Presentazione del Nuovo Libro “LJUBA Senza Scarpe” di Giuseppe Tecce

Gli appassionati di letteratura e benessere sono invitati alla presentazione del libro “LJUBA Senza Scarpe” dell’autore Giuseppe Tecce. L’evento si svolgerà presso il Caffè Letterario del Castello D’Aquino, situato in Via Castello 1, Grottaminarda (AV), sabato 2 dicembre alle ore 18:00.
Nel suo ultimo lavoro, Tecce intraprende un viaggio narrativo attraverso il potere curativo e trasformativo della natura e dell’auto-scoperta. La prefazione del libro è stata curata da Maurizio Braucci, una voce influente nel panorama letterario e cinematografico contemporaneo.
In questa occasione, Giuseppe dialogherà con Premjeet, maestra di Kundalini Yoga, per esplorare i temi del benessere e della consapevolezza presenti nel suo libro. Si tratta di un’opportunità unica per ascoltare riflessioni sul romanzo e sullo yoga e su pratiche di vita consapevole direttamente dall’autore e da un’esperta nel campo.
L’evento, organizzato in collaborazione con il Caffè Letterario del Castello, promette di essere una serata di arricchimento culturale e spirituale.
Per maggiori informazioni, è possibile contattare il seguente numero: 393 9302873
Si consiglia di portare un tappetino yoga.
Vi aspettiamo numerosi per condividere un momento di letteratura e ispirazione.

Vita di paese

Ecco la vita di paese, silenziosa e profonda, dove ogni pietra è una poesia e ogni sguardo si perde tra nuvole pensierose.
Qui, dove il tempo si dilata, si può ancora ascoltare il respiro della terra e il battito lento dei giorni che scorrono inesorabili.
Qui la vita e la morte si danno convivio e danzano a ritmo serrato nel grande teatro della vita!

Anna Muzychuk

La maestra di scacchi , l’ucraina Anna Muzychuk, si è rifiutata di giocare in Arabia Saudita. Dovremmo essere tutti più come Anna.
Dice : ” tra pochi giorni perderò due titoli mondiali, uno dopo l’altro, perché ho deciso di non andare in Arabia Saudita. Mi rifiuto di giocare secondo certe regole come indossare l’abaya, di essere accompagnata da un uomo per poter uscire dall’hotel, quindi non mi sento una persona di seconda classe.
“Seguirò i miei principi e non gareggerò nel campionato mondiale di scacchi e blitz veloci, dove in soli 5 giorni avrei potuto guadagnare più soldi che con dozzine di altri tornei.Tutto questo è molto spiacevole, ma la parte più triste è che a nessuno sembra importare. Sentimenti amari, ma non posso e non voglio tornare indietro”.

(Anna Muzychuk)

Sopra i tetti

Sopra i tetti, il cielo si tinge di un grigio plumbeo, che riflette i pensieri dei suoi abitanti.
Un filo di storie appese, i panni che raccontano la vita quotidiana con i loro colori vivaci.
E là, una parabola che ascolta i segreti del vento, i sospiri delle colline, la voce lontana delle stagioni che cambiano.
Questo è il teatro delle piccole esistenze, dove ogni finestra custodisce un racconto, ogni antenna cattura sogni, e ogni molletta lascia il segno, delicato, sull’epidermide del tempo. #cronachedalquotidiano #vociDaiTetti

Libri e riflessioni

“Immersi nella lettura e nella bellezza: ecco una visione affascinante di una lettrice assorta nelle pagine del mio ultimo libro. L’eleganza non si manifesta solo nell’aspetto ma anche nella scelta dei libri. Orgoglioso che la mia opera possa accompagnare momenti di relax e riflessione.

A vele spiegate

Amici carissimi, oggi è un altro giorno incredibilmente speciale per me!
Sono super emozionato di condividere un’altra notizia fantastica: ho appena firmato un nuovo contratto con Graus Edizioni per il lancio del mio prossimo libro, “Tramonti Occidentali”.
Quest’ultimo non sarà solo un romanzo, ma un viaggio nelle realtà attuali, raccontando la storia toccante del luogotenente dei carabinieri Peppe Moccia e un’avventura di immigrazione. La genialità di Maurizio Del Greco, già collaboratore de “Le Iene”, e Patrizia Pili ha contribuito nella ideazione di questa trama incredibile!
E non finisce qui! Il libro, che uscirà a gennaio sia in italiano che in tedesco, diventerà anche un film! Immaginate solo questo: le riprese inizieranno presto tra le splendide ambientazioni di Lampedusa e della Campania.
Non vedo l’ora di condividere con tutti voi questo nuovo ed emozionante percorso.
Grazie per il vostro costante sostegno – questo sogno sta diventando realtà grazie a voi!
Ps: in questo caso non avrò bisogno di essere scalzo, spero, però, di non dovermi vestire da carabiniere 😊
Ps ps: già sono su un importante set cinematografico!
#TramontiOccidentali #NuovaAvventura #GrausEdizioni

Giuseppe Tecce: La Voce Letteraria dell’Invisibile Sociale

Nel panorama letterario italiano contemporaneo, Giuseppe Tecce emerge come una figura particolarmente poliedrica. Nato nel 1972 a Benevento, Tecce non si limita a vestire i panni dello scrittore, ma si immerge pienamente nelle realtà sociali più complesse, guidando una cooperativa sociale che si dedica alle persone emarginate e svantaggiate dal 2001. Questo impegno nel tessuto sociale non solo definisce la sua vita quotidiana, ma permea profondamente la sua scrittura, infondendo nelle sue opere una sensibilità unica verso le dinamiche umane e sociali.Con una produzione letteraria che include titoli come “L’agente della Terra di Mezzo”, “Storia di un Presidente che si credeva un topo” e “Il Portiere”, Tecce esplora temi di grande rilevanza sociale e esistenziale, spesso con una vena satirica e metaforica che invita il lettore a una riflessione critica sulla realtà. Il suo stile è caratterizzato da una prosa che coniuga l’introspezione psicologica dei personaggi con la descrizione minuziosa dei contesti in cui essi si muovono, creando un ponte tra l’individuo e la collettività.Il suo ultimo lavoro, “Ljuba senza scarpe”, segna un’ulteriore evoluzione nella sua poetica. Con la prefazione di Maurizio Braucci, noto per le sue sceneggiature cinematografiche, il romanzo si presenta come una narrazione intensa e commovente, un romanzo d’amore che tocca temi delicati e personali, riflettendo al contempo sull’esperienza umana universale.Le opere di Tecce si distinguono per la capacità di affrontare questioni profonde con leggerezza e profondità, in uno stile che si colloca al confine tra realismo e allegoria. La sua narrativa diventa un veicolo per esplorare le sfumature dell’esistenza, dando voce a chi spesso non la trova nel rumore del mondo moderno.Giuseppe Tecce, con la sua narrativa, si conferma non solo come uno storyteller di talento, ma anche come un osservatore attento e un interprete sensibile delle complessità del nostro tempo. La sua letteratura è un invito a non girare lo sguardo di fronte alle difficoltà sociali e personali, ma a riconoscere e valorizzare l’umanità in tutte le sue forme.

Le case vuote

Sulle strade dell’alta Irpinia,
dove il silenzio pesa sulle pietre,
le case svuotate fissano il cielo,
custodi di un respiro che sfuma.

Nelle vene dei piccoli paesi,
l’abbandono scorre lento e amaro,
e la tristezza tinge i campi,
dove l’eco umano si assottiglia.

Scenari di porte chiuse, finestre mute,
dove ogni piazza ha perso il suo battito,
e i campanili contano le ore
per chi più non torna, per chi più non aspetta.

Il vento si porta via le voci,
e i sentieri si riempiono d’oblio,
mentre l’Irpinia sospira storie,
di una bellezza che resiste al tempo,
ma cede, giorno dopo giorno, alla lontananza.

In memoria dell’evento del Terremoto del 1980

Oggi, è il 23 Novembre, e ricordiamo il 43° anniversario del devastante terremoto che ha scosso l’entroterra campano e l’Appennino centro-meridionale nel 1980. In questo giorno, dobbiamo riunirci nel ricordo delle numerose vite perdute e delle comunità profondamente colpite.

Ma, nello stesso tempo, mi preme celebrare anche lo spirito indomito delle persone che hanno ricostruito le loro vite e le loro città dalle macerie. Questa tragedia ha messo duramente alla prova la nostra resilienza, ma ha anche mostrato la nostra incredibile capacità di unirci e superare le avversità.

Marina Ivanovna Cvetaeva

<<Ci sono al mondo esseri superflui, creature in più, aggiunte senza peso…ma ai poeti, a noi poeti, noi paria e pari a Dio, è dato, straripando dalle rive, rotti gli argini, rubare anche le vergini agli

*Versi di Marina Cvetaeva (Mosca, 1892 – Elabuga, 1941), una delle poetesse russe più importanti del ventesimo secolo.

Autrice di liriche nella sua lingua, oltre che in francese e tedesco, sin dall’età di sei anni, divenne da adulta l’esponente più in vista del locale movimento simbolista.

Nel 1922 fu costretta in esilio dal regime comunista russo, prima a Berlino e Praga e poi a Parigi, poichè aveva celebrato con le sue opere la lotta anticomunista dell’Armata Bianca, in cui aveva militato anche il marito Sergej Ėfron. Tornò a Mosca nel 1939, dopo il misterioso omicidio del consorte e l’internamento in un campo di lavoro della figlia Ariadna Ėfron.

Si trasferì infine nel villaggio di Elabuga, dove visse isolata e in estrema povertà. Qui, il 31 agosto 1941, all’età di 49 anni, si impiccò nell’ingresso dell’abitazione rurale che aveva affittato da due pensionati del luogo.

🔴I POETI
(Marina Ivanovna Cvetaeva)

Da lontano il poeta prende la parola.
Le parole lo portano lontano.

Per pianeti, sogni, segni. Per le traverse vie
dell’allusione. Tra il sì e il no il poeta,
anche spiccando il volo da un balcone
trova un appiglio. Giacché il suo

è passo di cometa. E negli sparsi anelli
della causalità è il suo nesso. Disperate
voi che guardate il cielo! L’eclisse del poeta
non c’è sui calendari. Il poeta è quello

che imbroglia in tavola le carte,
che inganna i conti e ruba il peso.
Quello che interroga dal banco,
che sbaraglia Kant,

che sta nella bara di Bastiglie
come un albero nella sua bellezza.
È quello che non lascia tracce,
il treno a cui non uno arriva
in tempo.

Giacché il suo
è passo di cometa: brucia e non scalda,
cuoce e non matura – furto! scasso! –
tortuoso sentiero chiomato
ignoto a tutti i calendari…