Un uomo del Sud

Stavo pensando che, nel bene o nel male, il Sud Italia me lo sono girato tutto, sia per lavoro e sia per piacere. Da uomo del Sud, che non ha mai voluto abbandonare il Sud, posso dire, con cognizione di causa, che la nostra è una terra meravigliosa, ma bistrattata dalla politica, o anzi dai politici, che è cosa diversa, che l’hanno impoverita e ridotta a loro corte personale. Purtroppo i popoli del Sud sono stati abituati nei secoli a subire diverse occupazioni, allenando la loro resilienza, ma anche la loro incapacità a ribellarsi, così come è avvenuto quando i Sabaudi ci hanno invaso, dando inizio al corso moderno della storia, dando origine ad una nazione unica, che è nata, però, non da una unificazione, ma da una annessione territoriale, da cui sono derivati quasi tutti i problemi atavici che attanagliano le nostre regioni. Se ne può uscire? Sì, con una politica lungimirante, e con l’istituzione ex novo di strumenti, come ad esempio una nuova Cassa per il Mezzogiorno, che possano diminuire il divario tra le due Italie. Anche perché non è assolutamente vero che al Sud la gente non vuole lavorare, ma è vero il contrario e cioè che la gente Vuole lavorare e per questo è costretta ad emigrare e questo sta determinando lo spopolamento di questa parte di mondo. Io, sinceramente, non credo che una sostituzione etnica possa rimpiazzare la nostra gente che emigra per trovare lavoro, ma credo che se avessimo più servizi ed opportunità, tanta gente ritornerebbe qui, perchè queste sono, di gran lunga, le terre più belle al mondo. Parafrasando Vito Teti, più che di restanza, ci vuole la ritornanza, e bisognerebbe lavorare solo per quello.

Pubblicato da Giuseppe Tecce

Scrittore di saggi e romanzi Giornalista per il Corriere dell’Irpinia Direttore di RSA

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