Ottusità moderne

Leggo sempre più spesso post di persone, soprattutto donne, ma non solo, che scrivono con orgoglio: “Io, quando prendo una decisione, non torno più indietro. Anche a costo di camminare sui cocci di vetro.”
Ma davvero pensate che sia una virtù?
Io la trovo una forma di ostinazione che non ha nulla a che fare con la forza, né tantomeno con il coraggio.
Perché l’essere umano non è fatto per essere una macchina che va dritta, qualunque cosa accada. L’essere umano è dotato di ragione. E ragionare significa, sì, scegliere, ma anche valutare, soppesare, osservare i cambiamenti, accorgersi degli errori, rimettere in discussione le proprie certezze.
Chi non cambia mai idea non è coerente: è semplicemente ottuso.
Chi invece è capace di fermarsi e di dire: “ok, ho sbagliato, torno indietro”, quella sì che è una persona forte.
La vera intelligenza è elastica, sa piegarsi senza spezzarsi.
La vita non è una marcia militare, è un fiume che scorre: o impari a nuotare seguendo la corrente, oppure affoghi nella tua rigidità.
Lo diceva anche Socrate, con la sua frase più famosa: “So di non sapere.”
Ed è proprio da questo riconoscere i propri limiti che nasce la possibilità di apprendere, correggersi, e cambiare rotta.
Non è un segno di debolezza, ma è un segno di maturità.
Chi sa tornare indietro, sa anche andare avanti davvero.

Pubblicato da Giuseppe Tecce

Scrittore di saggi e romanzi Giornalista Direttore di RSA

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