Non mi è dato sapere come lascerò questa terra, su quale aeroplano fuggirò, innalzandomi su mondi sconfinati di terre verdi ed acque blu.
Non mi è dato sapere come verrà quell’aeroplano a prendermi, ne dove atterrerà. So solo che un giorno accadrà e non potró rifiutare il viaggio. Non mi è dato sapere l’orario della partenza, né tantomeno preparare la valigia. Per oltrepassare il bardo basterà la propria presenza. E quella dovrà essere cosciente, imponente, determinata e saggia, perché non sono ammessi cambi di biglietto, né tantomeno cambi di tragitto. Il mondo delle illusioni finisce così, con lampi colorati e coriandoli sciolti nell’acqua. Non mi è dato sapere se sarò accompagnato, né se sarò accolto con un aperitivo di benvenuto, come si fa qui, su questa terra misera di sentimenti e ricca di paure. La musica, però, voglio sceglierla io e voglio un sottofondo dei Sigur Ros, le tastiere piatte e gli archi che tessono trame oniriche, su una ritmica ossessiva e piatta. Voglio sognare, come ho fatto nelle notti più belle, baciato dal caldo delle stelle, dalla luce blu dell’universo, quando ho danzato sopra montagne di problemi e ho sorvolato le cime più alte che incoronano le mie valli. Non mi è dato sapere, ma io già so.
