E tu che libro sei?

Ultimamente, mi trovo spesso a riflettere su una tendenza che sembra emergere tra chi ama scrivere: l’affermazione di non leggere libri o, addirittura, di non averne mai letto uno. Questo pensiero mi porta indietro nel tempo, ai giorni in cui le storie venivano tramandate oralmente e i primi scrittori battevano le prime tracce di inchiostro senza un predecessore a cui ispirarsi. Omero non aveva un Omero da cui trarre ispirazione, eppure ha scritto.

Tuttavia, viviamo in un’era diversa, un’epoca in cui la letteratura si è fatta densa di storie, stili, e visioni del mondo. In questo mare letterario, affermare di scrivere senza mai aver letto sembra quasi anacronistico. È un po’ come un pittore che dichiara di non aver mai visto un quadro altrui. L’arte di scrivere, come quella di dipingere, si nutre dell’esplorazione e dell’ispirazione che derivano dall’ammirare e studiare le opere altrui.

La lettura non solo forma il nostro stile, ma apre anche porte verso mondi sconosciuti, permettendoci di vivere mille vite e di esplorare infinite possibilità. Io stesso, tra libri conclusi e quelli lasciati a metà, posso dire di averne letti circa tremila. Ogni pagina, ogni storia, ogni personaggio ha lasciato un segno nel mio modo di vedere il mondo e, inevitabilmente, nel mio modo di scrivere. Leggere mi ha permesso di allargare la mente e di abbracciare prospettive che mai avrei considerato altrimenti.

Certo, alla fine ognuno di noi è libero di scegliere il proprio percorso, di trovare la propria musa ispiratrice nelle esperienze più disparate. Eppure, non posso fare a meno di chiedermi: quanti colori, quanti sapori, quante emozioni mancano a chi sceglie di esplorare l’universo della scrittura senza prima aver navigato nell’infinito oceano della lettura?

Riflettendoci bene, la bellezza della letteratura risiede proprio in questo scambio continuo, in questo dialogo silenzioso tra chi scrive e chi legge, tra le parole di chi è venuto prima di noi e le nostre.

E a voi, amici lettori e scrittori, quale libro ha lasciato un segno indelebile nel vostro percorso? Condividete la vostra esperienza e, magari, ispirate qualcuno a scoprire il piacere di leggere… e di scrivere.

Pubblicato da Giuseppe Tecce

Scrittore di saggi e romanzi Giornalista per il Corriere dell’Irpinia Direttore di RSA

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