio Guerriero, “69 folli storie”. Una presentazione un po’ fuori dalle righe, durante la quale ci siamo divertiti parecchio, catturando così l’attenzione delle tante persone presenti.




Io e Grazia siamo diventati presentatori, per una sera. Cioè mi spiego meglio: io sono diventato presentatore per una sera, perché Grazia è una presentatrice professionista fatta e finita. Abbiamo presentato, presso la Mondadori di Avellino, l’ultimo libro di Antonio Guerriero, “69 folli storie”. Una presentazione un po’ fuori dalle righe, durante la quale ci siamo divertiti parecchio, catturando così l’attenzione delle tante persone presenti.




Non sono un tifoso del calcio, ma sono felice per i successi del Napoli, perché la sua impresa, la gioia di un popolo, è un po’ un riscatto per il Sud troppo spesso bistrattato, messo da parte, a volte deriso. Il nord avrà i soldi, ma l’anima sta qui, e l’Italia esiste solo se si tengono insieme le due parti.
