Archivi dei tag:Ljuba senza scarpe
Nascere e morire
Sono nato nello squarcio di una ragnatela, tra una tazza di tè e un fiocco di neve. Chi mi conosce sa che la camicia la dismisi in quel tempo e mai più la indossai. Il tempo si era fermato sulle lancette di un orologio rotto, tra lo scroscio del piscio nell’acqua ferma del cesso, cheContinua a leggere “Nascere e morire”
A proposito di felicità!
A proposito di felicità: negli ultimi giorni sono usciti due libri bellissimi, che recano una prefazione a mia firma. Si tratta di due libri molto diversi: il primo ambientato in un passato non meglio definito, che io ho idealizzato in un periodo compreso tra la seconda metà dell’800 e gli inizi del ‘900, l’altro ambientatoContinua a leggere “A proposito di felicità!”
Viva Masticadores!
Ragazzi cos’è la bellezza, cos’è il piacere? Sono delle cose impalpabili, a volte irraggiungibili, a volte li senti più vicini e ti sembra di poterli toccare con mano. Ecco, oggi è uno di quei giorni di piacere. Oggi, ancora una volta, una mia prosa poetica, ha trovato casa su una rivista molto importante, con laContinua a leggere “Viva Masticadores!”
Riciclato a chi?
Stamattina, nella mia amata città, qualcuno mi ha apostrofato come “riciclato” nel mondo della scrittura, come se il passaggio dal sociale alla cultura fosse un salto improvviso, quasi opportunistico.A onor del vero, è giusto ricordare che il mio rapporto con la scrittura è antico, radicato nell’adolescenza. Ho scritto più poesie e racconti brevi in quegliContinua a leggere “Riciclato a chi?”
La mia Russia
C’è stato un tempo in cui frequentavo assiduamente Mosca. Avevo un viso diverso, meno barba e strampalati occhialini tondi. Passeggiavo sulla Stare Arbat, la via che vide camminare Aleksandr Pushkin con la sua Natalia, che sentì l’eco dei passi di Bulgakov, e che forse fu percorsa, almeno in sogno, da Dostoevskij, con le sue visioniContinua a leggere “La mia Russia”
Le cinque regole
Cinque sono le regole che ho appreso lungo il cammino. Sono antiche quanto i racconti che si fanno intorno al fuoco, e non ammettono deroghe. Le ho imparate vivendo, cadendo e rialzandomi, osservando i silenzi degli alberi e ascoltando le parole dei maestri. La prima regola mi parla della dignità. Cammina dritto, mi dico sempre,Continua a leggere “Le cinque regole”
Atarassia
Dalla sommità dello scoglio mi ergo come Poseidone sopra il mare infinito, prodigo di opportunità e di ricchezze. Le tenaglie di Carcino separano, con delicatezza, i fili tessuti dalle Nereidi, e io, a torso nudo, mostro al mondo le mie vergogne, che vergogne non sono, ma figlie delle occasioni che il destino ha saputo offrirmi.Continua a leggere “Atarassia”
Quando si muore
Quando si muore, non si muore per davvero. Si spalancano porte che attraversano veli dimensionali che ci portano oltre il visibile, laddove gli occhi non osano guardare e dove i cuori sanno di dover cercare. Quando si muore, non si ha paura di morire, perché l’anima si ricorda dei giardini che aveva perduto, dei sentieriContinua a leggere “Quando si muore”
Il 23 Aprile
La cultura è determinata dai libri che si è letti; la pila di libri da leggere è altrettanto importante, perché ci ricorda tutto ciò che ancora dobbiamo apprendere. Le grandi librerie ci restituiscono l’odore della carta, che inebria i cervelli.Il mio ultimo libro “L’inaffondabile” è finito dritto nella biblioteca privata di casa Alberto Moravia, eContinua a leggere “Il 23 Aprile”