Perché è importante

Perché è importante che uno scrittore continui a parlare e a scrivere di un territorio?
Perché un territorio, senza qualcuno che lo racconti, rischia di restare soltanto un nome su una cartina. Diventa un passaggio, uno sfondo, una periferia dell’anima. La scrittura, invece, gli restituisce voce, profondità e destino. Raccontare un luogo non significa fare folklore né tantomeno raccontare delle cartoline. Significa salvarne la memoria, custodirne i dettagli, dare dignità alle vite delle persone che lo attraversano. Significa ricordare che anche nei paesi piccoli, nelle aree interne, nelle terre considerate marginali, si muovono passioni, dolori, speranze, sconfitte e grande umanità. E tutto questo merita di essere raccontato.
Per quanto mi riguarda, continuare a scrivere dell’Irpinia è quasi una necessità. Perché l’Irpinia non è soltanto il posto da cui provengo: è una lingua interiore, un modo di guardare il mondo, un serbatoio di immagini, di facce, di silenzi, di strade, di vento, di ferite e di bellezza. È una terra dura e insieme profondamente poetica, che troppo spesso è stata raccontata poco o raccontata male. Scriverne, pertanto, diventa un atto d’amore ma anche di responsabilità. Vuol dire opporsi all’oblio. Vuol dire dire che qui non c’è il vuoto, ma un mondo intero. Vuol dire trasformare una terra appartata in una materia che entra a pieno titolo nella letteratura. Più si racconta bene un luogo, più quel luogo parla a tutti. Perché le radici, la nostalgia, la fatica, il senso della comunità, il desiderio di restare o di fuggire non appartengono solo all’Irpinia: ma appartengono all’uomo.

Pubblicato da Giuseppe Tecce

Scrittore di saggi e romanzi Giornalista Direttore di RSA

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