Certo che a Celestina la sto sgoloffando. Comincio a pensare che non sia stata progettata per fare 4000 km al mese.
Cari amici ingegneri… Ho pensato bene?

Scrivo per dare voce a ciò che il tempo vorrebbe portarsi via
Certo che a Celestina la sto sgoloffando. Comincio a pensare che non sia stata progettata per fare 4000 km al mese.
Cari amici ingegneri… Ho pensato bene?

“Gli uomini che inseguono una moltitudine di donne possono facilmente essere distinti in due categorie. Gli uni cercano in tutte le donne la donna dei loro sogni, un’idea soggettiva e sempre uguale. Gli altri sono mossi dal desiderio di impadronirsi dell’infinita varietà del mondo femminile oggettivo. L’ossessione dei primi è lirica: nelle donne essi cercano se stessi, il proprio ideale, e sono sempre e continuamente delusi perchè l’ideale, com’è noto, è ciò che non è mai possibile trovare. Poichè la delusione che li spinge da una donna all’altra dà alla loro incostanza una sorta di scusa romantica, molte donne sentimentali sono commosse dalla loro ostinata poligamia. L’altra ossessione è un’ossessione epica e in essa le donne non trovano nulla di commovente: l’uomo non proietta sulle donne alcun ideale soggettivo, perciò ogni cosa lo interessa e nulla può deluderlo. E proprio questa incapacità di rimanere delusi ha in sé qualcosa di scandaloso. Agli occhi della gente, l’ossessione del donnaiolo epico appare senza riscatto (senza il riscatto della delusione). Poichè il donnaiolo lirico insegue sempre lo stesso tipo di donna, nessuno si accorge che egli cambia amante; gli amici gli causano continui malintesi, perchè non sono capaci di distinguere le sue amiche e le chiamano tutte con lo stesso nome. Nella loro caccia alla conoscenza, i donnaioli epici (e a questa categoria appartiene ovviamente Tomàs) si allontanano sempre di più dalla bellezza femminile convenzionale, della quale si stancano presto, e finiscono irrimediabilmente per diventare dei collezionisti di curiosità.”
Salvador Dalì- Giacomo Casanova

Sono andato a farmi un giro nel bosco.
Ho trovato cose strane… Ma interessanti!

Lo hanno confessato a Gulag.net, organizzazione russa per i diritti umani, due appartenenti alla milizia, entrati nella Wagner attraverso il reclutamento effettuato nelle prigioni.
Uno dei due, Azamat Uldarov, ha dichiarato di aver “sparato alla testa a una bambina di 5 anni”. “Ho eseguito l’ordine con questa mano, ho ucciso i bambini, compresi i bambini di cinque anni”, ha detto il miliziano. Insieme a lui ha confessato anche Alexei Savichev.
Azamat Uldarov e Alexei Savichev hanno confessato al fondatore di Gulagu.net, Vladimir Osechkin, i dettagli sull’esecuzione di oltre 20 bambini e adolescenti ucraini, l’esplosione di una fossa con più di 50 prigionieri feriti e la “pulizia” di edifici residenziali attraverso l’uccisione di tutti, compresi i bambini.
Secondo i due appartenenti al Gruppo Wagner, l’ordine di “ripulire” Bakhmut senza risparmiare nessuno sarebbe arrivato dal capo Yevgeny Prigozhin. A Soledar è andata anche peggio.
Savichev ha spiegato che c’era un ordine per il quale “tutti coloro che hanno più di 15 anni dovevano essere fucilati in una volta sola, senza una parola. Sono state uccise 20-24 persone, di cui 10 avevano 15 anni”.
Alla domanda sui civili uccisi in Ucraina nel febbraio del 2023, Savichev ha risposto che gli ucraini di 15 anni “difficilmente possono essere definiti civili” e ha anche affermato che i militanti di Wagner sarebbero stati minacciati di morte se avessero comunicato con i giornalisti. (ANSA).
Alla Topol

Il sorpasso sulla Cina è avvenuto. L’India è la nazione con più abitanti al mondo, secondo le stime delle Nazioni Unite che indicano metà aprile come la data di nascita della più epocale transizione demografica degli ultimi 200 anni: quando il centro di gravità del mondo, in smottamento da decenni, si cementerà in Asia, inclinandosi ora verso il sudest asiatico.

La Cina è stata la nazione più popolosa del mondo almeno dal 1950, quando sono iniziate le rilevazioni demografiche delle Nazioni Unite. Ma da allora, la popolazione indiana è quadruplicata, arrivando agli attuali 1,43 miliardi, mentre quella cinese ha raggiunto un picco di 1,42 miliardi nel 2021 e poi ha cominciato gradualmente a diminuire. Insieme, le due gigantesche nazioni accorpano circa 2,8 miliardi di persone, più di un terzo degli 8 miliardi di abitanti di cui è composta la terra e più di tutti gli altri 19 paesi maggiormente popolati al mondo messi insieme. Ciò significa che circa una persona su tre proviene da uno di questi due enormi paesi dell’Asia.


La crescita della popolazione comporta forti conseguenze sociali ed economiche. La crescita indiana significa una forza lavoro in crescita, che deve essere occupata, e quindi una forte spinta a far crescere e sviluppare l’economia. Mentre in Cina, avere meno adulti in età lavorativa significa la necessità di attrarre forza lavoro dall’estero e meno capacità di sostenere l’invecchiamento della popolazione.
Inoltre, una volta che si raggiunge un basso livello di fertilità è difficile recuperare la crescita della popolazione, anche cambiando le politiche statali per incoraggiare le nascite e questo si ripercuoterà sull’andamento del paese nel lungo periodo.
Una lettura da “L’agente della Terra di Mezzo” di Giuseppe Tecce
Neanche a Pasqua i russi evitano di bombardare e distruggere chiese e vite. Qui è nella regione di Zaporizhzhia, la scorsa notte.
Sono dei vandali senza Dio

Il canto chiamato “beneventano” rappresenta una variante delle tradizioni musicali diffuse nell’Europa romano-germanica. Nel caso specifico, nel Ducato longobardo di Benevento si affermò dapprima soprattutto negli ambienti monastici, maggiormente legati al potere, come la chiesa di Santa Sofia.
Esistono delle similitudini oggettive tra la musica beneventana e quella ambrosiana della Chiesa milanese che sono giustificabili come un’interrelazione tra i domini Longobardi del nord e il Ducato autonomo di Benevento, in Campania.
L’VIII secolo coincide per i Longobardi del sud il momento di massima espansione: la città di Benevento vede accrescere il suo prestigio, mentre nell’Italia settentrionale la capitale Pavia viene conquistata dai Carolingi, segno del declino di quelli che erano considerati indomabili guerrieri germanici.
Contestualmente, il canto beneventano si diffonde in un’area molto vasta, grazie al prestigio politico della città e all’autonomia che la Chiesa locale mantenne rispetto a quella di Roma.
Nel 1058, papa Stefano IX, già abate di Montecassino, proibì l’uso del canto ambrosiano nella liturgia, che venne poi totalmente soppiantato da quello gregoriano. A ciò si aggiunse la scelta di utilizzare il rotolo per la liturgia anziché il libro in forma di codice, al fine di sottolineare la solennità di alcuni riti.
Ad esempio, il canto della veglia del Sabato Santo si apre con la parola “Exultet”, segnale per i fedeli dell’annuncio della veglia del mistero pasquale dell’umana redenzione.
In Italia meridionale, tra il X e il XIV secolo, questo canto venne ricopiato su fogli di pergamena cuciti in modo da formare dei lunghi rotoli. Generalmente accanto al testo erano segnate anche le indicazioni musicali per intonare la melodia ed erano inoltre presenti anche una serie nutrita di miniature che illustravano scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, varie fasi del rito eucaristico e rappresentazioni delle autorità religiose e politiche. In pratica, si trattava di un vero e proprio immaginario visivo per il popolo dei fedeli, pressoché totalmente analfabeti.
Con l’XI secolo, infatti, si diffuse l’abitudine di scrivere il rotolo del canto beneventano in due direzioni contrapposte: in questo modo, il diacono dal pulpito poteva intonare il testo, mentre la folla dei presenti osservava le illustrazioni che si dispiegavano sotto i loro occhi.
Attualmente ci sono pervenuti trentadue rotoli liturgici, di cui la maggior parte risulta essere in scrittura beneventana. Tra questi, il canto dell’Exultet ricorre per ben ventotto volte.
Uno dei rotoli meglio conservati è conosciuto con il nome di Exultet Casanatense 724 (B I 13) 3 e fu scritto a Benevento nel XII secolo.

A chi va in giro per L’irpinia può capitare che un gregge di pecore, gli distrugga quasi la macchina. Mitiche
Quando un personaggio incontra un altro personaggio, nel cuore dell’irpinia.
Ad maiora!
Con Hilarry Sedu
