Diario dal covid


Ieri mattina, dopo una prima giornata di febbre a 40 e tampone negativo, scopro, al terzo tampone, di essere positivo e comincia l’odissea.
Vengo rinchiuso in una stanza di 16 mq, gli unici contatti con il mondo sono il balcone che affaccia sull”uliveto, ed il telefono che si affaccia su tutto il resto dell’umanità.
Dentro alla stanza un tavolino, sul quale ci faccio praticamente tutto: mangio, scrivo, prendo le medicine, penso.
E mi sento come Silvio Pellico ne le Mie Prigioni, o Gramsci nella sua cella.
Anzi a tratti mi sento Francis Drake, Henry Morgan, o Anne Bone, che trascorrevano interminabili periodi chiusi nelle loro cabine in mezzo al mare, lontano da tutto. E mi rendo conto di quanto fossero davvero lontani da tutto, senza telefoni o altri mezzi di comunicazione.
La tv, la seguo pochissimo, come al solito, meglio dedicarsi a qualche sana lettura o a qualche amica che magari ti fa compagnia al telefono.
Il brutto del covid non è il covid, ma l’isolamento!

Pubblicato da Giuseppe Tecce

Scrittore di saggi e romanzi Giornalista per il Corriere dell’Irpinia Direttore di RSA

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