La serata di ieri alla cantina Ifalco_vini di Paternopoli è stata magica, per un’alchimia di elementi: per il luogo, per le persone, il tramonto, il buon cibo e l’ottimo bere. Abbiamo presentato un mio libro, uno di qualche anno fa, ma andava presentato lì nel cuore della Terra di Mezzo, nel cuore dell’Irpinia. Il libro si chiama “L’agente della Terra di Mezzo”, che è stato magistralmente letto da due amiche e grandi attrici, Angela Caterina e Carmela D’Auria, e presentato, in maniera superlativa, da Stefania Marotti, bravissima giornalista del Mattino, che ha saputo estrapolare i punti più salienti del libro. Un ringraziamento enorme va ai titolari della bella e moderna cantina che ci ha ospitati, Natalia Cresta e Giuseppe Cresta, della cantina iFalco, per l’accoglienza, il buon cibo e soprattutto per i loro eccezionali vini. Un ringraziamento lo devo fare anche a Pietro Graus, illuminato editore napoletano, che mi sta dimostrando tanta vicinanza e col quale abbiamo iniziato una collaborazione, che spero sia lunga e proficua, che si concretizzerà entro fine giugno con l’uscita del mio nuovo romanzo: “Ljuba, senza scarpe”, che a breve sarà disponibile in tutte le migliori librerie d’italia. Un abbraccio a tutti i presenti, che, in alcuni casi, hanno fatto un lungo viaggio per arrivare fino alla cantina, ma credo che il risultato e la bellezza della serata, ne abbiano mitigato il disagio. Ad maiora!
Cara Italia ti voglio parlare di Rocco Scotellaro. Era un poeta di un bellissimo paese lucano. Ricordati di leggere le sue poesie. Lui morì a trent’anni, ma fece in tempo a fare il sindaco, a scrivere, a studiare. Se ti occupi di lui ti potrai occupare anche di Carlo Levi, di Manlio Rossi Doria. Cara Italia, non ti scordare il sogno di Olivetti, il pensiero di Nicola Chiaromonte e Corrado Alvaro. Cara Italia, pensa alla vita di Gaetano Salvemini, al terremoto di Messina in cui perse tutti i suoi cinque figlie e la moglie e la sorella. Pensa a come si può fare buon uso anche della più terribile tragedia. Cara Italia non ti scordare che sei la terra in cui il divino più che altrove si è posato sulla terra: Venezia esiste veramente, e le meraviglie di Firenze e le meraviglie di mille paesi, da Badolato a Portofino, da Sepino a Mondovì. Cara Italia ricordati di andare a Taranto, città antica e puberale, sensualissima e letale, ricordati la bellezza di Antonia Pozzi e Cristina Campo. Cara Italia vatti a prendere il sole di ottobre a Porto Badisco, ricordati le tue isole, i monasteri, gli artigiani, le poesie di Leopardi, i muratori di Bergamo. Cara Italiani, uscite nelle piazze che amava Alfonso Gatto, non date le spalle ai vecchi, ai vicoli, alle logge. Tornate a camminare verso la campagna, tornate antichi, la modernità vi stanca, “siate la polpa rossa dell’anguria spaccata in mezzo alla tovaglia bianca”. (Franco Arminio)
L’Irpinia raccontata con passione nella sua prorompente bellezza. “L’Agente della Terra di Mezzo. Diario di viaggio” è il lavoro di Giuseppe Tecce, economista, scrittore, imprenditore sociale e, soprattutto, un amante degli angoli più suggestivi del nostro territorio. Sabato 17, alle 18.30, nella Cantina iFalco di Paternopoli, la presentazione, con le letture a cura di Angela Caterina e Carmela D’Auria, le attrici del “Teatro d’Europa”. Tra saperi e sapori nostrani, l’intrepido viaggiatore racconta, con ironia, sagacia ed amore, la nostra provincia, percorsa in bicicletta durante la pandemia. L’emergenza sanitaria, in tal modo, ha avuto il merito di risvegliare la curiosità per il territorio, attraverso un racconto avvincente, sincero ed anche simpatico. Il nostro ciclista, infatti, si sofferma ad osservare colori e paesaggi, ma, con la sua fertile penna, traccia un ritratto delle persone che incontra lungo il percorso, generose, oneste, dedite al lavoro, legate alle tradizioni di quella civiltà contadina di cui, ancora oggi, si ritrovano i valori. Un diario di viaggio fuori dagli schemi, dunque, per narrare, con spontanea immediatezza, il paesaggio naturale ed il paesaggio umano. Una lettura che stupisce, riportando alla mente i ricordi e la gioia delle cose semplici, vissute nei luoghi magici di un’Irpinia che offre allo sguardo il meglio di sé. L’incontro con lo scrittore è organizzato nell’ambito della rassegna “Autori in Cantina”, creata per favorire l’aggregazione attraverso la proposta culturale ed il racconto di scrittori che, con la loro sensibilità, parlano al cuore delle persone. La presentazione sarà moderata da Stefania Marotti, giornalista del Mattino.
Un motivo in più per essere presenti alla presentazione del mio libro “L’agente della Terra di Mezzo” presso la cantina iFalco di Paternopoli, che ci sarà sabato 17 giugno alle ore 18.30, con la partecipazione speciale di Stefania Marotti, giornalista del Mattino, Angela Caterina e Carmela D’auria, attrici del Teatro D’Europa di Avellino. Ecco il motivo: il vino rosato che vedete in primo piano, il Fa Cruci, oggi ha vinto il primo premio come miglior vino rosato, a livello nazionale ed internazionale, al concorso a San Nicandro di Bari. La cantina iFalco farà degustare i propri vini durante la presentazione, accompagnando un aperitivo con prodotti locali. Insomma sarà una bellissima serata.
Quante volte vi avevo detto che questo vino era un fuoriclasse? E oggi è arrivata l’attestazione ufficiale: nell’ambito della manifestazione RADICI DEL SUD presso il castello normanno-svevo di Sannicandro di Bari, il rosato FA’ CRUCI della cantina iFalco di Paternopoli è stato premiato come primo classificato nella categoria Rosati dei vitigni del Sud d’Italia, sia per la giuria Nazionale che per quella Internazionale. Auguri a Natalia e a Giuseppe Cresta per i traguardi che stanno raggiungendo e per il loro futuro radioso.
Amico di Putin e di Orban, ha strizzato l’occhio alle destre italiane, quelle più spinte. Poco tempo fa ebbe pure uno sfogo contro Zelensky. È stato uno degli artefici della P2, condannato per evasione fiscale, e chi più ne ha, più ne metta. Però ha avuto anche aspetti positivi? Si… Gli piaceva la fi*a Ma non ha mai spiegato da dove arrivavano i soldi che gli hanno permesso di diventare imprenditore. RIP
Purtroppo la tragedia del popolo Ucraino non trova ancora la parola fine. Dopo gli eventi di Nova Kachovka, per mano dei criminali russi, che hanno fatto saltare una diga, facendo riversare all’esterno 18 miliardi di mc di acqua, sommergendo centinaia di villaggi, con centinaia di morti e centinaia di migliaia di sfollati, siamo di fronte ad una nuova emergenza umanitaria, che è stata paragonata al disastro di Chernobil. Per questo abbiamo deciso, con la nostra cooperativa Medina, in collaborazione con la Croce Rossa di Avellino, di avviare una raccolta di indumenti, biancheria, coperte, ecc… da inviare in Ucraina. Il punto di raccolta è la Struttura Tutelare Il Soffio sul Mulino, sita a Sturno alla via Trento 19. Si può consegnare fino alle ore 12 di Venerdì 15 giugno. Tutto ciò che viene raccolto partirà sabato per l’Ucraina con i tir della Croce Rossa.
Qualcuno mi ha chiesto cosa fosse quella strana camicia che indossavo. Ora ve lo spiego: non è solo una normale camicia, ma la camicia simbolo della cultura Ucraina. SI chiama Vyshyvanka e ho deciso di indossarla, per quanto mi sarà possibile, nelle occasioni importanti, per dimostrare la mia vicinanza alla causa Ucraina, alla causa della Democrazia e del sostegno all’Europa tutta, che si è ritrovata, di nuovo, la guerra in casa. La Vyshyvanka è una camicia tradizionale Ucraina, caratterizzata dalla presenza di ricami geometrici sul colletto, sulle maniche e sui polsini. Esiste da svariati secoli e pare che fosse già in circolazione ai tempi di Erodoto. Chi ha un occhio attento può notare che quest’ultimi non sono sempre gli stessi: i sarti, infatti, tendono a usare dei pigmenti tipici della regione in cui vivono per abbellire l’indumento con colori unici nel loro genere. Sono proprio queste differenze legate ai ricami a rendere possibile distinguere le Vyshyvanka indossate in Ucraina da quelle tipiche della Bielorussia. Questa Vyshyvanka, nello specifico, è un regalo di una mia amica Ucraina.
Oggi, a Sturno, nella nostra struttura, “Il Soffio sul Mulino”, si è compiuto un atto gentile e rivoluzionario: abbiamo dedicato lo spazio antistante la casa ad una donna semplice ed umile, che si chiamava Anna Fiorentino. Vi riporto le mie parole:
“Care amiche e cari amici, oggi ci accingiamo a compiere un atto che normalmente non viene compiuto, se non in favore di personaggi illustri. Ma, mi pregio di essere Presidente di una cooperativa sociale, che ha come mission quella di essere dalla parte di tutti gli esseri umani, e quella di lavorare per valorizzare l’aspetto umano che ogni persona possiede in modo intrinseco. Nell’epoca moderna, ossia nell’epoca della comunicazione, spesso siamo tentati di dare un valore alle persone, in base alla loro esposizione mediatica o al ruolo rivestito all’interno della società, dimenticandoci, spesso, del loro valore umano. L’essere umano ha un valore in quanto tale, ed è un valore che prescinde dal ruolo ricoperto all’interno della società. E parlo, a giusto modo, di ruolo, perché, in fin dei conti, la vita altro non è se non un grande palcoscenico, all’interno del quale ciascuno ricopre il ruolo che gli è stato predestinato, o, nel migliore dei casi, che si è scelto. La cooperativa Medina, ente gestore della casa per anziani “Il Soffio sul Mulino “di Sturno, ha intrapreso un cammino in tal senso per dare voce e respiro alle tante persone semplici che ci circondano, che potrebbero passare inosservate, ma che, a nostro avviso, sono le colonne portanti del mondo, perché il mondo è dei semplici. E abbiamo deciso di iniziare questo cammino con un atto rivoluzionario, un atto che, di norma, non si compie: abbiamo deciso di intitolare uno spazio all’interno della nostra struttura ad una donna semplice, una donna che non c’è più, ma che ha condiviso con noi un pezzo di vita, gioendo e soffrendo insieme a tutti noi. La consuetudine vorrebbe che se si facesse una intitolazione, la si facesse in favore di un personaggio pubblico o del politico di turno. Anna, questo è il nome della nostra donna, non era né l’uno e né l’altro, è stata una persona semplice e buona, laboriosa e dedita alla famiglia: una come tante. Ed è per questo che abbiamo deciso di dare voce alle persone semplici, che troppo spesso vengono messe da parte. Iniziamo con Anna Fiorentino, ma proseguiremo in altri modi per ricordare, attraverso fotografie e scritti, tutte le persone che ci accompagnano per un pezzo di vita. Inauguriamo, pertanto, lo spazio antistante la struttura, con una targa commemorativa a ricordo di Anna, che sia ricordata per sempre, attraverso questa cerimonia civile. Ringrazio il Sindaco e l’Amministrazione di Sturno, per il sostegno datomi, quando ho proposto questa iniziativa, ringrazio gli operatori e tutti coloro che ci stanno dando una mano, e ringrazio le persone che usufruiscono dei nostri servizi, nei quali mettiamo il nostro cuore. Grazie ancora e il nostro pensiero va ad Anna”.