
Madre, madre lucente
Cerco te,
Nella notte oscura.
Cerco te
Nei meandri del
Labirinto della notte.
Cerco te , madre
Quando il mio animo
Ha bisogno di riposo
Di ristoro.
Cerco te
Nella veglia e nel sonno
Signora della notte .
Onoro te
Invoco te
Nel tuo aspetto di fanciulla,
Amante , madre,
Vegliarda.
Illumina
Il buio delle nostre notti.
Risplendi nella nostra vita.
Apporta inizi, pienezza,
Manifestazione, e apporta fine,
Morte, per ciò che non serve,
Per ciò che è superfluo,
Per ciò che è inutile.
Signora della notte
Vedo i tuoi occhi
Negli occhi delle tue sacerdotesse.
Sento
La tua presenza
Nel mio cuore,
Nel pulsare inarrestato della terra,
Nel ritmo delle maree.
Tu che sei signora delle acque,
Tu che sei signora del cielo,
Tu che sei signora dei boschi,
Vieni a portare la tua luce.
Illuminaci della tua presenza,
Permettici di espanderci,
Nel calore, nel torpore
Del tuo abbraccio materno.
Tu che tutto sai,
Tu che tutto puoi,
Permettici di accedere
Alla saggezza, alla sapienza
Che queste donne
Hanno custodito
Nei secoli che ci precedono.
Permettici di esperire
A pieno
L’estasi dei nostri corpi,
I templi che portiamo e custodiamo,
Giorno per giorno.
Fa si che siamo degni
Custodi della tua fiamma
Che arde
Dentro di noi.
Fa si che riusciamo a vedere
Al di là del velo
Che ci separa dal mondo dei vivi.
I vivi al di là del velo,
Coloro che ci accompagnano
In un mondo
Al di là della materia
Che vediamo.
Madre cosmica,
Diana, Dia Jana,
Consacro a te,
O Luna splendente,
L’amore che provo ,
Il corpo su cui ho il dominio
In questo ciclo vitale.
Vieni, vieni tra di noi,
Insinuati, inebriaci,
Così come i fumi,
La luce che attraverso le foglie
Arriva fin sulla terra.
I fumi che la terra sprigiona
Le nebbie che salgono.
Vieni a noi
Respiriamo la tua essenza,
Tu sei la benvenuta,
Luna splendente,
Diana, Dia Jana.
Benvenuta.
(Da “L’uomo che sopravvisse all’atomica”, inedito)
