Il 26 febbraio un’imbarcazione di legno si è spezzata ed è naufragata davanti alle coste calabresi: i morti recuperati finora sono oltre 70, tra cui almeno quattordici bambini e un neonato, ma potrebbero essere centinaia. Il naufragio è avvenuto a Steccato di Cutro, vicino a Crotone. La barca trasportava almeno 170 persone ed era partita quattro giorni prima da Izmir, in Turchia. Oggi è il 12 marzo e le ricerche sono ancora in corso, coinvolgendo diverse imbarcazioni della Capitaneria, della Finanza e diversi aerei. Un dispiego di forze giusto, ma inutile e tardivo. Probabilmente le ricerche continueranno ancora per giorni. Ora, sapete quanto carburante consuma una nave della stazza di quelle che stanno effettuando le ricerche? E immaginate quanto carburante consumano gli aerei che sorvolano il Mediterraneo? Senza contare il costo del personale specializzato impiegato. Pertanto, egregi governanti razzisti, se aveste fatto due conti, visto che non avete un briciolo di umanità, su quanto ci sarebbero costate le operazioni di ricerca, già questo avrebbe dovuto far pensare, a voi freddi burocrati, che sarebbe stato meglio salvarli. Non era necessario nemmeno che foste mossi da umanità, ma da puro interesse economico, ed avreste potuto cantare con serenità tutti i karaoke che volevate. E invece no: per quattro voti, avete preferito girarvi dall’altra parte. E poi vi definite cristiani….. Così dite!
Una telecamera della NASA a bordo del satellite Deep Space Climate Observatory (DSCOVR) ha catturato una vista unica della Luna mentre si muoveva di fronte al lato soleggiato della Terra nel marzo del 2015. La serie di immagini mostra il “lato oscuro” completamente illuminato della Luna che non è mai visibile dalla Terra.
Dalla sua posizione tra il Sole e la Terra, DSCOVR svolge la sua missione principale di monitoraggio del vento solare in tempo reale per la National Oceanic and Atmospher Administration (NOAA).
Le immagini della Terra “a colori naturali” di EPIC sono generate combinando tre esposizioni monocromatiche separate scattate dalla fotocamera in rapida successione. EPIC prende una serie di 10 immagini utilizzando diversi filtri spettrali a banda stretta dall’ultravioletto al vicino infrarosso. Le immagini dei canali rosso, verde e blu sono utilizzate in queste immagini a colori.
La combinazione di tre immagini scattate a distanza di circa 30 secondi, mentre la Luna, si muoveva produce un leggero ma evidente “artefatto” della fotocamera sul lato destro della luna. Poiché la luna si è spostata rispetto alla Terra tra il momento in cui sono state fatte la prima (rossa) e l’ultima (verde) esposizione, si ha un disallineamento tra il filtro iniziale ed il filtro finale. Credit: NASA/NOAA
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Oggi abbiamo registrato una bellissima e lunghissima intervista che una TV regionale (Irpinia TV) mi ha voluto fare, in qualità di personaggio pubblico. Sarà uno special a tutto tondo, con tante belle sorprese. Ringrazio Roberta, la giornalista, e Guido, il cameraman, che hanno trascorso l’intero pomeriggio con me. Presto vi dirò quando andrà in onda.
“Ciao, sono Giuseppe Tecce e sono uno scrittore! Spero che tu stia bene. Volevo informarti che ho pubblicato tre libri che potrebbero interessarti. Sono disponibili su diverse piattaforme online, e sarei onorato se li acquistassi per supportare il mio lavoro. Se ami leggere, ti assicuro che questi libri ti piaceranno. Grazie in anticipo per il tuo supporto! 😊📚”
Le sfere di pietra che vedete nella immagine di questo post non sono tratte dal film “Attacco alla Terra”, ma sono assolutamente reali. Si trovano in una zona sperduta del Costa Rica. Alcune di loro sono sfere perfette. Chi è stato in grado di fabbricarle, e perché. Anche per queste sfere si incontra lo stesso problema che si ha per le Piramidi, per la Sfinge di Giza e per altre costruzioni fatte in pietra. Il metodo di datazione del radiocarbonio C14 non riesce a datare le pietre, ma gli organismi che si trovano “sulle pietre”. Se, per esempio, queste sfere fossero state lavate accuratamente, sarebbe stata cancellata ogni traccia organica “databile”. A causa di questi motivi, gli archeologi possono datare queste sfere solo in base all’ ultima popolazione “disponibile” sull’isola, vale a dire la “cultura Diquís”, esistita intorno al 600 d.C. Ovviamente questo non spiegherebbe come una popolazione così primitiva fosse stata in grado di scolpire un gran numero di sfere (si contano diverse centinaia di sfere). Come sanno tutti gli artisti, scolpire un cerchio perfetto senza l’ausilio di strumentazione necessaria è un lavoro estremamente difficile, al limite dell’impossibile. La più grande delle sfere ha un diametro di 2,66 metri. Sono esistite altre popolazioni in grado di fare questo lavoro? Fino a pochi anni fa si riteneva che la cultura originale delle Americhe fosse quella dei Clovis, una popolazione vissuta in Nord America circa 14.000 anni fa. Si riteneva che tutte le popolazioni del Centro e Sud America discendessero da quella cultura originale, e fossero quindi molto più giovani. Oggi sappiamo che non è così. Verso il 2020 alcuni ricercatori hanno pubblicato i risultati del ritrovamento di resti umani nella grotta di Chiquihuite, in Messico. Lo studio, presentato da Ciprian Ardelean, archeologo dell’Università Autonoma di Zacatecas (Messico), e dai suoi colleghi, suggerisce che le persone vivevano nel Messico centrale almeno 30.000 anni fa. Inoltre, i geni delle popolazioni locali ci dicono che i loro progenitori NON provenivano dal Nord America, ma da molto più lontano. Per così dire, hanno un “popolo madre”, che viene identificato come “popolazione Y”, e che sono gli abitanti originari di Sundaland del lontano passato, all’incirca al tempo del Disgelo. Ma hanno anche un “popolo padre”, che sono gli Iñupiat, provenienti dalla Siberia. La storia delle popolazioni del continente americano, quindi, dovrà essere riscritta. E forse anche la nostra. Vi invitiamo a fare un attimo mente locale. Quante sculture a forma di sfera conoscete del nostro passato? Forse nessuna, visto che una sfera è difficilissima da realizzare. Cosa videro, o casa credettero di vedere, quel popolo del passato, per costruire non una, ma centinaia di sfere in una regione geograficamente piccolissima? … L’articolo continua sul libro: HOMO RELOADED – 75.000 ANNI DI STORIA NASCOSTA
La dedico a noi. Noi , quelle che cantano i poeti e quelle che gli uomini ammazzano ancora e ancora , per viltà, con becera convinzione di avere ragione. E la dedico alle sorelle ucraine, ora piegate dalla follia di un uomo e costrette a difendere i propri figli portandoli al sicuro, lontani dalla loro terra, alle sorelle afgane, iraniane e di tutti quei Paesi chiusi nel guscio di ferocia e di onnipotenza maschile che continua a negare loro la dignità, alle sorelle sotto le macerie dei terremoti e di tutti gli altri conflitti che inaridiscono l’umanità già tanto fragile e a quelle sorelle inghiottite dal mare con i loro figli, consapevoli che il buio della notte su una vecchia barca fa meno paura dell’orrore che le ha spinte a salirci.
Libellula in fiore anima candida raccoglitrice di miele agnello sacrificale.
Ritratto di madre che allatta al seno nutrice dell’universo spirito in fuga.
Panacea di tutti mali talamo di sensi auditrice di ogni segreto sussurato sul seno accogliente abra ancora in catene.
Mani operese parole di consolazione oltre i dettami delle convenzioni versi incontrollabili misere nella casa del carnefice.
Fiume che esonda marea prosperosa sorgente deliziosa caverne buie.
Radici profonde rami dai frutti succulenti tronco diritto e forte fango per gli scettici.
Emera, dea della luce del giorno, come ogni donna.
In Georgia c’è tanta gente che scende in piazza per chiedere le libertà che abbiamo noi, e che in tanti disprezzano qui da noi, e sventolano il simbolo di quella libertà: la bandiera Europea. Siate orgogliosi di essere Europei.