Il giorno di Santa Lucia

Cara Teresa, è il giorno di Santa Lucia, un giorno molto importante nelle nostre terre, e non solo perché Santa Lucia è considerata la patrona dell’Irpinia.
Stanotte ho fatto uno strano sogno e te lo racconto, perché tu possa darmene spiegazione o perché, forse, è legato alla
magia di questo giorno….

Dopo aver compreso di essere sul letto e che la mia mente stava appena uscendo dalle nebbie di un sogno, ripresomi e
sorseggiando un caffè mi sono reso conto che era la mattina del giorno di Santa Lucia. Un giorno, in un momento speciale per le nostre terre. Tutto il periodo dell’avvento è un susseguirsi di feste e di riti che affondano le loro radici nel paganesimo. Così il 6 di dicembre si festeggia San Nicola, l’8 di dicembre è l’Immacolata Concezione, fino ad arrivare al 13 dicembre che è il giorno di Santa Lucia. Per farti capire l’importanza di queste
feste devo, innanzitutto, spiegarti che si tratta di riti antichissimi legati alla civiltà contadina e al lento trascorrere
delle stagioni. Questa è la parte dell’anno in cui le giornate si accorciano sempre più, quando la luce, generatrice della natura, diminuisce a tal punto che il tempo della notte supera di gran lunga quello del giorno. Noi sappiamo che ciò accade nel giorno del solstizio d’inverno, che cade verso il 22 di dicembre, ma per le antiche popolazioni contadine non era così, e il giorno più breve dell’anno coincideva con quello di Santa Lucia. Così già a partire dal giorno di San Nicola iniziavano i riti che dovevano propiziare il ritorno alla luce e
alla fertilità dei campi. In certi paesi, il 6 dicembre si porta in processione un sacchetto di grano come buon auspicio per
il prossimo raccolto. Ma la tradizione che maggiormente caratterizza le nostre terre è quella dei falò.
I falò oscillano tra sacro e profano, e alcune tradizioni collegate al fuoco affondano le loro radici addirittura nel periodo precristiano, trasmettendosi, successivamente, ai riti di
fede cristiana.
Nell’ origine pagana celebravano il fuoco e il calore nella parte più fredda dell’anno, la forza della fiamma rappresentava la purificazione e la luce nelle notti più lunghe, quando il ruolo del fuoco era considerato primario sia come elemento purificatorio che come buon auspicio per il futuro.
(Tratto da “L’agente della Terra di Mezzo, di Giuseppe Tecce)

Pubblicato da Giuseppe Tecce

Scrittore di saggi e romanzi Giornalista Direttore di RSA

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