È proprio così

“Ci sono baci che vanno dati,
persone che vanno abbracciate,
parole che vanno dette,
follie che vanno fatte.
La vita va veloce e, a volte,
può essere davvero troppo breve.
Non c’è tempo per pensare,
non c’è tempo per andare piano, per pensare,
non c’è tempo per andare piano,
non c’è tempo per programmare:
le cose cambiano, le persone muoiono,
l’orgoglio non smette mai di camminare…
Non si tratta di cogliere l’attimo,
ma di poter morire oggi,
domani o fra cent’anni dicendo:
”ho fatto tutto, anche quello di cui avevo paura.””
(Nuccio Coriale)

E siamo ancora qua, con Ljuba!

Si brinda ancora a “Ljuba senza scarpe”, che continua a macinare successi. Come sempre, ringrazio il mio editore Pietro Graus che sta investendo tanto in questo progetto, e chi mi sta vicino in questo cammino complicato, in primis Rosanna e Michela che mi stanno col fiato sul collo, ma anche Maria Laura, a Stefania, a Grazia, a Mena, a Premjeet Kaur, a Tiziana che mi hanno sopportato e supportato per tutta l’estate, anche quando faceva caldissimo. E infine, ultimo ma non un ultimo, un ringraziamento a Maurizio, direttamente da “Le Iene” col quale abbiamo grandi progetti in cantiere, e anche alla moglie Patrizia, che è venuta dalla Germania per il mio Ljuba. Infine ultimissimo, ma sicuramente in pole position nel mio cuore, un ringraziamento a Tonia, che non posso taggare perché completamente a-social…. Ma va bene uguale, perché la ringrazio sempre di persona.
E allora cin cin a tutti noi… E lunga e ricca vita a Ljuba.

È andato in scena “Ljuba senza scarpe”

Ieri sera, più che presentare “Ljuba senza scarpe”, c’è stata una vera e propria rappresentazione teatrale, con Ljuba, Freya, Frigg, Fenrir, ecc ecc.
Di questo ringrazio Michela che ne è stata ideatrice e l’organizzatrice, tenendomi nascosto il tutto fino alla fine e facendomi entrare in un mondo magico, come d’altronde è il mondo di Ljuba. Un ringraziamento va al Sindaco e all’amministrazione comunale, per averci messo a disposizione il prestigioso Chiostro di San Francesco e per l’accoglienza. Un ringraziamento al giornalista sagace e pungente Giancristiano Desiderio per il suo prezioso intervento. Ed un doveroso grazie anche all’editore Pietro Graus, sempre attento nei confronti miei e di Ljuba. Necessariamente devo ringraziare anche Rosanna e Maria Laura per la preziosa collaborazione, attuale e futura. Un ringraziamento di cuore a Maurizio Del Greco e a Patrizia, che dalla Germania si sono ritrovati catapultati in un mondo di italianità, con un pizzico di internazionalismo, e con i quali auspico l’inizio di una lunga e fruttuosa collaborazione. Un grazie, ancora, a tutti gli attori della rappresentazione e che non saprei taggare, visto che non ne conosco i nomi e a Margherita Rossano per i costumi di scena. Il lupo Hiddan era bellissimo e a tratti pauroso, proprio come nelle fiabe. I gufi, magnificamente portati, erano di una eleganza impressionante. E infine, un grazie, a tutti coloro che hanno partecipato alla rappresentazione e che sono i destinatari ultimi di tutto il lavoro che facciamo.
“Ljuba senza scarpe” , prosegue il suo cammino, facendolo a grandi passi.

Ultima chiamata

Per chi mi aveva chiesto: alla Ubik LiberiTutti di Benevento ci sono le ultime copie di “Ljuba senza scarpe”
Per chi volesse partecipare ad un evento unico nel suo genere, è cioè una messa in scena di Ljuba, l’appuntamento è per giovedì 14 settembre, ore 19, al Chiostro San Francesco, a Sant’agata dei Goti (BN). 😘

Da non perdere!

Giovedì 14 Settembre nell’incantevole cornice del bellissimo borgo di Sant’ Agata dei Goti, all’ interno del Chiostro di San Francesco, Via Roma, si terrà un evento unico.
La presentazione-spettacolo di “Ljuba senza scarpe”.
Non posso svelarvi tutto, altrimenti non sarebbe più una sorpresa.

L’evento coinvolgerà tutti i vostri sensi! Ma non così per dire, bensì nel vero e proprio senso della parola!

Vivrete emozioni uniche, e vi troverete faccia a faccia con Ljuba… il “senza scarpe” e con lui altri personaggi di questo evocativo romanzo!

L’ingresso è gratuito ed aperto a tutti

Vi aspetto, con abbigliamento comodo, tappetino o stuoia, poiché staremo un po’ nel bosco con Ljuba
Vi aspetto puntuali alle 19 nel bellissimo Chiostro di San Francesco a Sant’Agata de Goti.

Signore e Signori… Ecco i miei gioielli!

Qualche giorno fa, ho promosso l’inizio del progetto “Un libro ti allarga la vita” all’interno della residenza per anziani “Il Soffio sul Mulino”, che dirigo. Da oggi, nella biblioteca che stiamo realizzando con l’aiuto di tutti coloro che vogliono donare qualche libro, ci sono anche i miei libri.
Che emozione grande!

Konstantin Romanov

Konstantin Romanov era tormentato dalla sua omosessualità. Ufficialmente sposò una principessa tedesca e fece numerosi figli, ma in privato non riusciva a ignorare le sue vere passioni.

Nel 1904 scrisse sul suo diario che aveva rapporti segreti con uomini: “Come resterebbero sconvolti tutti coloro che mi amano e mi rispettano se conoscessero la mia depravazione. Sono deluso da me stesso”.

Era un poeta tormentato che chiedeva aiuto a Dio per smettere di peccare, ma poi frequentava di nascosto giovani nobili e prostituti. Ogni giorno doveva combattere dolorose battaglie interiori: “Durante una riunione del comitato sono stato sopraffatto da pensieri peccaminosi. Ho congedato il mio cocchiere in via Morskaja. Ho camminato avanti e indietro due volte davanti ai bagni [dove avvenivano i rapporti] e alla terza sono entrato. E così ho peccato ancora una volta. Il mio umore è pessimo”.

Tenne nascosta la sua omosessualità anche ai parenti, incluso lo zar Nicola II. Ma si sfogò scrivendo tutto nei suoi diari, che desiderava rimanessero privati per 90 anni dopo la sua morte (1915) per evitare problemi ai suoi cari. In effetti i diari furono ritrovati molto tempo dopo e divennero una fonte straordinaria sulla vita dei Romanov.

Incontri magici!

Ringrazio l’amico Giorgio Gibertini Jolly per la bella intervista sul suo giornale, che mi fa comprendere come, questo libro, possa essere anche divisivo su certi punti, sollevando, nei meandri delle sue pagine, anche questioni morali, alle quali, sinceramente, non avevo nemmeno pensato.
E, per fortuna, che ci sono giornalisti che mi danno modo di riflettere su faccende molto delicate!
Gli spunti di riflessione ci sono tutti ed ora è il tempo di riflettere! 🙏

Ci hai mai pensato?


Tra 100 anni, per esempio, nel 2123, saremo tutti sepolti con i nostri parenti e amici.
Gli estranei vivranno nelle nostre case, che abbiamo lottato tanto per costruire e possederanno tutto quello che abbiamo oggi. Tutte le nostre proprietà saranno di sconosciuti, che non sono ancora nati, compresa quell’auto per cui abbiamo speso una fortuna, e che probabilmente sarà un ferro vecchio, nella migliore delle ipotesi sarà nelle mani di un collezionista sconosciuto.
I nostri discendenti poco o quasi nessuno sapranno chi eravamo, né si ricorderanno di noi. In quanti conosciamo il padre di nostro nonno?
Dopo la nostra morte verremo ricordati per qualche anno, poi saremo solo un ritratto sulla libreria di qualcuno, e qualche anno dopo, la nostra storia, le nostre foto e le nostre gesta andranno nel bidone dell’oblio della storia. Non saremo nemmeno ricordi.
Forse se un giorno ci fermassimo ad analizzare queste domande, capiremmo quanto fosse ignorante e debole il sogno di ottenere tutto.
Se solo potessimo pensarci, sicuramente i nostri approcci, i nostri pensieri cambierebbero, saremmo altre persone.
Avere sempre di più, senza avere tempo per ciò che vale davvero la pena in questa vita. Cambierei tutto questo per vivere e godermi quelle passeggiate che non ho mai fatto, di quegli abbracci non dati, di quei baci ai figli e ai nostri amori, di quegli scherzi che non abbiamo avuto tempo di fare. Questi sarebbero sicuramente i momenti migliori da ricordare, in fondo ci riempirebbero la vita di gioia.
E che sprechiamo, con avidità, avidità, intolleranza giorno dopo giorno.