10 anni senza Pino

Una tarda mattina di metà gennaio 2015, mi recai al Maschio Angioino a Napoli. Ci andai non come turista, ma per omaggiare un personaggio che aveva accompagnato gran parte della mia vita fino a quel momento, e, in verità, lo avrebbe fatto anche successivamente.
Attraversai il grande portone in religioso silenzio. Era l’ora del pranzo, non c’era molta gente. Lungo tutto il percorso che portava alla sala dei Baroni, una musica di sottofondo accompagnava il calpestio dei passi sul pietrisco e, poi, sui gradini in pietra. All’interno, al centro della sala, protetta da un vetro, l’urna che conteneva le ceneri di Pino Daniele. Sono rimasto in sala per alcuni interminabili secondi, ascoltando quei pezzi con commossa rassegnazione, con quella voce riconoscibile tra altre mille, con quel sound che solo lui sapeva creare.
Quello fu il mio addio a Pino, che si congedava da questa Terra!

Una vita intera per un pollice alzato

Mia figlia sta guardando con disinvoltura Harry Potter in inglese e senza sottotitoli. Per me è solo un ammasso di suoni più o meno sgraziati. I ragazzi di oggi sono molto più avvezzi a frequentare le lingue straniere, di quanto non lo fossimo noi alla loro età. Io in particolare, con le lingue straniere e con l’inglese, in particolare, non me la sono mai cavata un granché. D’altra parte, nei miei corsi di studio, ho sempre avuto degli insegnanti di inglese che non mi hanno motivato molto.
In compenso, però, ho sempre avuto una predilezione per le materie umanistiche, a cominciare dalla Letteratura Italiana, fino alla Storia e alla Filosofia. Sono stato sempre affascinato dalla Storia e ho avuto una predilezione nello studio del passato, con la pretesa che servisse per capire meglio il presente. Poi ho completato gli studi, laureandomi in Giurisprudenza. Se avessi dovuto scegliere oggi una facoltà, avrei scelto di diventare un antropologo, restando pur sempre nel campo umanistico. E poi ho avuto sempre la passione per i libri: ne ho letti un’infinità. Solo a casa ne ho più di 6000, senza contare quelli sparsi nei miei vari luoghi di lavoro. Insomma una vita dedicata allo studio, forse non poteva che evolversi nella scrittura.
E non posso fare altro che essere soddisfatto, quando una lettrice mi (ci) fa i complimenti per il lavoro fatto!

Una storia affascinante

Che anno strepitoso, il 2024

Il 2024 è stato un anno straordinario, e per certi versi irripetibile. Ho avuto l’onore e la gioia di pubblicare due romanzi: “Tramonti Occidentali”, a fine febbraio, e “L’inaffondabile”, uscito il 19 novembre. Due opere che mi hanno regalato emozioni immense e che, a quanto pare, stanno regalando emozioni anche tanti di voi, lettori.
Con Tramonti Occidentali ho vissuto esperienze indimenticabili: sono stato al Parlamento Europeo a Bruxelles per presentarlo il 22 marzo, e ho avuto il privilegio di ricevere due prestigiosi riconoscimenti: il premio “Approdi D’Autore” a Ischia e il premio “Spoleto Art Festival” per la sezione letteratura, a Spoleto.
Le presentazioni dei libri sono state tante, momenti unici di confronto e condivisione, e ora L’inaffondabile sta incontrando un grande successo, non solo tra i lettori, ma anche tra esperti e appassionati del mondo della nautica. Sono grato per l’opportunità che ho avuto di fare due tournée in Germania, per presentare “Tramonti Occidentali” e “L’inaffondabile”.
Un’altra grande soddisfazione di quest’anno è stata la bellissima seconda edizione di “Letture dal Bosco”, un evento che cresce sempre di più e che ho voluto valorizzare fondando l’associazione Ver Sacrum, di cui sono Presidente. Con questa nuova realtà stiamo già lavorando alla terza edizione del premio Letture dal Bosco, un progetto che porto avanti con entusiasmo e passione.
Come se non bastasse, stiamo lavorando alla sceneggiatura di Tramonti Occidentali, un sogno che pian piano prende forma.
Un anno fatto anche di persone importanti: Pietro Graus, Maurizio Del Greco, Rosanna Lemmo, Patrizia Pili, Maria Baldares, Vera Verenich, tutti i soci di “Ver Sacrum”, tutti gli operatori de “Il Soffio Sul Mulino” e Una Persona molto speciale che non taggo.
Un anno così ricco di successi e soddisfazioni mi spinge a guardare avanti con fiducia, ma soprattutto a dire grazie. Grazie a chi ha creduto in me, a chi mi ha sostenuto, a chi ha letto le mie storie e a chi le ha rese speciali con il proprio entusiasmo.
Il 2024 mi ha insegnato che con passione e dedizione i sogni possono diventare realtà. Ora non resta che accogliere il nuovo anno, con il cuore pieno di gratitudine e nuove storie da scrivere.

Il canto del castagno e dell’amore rinato 

Sotto l’ombra dei castagni, si incontrarono. Lei, donna, sorriso coinvolgente, occhi verdi e capelli scuri, piantava un albero. Lo faceva per ricordare un amore finito, un sogno volato in un alito di vento gelido di un giorno di fine aprile. Il clima, ancora inclemente di montagna, non lasciava scampo alle rondini che già avevano attraversato il mediterraneo per prepararsi, a nord, alla stagione degli amori e dei cuccioli. Nel punto esatto in cui un raggio di sole, attraversando le chiome fitte degli alberi, arrivava fino a terra, illuminando il tappeto delle foglie marcescenti, piantò la punta della pala. Smosse lo strato superficiale di terreno, sprigionando un profumo intenso di funghi e menta, e cominciò a scavare con forza. 

Lui, uomo, scontroso, barbuto, portava addosso le ferite del tempo, proteggendosi con un’armatura, che, ad occhi inesperti pareva inesistente, ma che ad un esame più attento  era radicata nei gangli dell’anima, arpionandosi al di sotto delle carni, dove l’anima si attaccava alle ossa, poco al di sotto degli organi vitali. Lui camminava distrattamente, con lo sguardo perso in quel territorio vagamente somigliante a quello, rigoglioso di vegetazione, visto in un film qualche sera prima. 

Lei non fece in tempo a vederlo che l’anima le uscì dalla bocca, sotto forma di uno sbuffo di vapore, andando dritta verso il cuore di lui. Per forza di natura, loro già sapevano di essere gemelli, e di essere l’uno la parte mancante dell’altro. Non ci fu bisogno di parole, né di spiegazioni, ma tutto fu nel turbinio della natura, tra il profumo marcescente delle foglie a terra e il dolce richiamo della primavera, che si manifestava sotto forma di primule e fragole di bosco. Il pulieio rivestiva per intero il fondo del terreno su cui muovevano i loro primi passi. Lei lasciò lì la pala e il ricordo di quel vecchio amore. Camminarono su terreni scoscesi e salirono su, verso vette di piacere ed altipiani di cioccolato e panna. Camminarono ininterrottamente per giorni interi e notti infinite, concedendosi il tempo del riposo e del piacere. Buttarono via le scarpe, continuando a danzare una danza senza musica, fatta al ritmo dei battiti dei loro cuori. 

Camminarono a lungo, lei e lui, mano nella mano, come se il mondo non esistesse al di là di quel bosco. Le stelle, nei rari momenti di quiete, sembravano alitare sopra i loro passi, e le ninfe dei boschi li osservavano con curiosità, nascoste tra i tronchi nodosi, sussurrando fra loro che un amore così non si vedeva da molte lune. Eros stesso, capriccioso e inarrestabile, aveva intrecciato i loro destini con fili d’oro e seta.

Ma un giorno, tra i riflessi verdi delle foglie e il canto distante degli uccelli, qualcosa si incrinò. Lei, che fino a quel momento aveva trovato rifugio e gioia nel suo abbraccio, cominciò a guardarsi intorno. Non più con lo stupore di chi cercava bellezza, ma con la curiosità inquieta di chi temeva di perdersi. Le promesse di mondi lontani, raccontate dal vento che sussurrava tra le chiome, iniziarono a chiamarla: miti forse falsi, forse ingannevoli, ma irresistibili. 

Lui, sentendo il cambiamento nell’aria, cercò di tenerla vicino, di ancorarla a sé con parole che, però, scivolavano via, come acqua tra le dita. “Non vedi,” le diceva, “che questo è il nostro tempio? Che qui tutto canta di noi?” Ma lei ascoltava il vento più di lui, e i suoi occhi verdi, che un tempo erano stati specchio del loro amore, ora cercavano orizzonti che lui non poteva raggiungere.

Le ninfe, dispiaciute, cercarono di consolarlo, offrendogli fiori di lavanda e miele selvatico, ma nulla poteva colmare il vuoto che lei lasciava quando si allontanava, anche solo con il pensiero. Pan li osservava da lontano, scuotendo la testa, conoscendo bene la fragilità degli amori umani.

Le parole, che prima erano state un balsamo, si trasformarono in lame sottili. Ogni tentativo di spiegarsi si trasformava in un fraintendimento, ogni sguardo sembrava nascondere qualcosa di non detto. L’amore di un tempo,un fiume in piena, ora si arrotolava su se stesso, come un torrente che si perdeva in un gorgo.

Ma l’amore, quello vero, quello delle anime, non si spezza. Nonostante il vento contrario, nonostante le ombre e i dubbi, le loro radici erano intrecciate, giù, in profondità. 

Una notte, mentre le stelle cadevano come lacrime dal cielo, Eros, infastidito dalle loro incomprensioni, scoccò una freccia d’argento, per ricordare loro ciò che già sapevano: che erano due metà dello stesso intero.

Si ritrovarono sotto lo stesso castagno dove tutto era cominciato. Lei, con le mani ancora sporche della terra di allora, e lui, con gli occhi pieni di tempeste e di promesse. Non servirono parole. Camminarono ancora insieme, questa volta senza paure, perché avevano imparato che il loro amore era un dono raro, qualcosa che neanche gli dèi avrebbero osato infrangere.

Il bosco, illuminato dalla prima luce dell’alba, si inchinò davanti a loro. Le ninfe cantarono un inno antico, e Pan sorrise tra le ombre, sapendo che, questa volta, l’amore aveva vinto.

(25/12/24)

Il video integrale della presentazione di Riposto de “L’inaffondabile”

La presentazione presso la dal del Vascello a Riposto

Cosa si dice di noi in Sicilia?

Un ringraziamento alla bravissima giornalista Patrizia Tirendi che ha scritto il pezzo in modo eccelso!

Il pianeta sotto di me

Sotto di me passa il pianeta terra, quel luogo in cui si concentrano tutte le nostre energie, gioie, dolori, amori, litigi, separazioni. In questo preciso istante, che io passo sopra alle isole Eolie, in qualche parte di questa terra, ci sono persone che si abbracciano, che litigano. Qualcuno sta sparando a qualcun altro. Qualcuno muore e si allontana per sempre da questo pianeta, punto perduto nel vuoto cosmico, di un universo che è come una infinita placenta, che tutto assorbe, metabolizza e restituisce. Ed io ancora non mi rendo conto se ciò che gli occhi vedono è reale o illusorio. Mi mangio una mentina, si stappa una narice, l’orecchio fa click clock, guardo ancora giù. Dalle cuffie sento la voce familiare di Concato, mentre le nubi si fanno più vicine. Il cielo sta salendo verso di me, o forse siamo noi che stiamo scendendo. Un certo languorino mi prende lo stomaco. Ma come è strano questo mondo, che non si ferma mai; che mentre uno muore, c’è già uno che nasce, che non fai in tempo a vivere che già in altro essere vivente ti soppianta. Il dolore alla spalla anche oggi mi attanaglia. Non mi da tregua, non mi fa riposare. Non ho fatto in tempo a far nulla. Ho guardato giù dal finestrino e già sento il carrello che vien giù e il terreno avvicinarsi. Qualche scossone ancora, dobbiamo attraversare un fitto strato di nubi, prima di toccarla la terra, con i suoi colori, profumi, sapori. Sono arrivato in Sicilia. 

L’inaffondabile conquista la Sicilia: il debutto a Riposto

Ieri sera, nella splendida cornice della Sala del Vascello presso l’edificio comunale di Riposto, L’inaffondabile ha fatto il suo esordio ufficiale in Sicilia. L’evento ha visto la partecipazione di numerose autorità e figure di spicco del mondo nautico, tra cui il Presidente della Lega Navale Italiana, il Vice Prefetto, un Ammiraglio, un Capitano di Vascello, un Capitano di Fregata, un meteorologo dell’Aeronautica Militare, le dirigenti dei licei nautici di Catania e Riposto, il Sindaco e diversi Assessori.

La sala era gremita di appassionati ed esperti del settore, e L’inaffondabile ha ricevuto un’accoglienza entusiasta, consolidando la sua posizione come opera di rilievo nella letteratura nautica.

Desidero esprimere la mia profonda gratitudine a tutti coloro che hanno partecipato, rendendo questa serata memorabile.

Se desideri immergerti nella storia del veliero Bayesian e vivere un’avventura unica, puoi acquistare L’inaffondabile ai seguenti link:

• Amazon: Acquista qui

• IBS: Acquista qui

• Mondadori Store: Acquista qui

Io e Alice

La ragazza con me in questa foto è Alice Balistreri, la nostra editor Graus Edizioni nella redazione dell’ultimo romanzo “L’inaffondabile”. Stasera saremo a Riposto (CT), con anche Attilio D’Arielli, per la presentazione del libro. Un libro è frutto dell’intelletto degli autori, ma è anche il frutto di un gran lavoro di squadra, che va dall’editing, all’impaginazione, alla realizzazione della copertina, fino alla stampa e distribuzione. In bocca al lupo a tutti noi!