Cara Teresa, si ricomincia

Cara Teresa, è da un po’ che non ti scrivo, ed ho avuto le mie buone ragioni per non farlo. Le giornate sono troppo brevi per scorrere queste terre, ed il tempo è ancor più breve per raccontarle. Il tempo, se esiste, è trascorso veloce, e sono invecchiato: le due ruote, che mi hanno accompagnato nelle indimenticabili giornate di luce e di sole, sono state soppiantate da quattro ruote, più stabili e sicure per chi comincia a tentennare e di sicurezze non ne ha più tante. Il polverone ha cecato gli occhi ai cani e siamo rimasti soli in mezzo alla via, la via che avrebbe dovuto portarci verso il futuro, il progresso, l’Eldorado, che a tratti ci era stato promesso.
E così, oggi, sono tornato dove tutto ha avuto inizio, nei luoghi che mi hanno fatto innamorare di questa terra, di questa gente dura e dei formaggi crudi.
Oggi sono a Rocca San Felice, perché è qui che tutto ha avuto origine, ed è qui che ritorno per raccogliere le mie energie, per ritrovare me stesso e per meditare. Ed è da qui che deve avere inizio il nuovo anno, che già si prospetta ricco di impegni e soddisfazioni, lasciando dietro il passato e accogliendo chi ha voglia e tempo di camminarmi al fianco.
Cara Teresa, il tempo è poco per sprecarlo con chi è indeciso o non sa camminare al tuo passo. Forse ognuno ha il proprio destino, e ciascuno deve seguire la sua strada. Io farò la mia, e sarà meravigliosa: la via è larga per accogliere chi vorrà esserci, ma non è per tutti!

Pubblicato da Giuseppe Tecce

Scrittore di saggi e romanzi Giornalista per il Corriere dell’Irpinia Direttore di RSA

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